Il Foggia vota la fiducia. La sconfitta di Crotone non muta gli umori, dopodomani l’occasione per riscattarsi

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Crotone è già lontana. Ricacciata in un angolo della memoria in cui albergano le poche cose negative di questo primo scorcio di stagione. Il Foggia guarda oltre, archiviata la sconfitta di misura dello Scida che con un po' di personalità in più poteva essere evitata, in casa rossonera si è già con la testa alla sfida dello Zaccheria di giovedì sera con la big Benevento, secondo scoglio consecutivo di un mini-ciclo da brividi che deve dare indicazioni sul tipo di stagione che attende la formazione di Mirko Cudini. 

L'ultimo turno di campionato non è stato benevolo, ha fatto scivolare Garattoni e soci al sesto posto, li davanti hanno vinto tutte, a cominciare dalla battistrada Juve Stabia, per proseguire con Benevento, Avellino ed Audace Cerignola, con i gialloblù ofantini che hanno agganciato i cugini rossoneri a 15 punti. 

Classifica sempre molto corta, con le prime sei racchiuse in un fazzoletto di 6 punti, il Foggia adesso però se non vuole perdere terreno dalla vetta dopodomani deve provare a sbarrare il cammino del Benevento, che è secondo a quota 18 dopo la vittoria di misura a Sorrento, e che è imbattuto dalla prima giornata (3-1 a Torre del Greco). 

Occorre riprendere subito il trend di avvio di stagione che ha proiettato il Foggia in alta quota, serve soprattutto ritrovare quell'ardore agonistico che fino ad oggi ha fatto la differenza, e che a Crotone si è visto a sprazzi e solo nella prima mezz'ora. 

I sanniti sono avanti di 3 punti, non perdono ormai da 8 turni, ma obiettivamente ad oggi non hanno impressionato. Andreoletti si ritrova fra le mani un organico di prima scelta col quale non può che puntare a vincere, ma i suoi non hanno ancora trovato la quadra del cerchio. 

Col Foggia i sanniti vogliono provare l’allungo e il tecnico giallorosso nel post-gara di Sorrento ha dedicato una riflessione sulla sfida di giovedì sera: "Rappresento una piazza importante, sono consapevole che le aspettative sono altissime - ha detto Andreoletti -. Devo cercare di mediare con il giusto equilibrio. I tre punti fanno comodo, l'importante è che siano arrivati con una prestazione di livello. Giovedì affrontiamo una squadra tra le favorite per la vittoria finale, quindi ci alleniamo con lo spirito giusto e con grande umiltà. Cercheremo di lasciare tutte le energie sul campo, come stiamo facendo".

Cudini, invece, dall’altra parte vota la fiducia: la sua squadra negli ultimi 90’ non ha completamente convinto, ma questo non vuol dire che dopo la partenza-sprint che contro ogni previsione ha spinto i rossoneri così in alto, adesso il Foggia debba necessariamente pagare dazio. 

Serve però una reazione d'orgoglio che magari deve passare anche attraverso la rivisitazione di un assetto complessivo che negli ultimi 90' ha sollevato qualche perplessità, nel 3-4-1-2 riproposto anche negli interpreti da Cudini dopo la prova convincente nel derby con il Brindisi, c'è stato qualche imprevedibile incaglio che suggerisce qualche inevitabile correttivo. A cominciare magari dalla cerniera a 3 di difesa, dove soprattutto Salines non ha garantito la giusta protezione in fase di chiusura, mentre in mezzo al campo l'arretramento di Rizzo sulla linea dei difensori sta comportando l'utilizzo di Vezzoni che, a differenza del compagno, appare troppo timido in entrambe le fasi.

In ribasso anche le quotazioni di Di Noia, che a Crotone ha accusato una fisiologica flessione di rendimento dopo un avvio di stagione sprint e che  spesso si è trovato a malpartito con i dirimpettai di turno. 

Il vero tallone di Achille del Foggia, però, era e resta sempre l'attacco che, Tonin a parte che è l'inatteso goleador principe della squadra coi suoi 4 centri, risente della mancanza di  un giocatore che sappia finalizzare e dia peso e centimetri al reparto. Peralta rimane sempre una soluzione di scorta introdotta da Cudini nel momento in cui si è ritrovato con una accertata penuria di attaccanti, si aspetta il recupero di Embalo per capire fino a che punto il guineense sia compatibile con Tonin. 

Per il resto è buio pesto, Tounkara e Beretta faticano maledettamente ad ingranare, il loro ingresso a Crotone è stato praticamente impalpabile, quando c'è da inseguire il risultato il Foggia avrebbe bisogno di sfondare anche per linee centrali, ma in organico non ha un giocatore con queste caratteristiche, e dunque finisce con il pagare dazio anche contro difese come quella calabrese che pure non è che sia impenetrabile. 

C'è poi la il capitolo-Frigerio che, complice anche il cammino sicuro in campionato, è finito in naftalina. E invece trattasi di una vicenda che continua a rimanere irrisolta perché le parti in causa hanno poca voglia di incontrarsi magari a metà strada. Ma non dovessero registrarsi sostanziali sviluppi l’assenza prolungata di Frigerio alla distanza peserà nell'economia de risultato finale. Il giocatore che dopo essere stato recalcitrante in avvio di stagione si è messo a disposizione solo a stagione iniziata, è sempre ai margini del progetto e lontano dal potersi ritagliar uno spazio tutto suo. Si allena regolarmente durante la settimana col gruppo, ma poi puntualmente finisce in tribuna, o tutt'al più scende in campo con la Primavera 3, come è accaduto ad esempio con il Potenza. 

Il braccio di ferro estenuante con la società prosegue, il suo agente Raiola ha provato a dialogare con il club per verificare se ci siano i margini per trovare un accordo. ll centrocampista però non intende rinnovare per poi andare a scadenza ed essere dunque libero a giugno di scegliere la destinazione che più gli aggrada. 

Domanda:  se non esiste proprio via di uscita perché continuate a pagare un giocatore senza poterne disporre delle prestazioni? Il Foggia a questo punto ne fa una questione di principio e punta i piedi, Frigerio ovviamente resta sulle proprie posizioni e Cudini si ritrova monco di un giocatore che viceversa sarebbe molto utile in questo frangente.

Cui prodest? 
Patron Canonico ci venga in soccorso...

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testatina dillo al direttore WEB

 



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