Dietro la prima squadra il nulla. Purtroppo. Il Foggia di Cudini che apre il cuore alla speranza rappresenta una goccia nel deserto nell’orbita di un club che in quanto a pianificazione e programmazione continua a latitare. Basta voltarsi indietro e dare uno sguardo a cosa bolle in pentola ad esempio nel vivaio per rendersi conto di quanta improvvisazione regni.
Era già successo la passata stagione, quando la gestione del settore giovanile finì in subappalto (e nelle grinfie) di Piergiuseppe Sapio, che ha prodotto solo macerie.
La storia si sta ripetendo anche quest’anno: senza aver individuato una nuova figura di riferimento, si brancola nel buio: la Primavera 3, tanto per fare un esempio, è stata affidata al tecnico viestano Olivieri, sabato scorso ha perso 3-1 a Gualdo e senza la vittoria a tavolino con il Potenza (arrivata solo per un errore nelle sostituzioni) oggi la formazione rossonera sarebbe adagiata sul fondo della classifica ad 1 punto dopo 5 giornate.
I progetti che guardano in prospettiva, è risaputo, partono dalle fondamenta, sarebbe sufficiente dare un'occhiata a ciò che succede alla base per capire che non è poi tutto oro quello che luccica...
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