Foggia, fidati di loro: gli ex Garattoni, Rizzo, Carillo e Beretta guidano l’assalto alla capolista Juve Stabia

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Castellammare è lontana, davanti ancora due giorni per meditare a fondo le scelte su uomini e assetto da opporre alla prima della classe. Ma in casa Foggia la lunga vigilia è già cominciata e che a questa gara del Menti si guardi come a quella della possibile svolta lo si percepisce anche dalla cura dei dettagli con cui la squadra di Mirko Cudini in queste ore si sta preparando.

Già, perché la differenza con la Juve Stabia non è detto che alla fine non possano farla i particolari e il tecnico rossonero ed i suoi non intendono trascurarne nemmeno uno. Archiviata la parentesi di Coppa di Avellino che ha allungato la striscia negativa a 5 gare (2 pari e 3 sconfitte), il tecnico di Sant'Elpidio a Mare e il suo staff sono al lavoro su due fronti: sugli aspetti squisitamente tecnico-tattici per correggere quelle sbavature che da un paio di settimane a questa parte balzano agli occhi e inficiano il risultato finale, e sulla testa dei suoi ragazzi.

Perché poi al di là degli errori, è sull'atteggiamento della squadra che in questo frangente occorre incidere. Il Foggia che ultimamente solo a sprazzi riesce ad esprimersi, e che alla prima difficoltà si consegna all'avversario è uno dei punti deboli ai quali Cudini deve porre rimedio, lunedì sera a Castellammare di fronte ci sarà una formazione che sul piano mentale finora in casa è riuscita puntualmente a sovrastare tutte le avversarie, al Menti non solo finora sono arrivate soltanto vittorie per la formazione di Pagliuca, ma i 3 punti sono andati in archivio senza mai subire gol al passivo.

Sarà un test dunque molto indicativo per i rossoneri, che fino ad oggi con le big del girone hanno quasi sempre retto il confronto sul piano del gioco e sotto il profilo temperamentale. Il che rappresenta un barlume di ottimismo nell’immediata vigilia di una sfida che sembra chiusa nel pronostico per gli uomini di Cudini. Ad andare in soccorso però dl loro allenatore, c'è la piccola colonia di ex stabiesi che stanno per tornare da avversari lì dove il loro passaggio non è passato inosservato: Garattoni, Rizzo, Carillo e Beretta sono vecchie conoscenze dei tifosi gialloblu, è a loro che il Foggia si aggrappa per invertire il recente trend negativo che l’ha sospinto ai margini della zona playoff.

Alessandro Garattoni con le Vespe ha giocato una sola stagione ('20-21) sotto la guida del tecnico foggiano doc Pasquale Padalino e condita da 31 presenze e 2 gol. E’ stata un'annata di grandi contenuti per il 25enne laterale di Cesena, che coi campani avrebbe chiuso al 5° posto con relativa qualificazione ai playoff. Nel 3-5-2 di Padalino, Garattoni ha esaltato le sue caratteristiche tecniche, e non è stato un caso che la stagione successiva avrebbe spiccato il volo verso Foggia. Su di lui infatti si punteranno le attenzioni del ds Peppino Pavone che l'anno prima a Castellammare aveva avuto il giocatore alle sue dipendenze, e che per il suo ritorno in rossonero avrebbe puntato proprio sul mancino.

Con Garattoni quella stessa stagione in gialloblu c'era anche Alberto Rizzo, col quale formava oltre che la coppia dei quinti di Padalino, anche uno dei tandem più affidabili del girone C di Lega Pro. Con la Juve Stabia Rizzo resterà un anno e mezzo, totalizzando complessivamente 49 presenze, quindi nel gennaio del '22 approda in Puglia alla corte di Zeman. Il terzino sinistro classe ‘97 ha vestito la maglia della formazione campana con ottimi risultati e, soprattutto, grande costanza di rendimento. Titolare inamovibile sin dal suo arrivo a Castellammare, spesso e volentieri si segnalerà anche nei panni di assist-man.

C'è poi Luigi Carillo, che calcisticamente nasce nelle giovanili stabiesi, e che nel '14 esordisce anche in B (30 maggio contro il Carpi, ndr) per una curiosa coincidenza con un altro ex allenatore del Foggia, Piero Braglia. Complessivamente sono 11 le presenze del 27enne difensore napoletano con la Juve Stabia, di cui 10 maturate in C nell'annata '15-16 con Zavettieri in panchina.

Tre stagioni prima, in B, ad indossare la maglia delle Vespe c'era anche Giacomo Beretta, l'oggetto misterioso di casa Foggia, e che all'epoca appena 20enne totalizzò sempre sotto la gestione Braglia 8 gettoni di presenza, senza mai peraltro trovare la via della rete. Beretta resta in forse per lunedì sera, ha già saltato le due ultime gare di campionato oltre al match di Coppa Italia, le sue condizioni sono da monitorare nelle prossime ore, ma a tutti gli effetti fa parte della legione degli ex in partenza alla volta di Castellammare.

Sull'altra sponda ce ne sono invece tre che ha indossato la maglia del Foggia: a cominciare da Demba Thiam, il portiere meno battuto del girone con soli 5 gol al passivo e con già tre rigori neutralizzati. L’anno scorso arrivò in rossonero a gennaio dalla Spal e si prese le chiavi della porta scalzando Nobile e Dalmasso. Alla Juve Stabia il lungagnone 25enne senegalese è un titolarissimo, ma in rossonero non ha lasciato ricordi indelebili.

A differenza di Alberto Gerbo, a Foggia dal ‘14 al ‘19 con 132 presenze ed 8 gol e all’attivo una promozione in B, una Coppa Italia e una Supercoppa. Gerbo ormai è al canto del cigno con i suoi 34 anni, il centrocampista di Valenza in questo frangente è infortunato, ma anche quando è disponibile gioca col contagocce. Infine ex è anche Sergio Maselli, chi se lo ricorda? A Foggia per una brevissima parentesi nella stagione ‘21-22 con Zdenek Zeman in panchina: mediano talentuoso in quella annata totalizzerà solo 11 gettoni di presenza, quasi tutte da subentrato.

Ex anche dietro la scrivania: come dimenticare, ad esempio, il brevissimo interregno di Filippo Polcino, oggi amministratore unico del club stabiese, e che nel marzo del ‘21 rivestì per pochi mesi la carica di direttore generale del club rossonero: ad introdurlo fu l’allora presidente Maria Assunta Pintus, che pensò al dirigente con trascorsi anche a Caserta ed Avellino per ripartire dopo aver acquisito il club dalle mani di Roberto Felleca. Ma Polcino di fatto non sarebbe mai entrato mai nei radar rossoneri, impalpabile il suo passaggio da queste parti.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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