Vacca, il futuro sarà al fianco di De Zerbi: il 33enne play sta vivendo gli ultimi spiccioli di carriera

Carattere
  • Più Piccolo Piccolo Medio Grande Più Grande
  • Predefinito Helvetica Segoe Georgia Times

Domenica lo si è rivisto in campo per 26’ (recupero incluso), Cudini lo ha gettato nella mischia a Picerno per far rifiatare Schenetti nel tentativo di dare propulsione al gioco del Foggia e di recuperare lo svantaggio coi lucani.

Antonio Junior Vacca ha messo in campo quanto ha potuto, non molto per la verità, ormai se n’è fatto una ragione, dall’ultimo infortunio non si è più ripreso completamente, vive gli ultimi spiccioli di una carriera che secondo alcuni è stata al di sotto dei suoi reali mezzi, cercando di rendersi utile soprattutto nello spogliatoio, dove pare continui a essere un vero leader. O almeno tale lo hanno eletto i compagni di squadra, che intravedono nell'ormai 33enne play di Secondigliano con trascorsi significativi in A e in B divisi fra Parma e Venezia, una sorta di guida spirituale.

Vacca quest'anno al termine della sua ultima stagione in rossonero dirà basta col calcio giocato. È già scritto e deciso. È tempo di appendere le scarpe al chiodo e di cominciare a disegnare un futuro che, secondo i bene informati, sarà ancora nel pallone. E con ogni probabilità Oltremanica. Non ci saranno ripensamenti, a Foggia nell'ultimo anno ha giocato poco e a singhiozzo, da queste parti più che per questo ritorno-bis senza bagliori lo ricorderanno per quel biennio 2016-18 coinciso con la conquista della Coppa Italia di Lega Pro col Cittadella (che nel match di andata lo vide sul finire inforcare anche i guantoni di portiere), la promozione in B e anche la Supercoppa di Lega.

Molte delle fortune di Vacca-calciatore sono legate al suo mentore Roberto De Zerbi, col quale negli anni si è instaurata una amicizia vera che va oltre il rettangolo di gioco. I due continuano a sentirsi e a vedersi con buona frequenza, c'è chi sostiene che presto Vacca entrerà a fare parte dello staff del tecnico del Brighton. Indiscrezione che troverebbe conferma nel fatto che il centrocampista campano a Foggia negli ultimi tempi starebbe frequentando la Cambridge Academy proprio per apprendere la lingua per tempo prima di sbarcare in Inghilterra.

Vacca e De Zerbi si sono ritrovati assieme l’ultima volta lo scorso luglio, seduti e abbracciati a un tavolo di un locale di Brighton, in compagnia anche di Vincenzo Sarno (un altro aficionado della nidiata del tecnico bresciano in rossonero), dell’assistente tecnico Marcello Quinto (con De Zerbi al Brighton ed ex rossonero di quegli anni), oltre che degli altri due componenti lo staff Marcattilio Marcattili ed Enzo Teresa. Sui social c’è ancora uno scatto che è diventato virale e che ha scaldato i cuori dei tifosi del Foggia.

Vacca qualche tempo fa ha anche condiviso nelle storie uno stralcio di un’intervista dell’amico fraterno De Zerbi, nella quale il tecnico rivela proprio un gustoso aneddoto particolare sul suo ex allievo ai tempi del Foggia e legato all’utilizzo della suola in campo: “Avevo un giocatore a Foggia che era amante della suola, mi fermavo e gli chiedevo se avesse un senso utilizzarla. Vacca mi rispose ‘mister quando io utilizzo la suola l’avversario viene più forte a pressarmi’. E lì ho compreso che la suola inconsciamente dà all’avversario la voglia di venirti a pressare in maniera più violenta, e che quindi serve per stanare l’avversario”.

E’ stato insomma Vacca a inventare il contropiede dal basso di De Zerbi. E in segno di riconoscenza per avergliene dato a più riprese atto, pare che Antonio Vacca si sia fatto tatuare le iniziali di De Zerbi, RDZ: “Ha lasciato un segno su di me, sulla mia pelle ma anche nella mia testa, perché ora non posso guardare il calcio in nessun altro modo se non il suo”, ha confessato a più riprese il centrocampista del Foggia.

Se il Dezerbismo è diventato a suo modo una religione del nuovo calcio, una fede, si deve anche a storie come questa: Antonio Vacca è l’inventore della “mossa della suola”. Che, si può riassumere così: il difensore controlla e tiene fermo il pallone con la suola, magari anche con un pizzico di atteggiamento altezzoso; gli attaccanti avversari si sentono provocati e vanno ad aggredirlo; se sei bravo e hai il tempo giusto, ecco che parte la manovra dal basso in superiorità numerica. La teoria è quella di una transizione artificiale, creare un contropiede anche se hai già la palla.

Vacca è rimasto fulminato dal calcetto che giocava con De Zerbi al Foggia, in serie C. E’ stato lui ad aver dato l’idea al tecnico. Che ha fatto in modo che non restasse uno stratagemma estemporaneo: De Zerbi ci ha rimuginato e ha trasformato quell’idea in una strategia tattica. Che insegna adesso nelle webinar, ai suoi giocatori e persino ai ragazzini delle giovanili del Brighton.

In allenamento, ricorda tuttora Vacca “i miei avversari non uscivano per pressarmi, quindi De Zerbi continuava a dirmi di passarla, di muovere la palla. Allora gli ho risposto: ‘Mister, se i nostri avversari domenica vengono qui a giocare per un punto e io sposto la palla senza far muovere uno di loro, a che serve?’. Ho sostenuto che se mettevo la pianta del piede sulla palla e attiravo fuori il mio avversario, lo invitavo a pressarmi. Mentre lo fa, possiamo rompere la linea con un passaggio”.

Fermare il pallone con la suola è diventata “una rivoluzione”: l’elemento statico del gioco moderno è intrigante dal punto di vista tattico, anche se non è l’idea solita di divertimento che hanno tutti. Giocare con una pausa è una grande novità in questo momento, con lo sviluppo del calcio negli ultimi 10 anni, il pressing e la costruzione sono diventati gli elementi chiave. Guardi una partita di alto livello e gran parte di essa riguarda quanto bene riesci a pressare la preparazione dell’avversario”.

Lo stop di suola diventa quindi un modo “sofisticato” di attirare pressione per trarne vantaggio. È fondamentalmente un’esca, chi è disposto a lasciare che una palla sia completamente statica? “Se la palla resta ferma, costringi l’avversario a prendere la decisione. Quindi devi solo essere abbastanza bravo da essere in grado di agire in base alla decisione presa dall’avversario, ed essere disposto a sopportare quella pressione. Nel caso del Brighton, agire in base alla decisione non è casuale o spontaneo. I loro schemi di passaggio sono in gran parte determinati da come e dove gli avversari pressano e vengono provati più e più volte in allenamento”. L’elemento di immobilità della pianta del piede serve a costringere l’avversario a muoversi. Sulla base di quel movimento, De Zerbi e i giocatori sanno già: ‘Ecco il mio schema uno, due, tre per occupare lo spazio lasciato da questo movimento”.

Volete allora che l’inventore della suola e colui che quel concetto l’ha messo in pratica prima o poi non si ritrovino l’uno al fianco dell’altro? Accadrà e anche molto presto. Fin dalla prossima estate, a Brighton. Vacca e De Zerbi di nuovo assieme. Che sballo...

   banner whatsapp canale 700

 

testatina dillo al direttore WEB

 

Migliora la tua esperienza: installa la nostra app ora!

Ottieni accesso immediato alla nostra app installandola sul tuo dispositivo iOS!
È sufficiente toccare il pulsante Share (condividi) in basso allo schermo,
poi selezionare Add to Home Screen (Aggiungi alla schermata Home).
Segui le istruzioni per aggiungere l'icona della nostra app alla schermata Home per un accesso rapido e facile.
Goditi una navigazione senza interruzioni e rimani connesso ovunque tu vada!

× Installa l'app Web
Mobile Phone
Offline: nessuna connessione Internet
Offline: nessuna connessione Internet