Non si sfugge, è gara spartiacque. Da qualunque angolazione la si inquadri questa gara con il Benevento, per il Foggia sa di investitura. Tenere testa infatti alla seconda forza del girone, e magari rispedirla a casa senza punti, restituirebbe alla pattuglia di Mirko Cudini i gradi di outsider di lusso. Di squadra cioè che, pur non godendo dei favori della vigilia nella griglia di partenza, entra di diritto fra le formazioni in lizza per la promozione. Che sia poi diretta, o che passi attraverso la lotteria dei playoff, lascia il tempo che trova. Perché in questo frangente il Foggia vuole davvero capire una volta per tutte dove può arrivare e che ruolo può ritagliarsi.
Ecco spiegato il motivo per cui la sfida di domani sera dello Zaccheria assume un valore particolare, e i rossoneri questo appuntamento non vogliono fallirlo. Venire a capo di una gara che si preannuncia complicata non sarà semplice, serviranno un'altra squadra ed un altro tipo di atteggiamento rispetto a Crotone, ma Cudini sotto questo punto di vista non teme contraccolpi psicologici, perché i suoi sono abituati a vincere (nella maggioranza dei casi), e quindi sa che la reazione da parte del gruppo arriverà.
Ciò che semmai incuriosisce in questa vigilia è capire quale schieramento il tecnico marchigiano intenderà contrapporre al collega Andreoletti, atteso che poi il Foggia tornerà in campo anche domenica prossima a Picerno, e che in qualche modo servirà fare ruotare gli effettivi per non disperdere troppe energie fisiche e mentali sempre e solo fra i soliti noti. Probabile allora che i nomi di Riccardi, Marino e Embalo tornino di attualità in una gara in cui la brillantezza fisica ed i ritmi sostenuti potrebbero fare la differenza nei 90’ in cui sul piatto della bilancia bisognerà mettere anche la qualità e l’autorevolezza che l’avversario potrà mettere in campo domani sera.
Tre anni fa il Benevento era ancora in serie A. A settembre – dopo la clamorosa retrocessione dalla B della passata stagione (a dispetto dei 4 allenatori che si sono succeduti in panchina, la squadra giallorossa, partita per puntare in alto, ha concluso all’ultimo posto) – s’è ritrovato nuovamente ai nastri di partenza della Terza Serie per la 38^ volta nella sua storia (iniziata nel 1929). Mancava dal 2016. La famiglia Vigorito, da quasi 20 anni alla guida del club, quest’estate è ripartita in pratica daccapo.
La direzione sportiva è stata affidata a Maurizio Carli (un passato nell’Empoli, nel Cagliari e nel Parma) che ha firmato un triennale per un progetto evidentemente non a breve termine. Per la panchina è stato scelto un profilo di allenatore emergente, di cui si dice un gran bene: Matteo Andreoletti (34 anni: è il più giovane tecnico di tutto il calcio professionistico italiano), sino allo scorso giugno alla Pro Sesto, in precedenza alla Sanremese.
La rosa è stata alquanto rinnovata, rispetto alla passata stagione. Sono andati via i calciatori con gli ingaggi più alti. Di contro è arrivata gente di categoria. Per il sito specializzato Transfermarkt, è comunque la migliore del girone C (superiore anche a quella di Catania ed Avellino). Conta 33 effettivi per un’età media di 26,0 anni.
L’obiettivo – scontato – è quello della promozione, possibilmente senza passare dai play off. Ma nel Sannio sono consci che non sarà facile centrarlo. Fin qui la squadra giallorossa hanno messo insieme 18 punti. Meglio ha fatto solo la sorprendente Juve Stabia (che ne ha 3 in più). Ha perso unicamente all’esordio con la Turris (3-1). Poi ha sconfitto la V. Francavilla (1-0), pareggiato a Caserta (0-0), battuto – una dietro l’altra – Taranto (2- 1), Brindisi (0-1, fuori casa) e Crotone (3-2), pareggiato a Cerignola (0-0), rischiato di perdere in casa col Picerno (2-2) in extremis ed in inferiorità numerica) ed infine vinto a Sorrento sabato scorso (0-1). Conta, dunque,11 gol fatti (l’italo-argentino Alexis Ferrante, ex rossonero, è il goleador con 3 reti) ed 8 subiti (sono stati 5, finora, i clean sheet).
Dopo aver provato altri moduli, ultimamente Andreoletti fa giocare i suoi sempre col 3-4-2-1. “Nonostante questa squadra sia stata costruita per il 4-3-3 e qualche elemento gioca fuori ruolo, così abbiamo trovato un’identità” ha spiegato il tecnico di Alzano Lombardo.
Questo l’undici sceso in campo inizialmente nell’ultimo turno: Paleari (31 anni, tra i confermati) tra i pali; linea difensiva composta da El Kauakibi (25, italo-marocchino; in rosa già nella passata stagione), Pastina (22, cresciuto nel settore giovanile) e Berra (28, ex Sudtirol); a centrocampo lo svedese Karic (24, a Benevento da luglio dell’anno scorso), Talia (20, rientrato dal prestito al Potenza), Agazzi (30, prelevato dalla Ternana; vecchia conoscenza dei tifosi rossoneri) ed Improta (29, alla sesta stagione in giallorosso); sulla trequarti capitan Ciano (33, al secondo anno a Benevento) ed il polacco Kubica (23, arrivato in Italia ad agosto dello scorso anno) alle spalle di Ferrante (28, giunto in prestito dalla Ternana) punta centrale.
A gara in corso sono entrati Bolsius (24, attaccante olandese proveniente dalla F. Andria, autore del gol-partita), il giovane Alfieri (20, centrocampista rientrato dalla Recanatese), Masciangelo (27, difensore rientrato dal Palermo) e l’esperto Terranova (36, nella scorsa stagione era alla Reggina). Con il Picerno – nella gara precedente – aveva giocato titolare a centrocampo il colombiano Tello (27 anni, a Benevento dal 2018), rimasto invece a guardare sabato scorso.
“Se in panchina hai a disposizione gli elementi che ho io, il lavoro è più facile” ha ammesso Andreoletti. Mancherà anche allo Zaccheria – a causa di una squalifica di 3 turni, a seguito dell’espulsione col Picerno – il vecchio bomber Marotta (37, arrivato a fine agosto a sorpresa dal Giugliano che l’aveva appena prelevato dalla Viterbese, club nel quale aveva giocato nella passata stagione).
(Pino Autunno e Massimo G. Marsico - l’Attacco)
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