La Juve Stabia è in testa alla classifica del girone C di serie C dalla 4^ giornata (in solitudine dalla 6^). Conta già 27 punti, 10 in più del Foggia. Fin qui ha perso solo con la Casertana (alla 10^ giornata, il 25 ottobre scorso: finì 2-1).
Nelle altre 11 partite di campionato, la squadra gialloblù ha spesso vinto (è accaduto in ben 8 occasioni) e qualche volta pareggiato (è successo in 3 circostanze). Ha battuto nell’ordine Monterosi Tuscia (1-3), Avellino (1-0), Potenza (3-0), Monopoli (1-0), Catania (1-0), Turris (1-2), Latina (1-0) e Taranto (0-2). Ma non è riuscita ad aver la meglio col Giugliano (0-0) e successivamente né con l’Audace Cerignola (0-0) e né con il Brindisi (1-1), affrontati tutti in trasferta.
In casa la Juve Stabia ha giocato, finora, solo 5 volte e ha sempre vinto. Non solo. Al Menti (campo in erba sintetica) non ha ancora subito un gol, non a caso vanta la miglior difesa del torneo con appena 5 reti al passivo. Demba Thiam (vecchia conoscenza del Foggia con 15 presenze nella passata stagione) ha contato già 8 clean sheet. Ci ha messo molto del suo, il portiere senegalese (che fin qui non ha saltato neppure un minuto in campionato). Ha parato, infatti, ben 3 rigori, “miracoli” compiuti tutti fuori casa (l’ultimo allo Iacovone). Se qualcuno in estate avesse pronosticato la Juve Stabia davanti a tutti dopo un terzo di campionato, forse non gli avrebbe dato credito neppure Andrea Langella.
Il presidente stabiese aveva fissato in basso l’asticella delle ambizioni della sua squadra. Alla vigilia del campionato s’era limitato a parlare di “tranquilla salvezza”. Del resto la formazione gialloblù era giunta solo al decimo posto nel torneo precedente. Era, poi, uscita subito dai play off (eliminata già al primo turno). Così aveva ritenuto fosse necessaria una rivoluzione tecnica in seno al club, cosa che è puntualmente avvenuta. Altre, poi, erano le squadre candidate alla promozione-diretta (Avellino e Benevento su tutte), a sentire gli addetti ai lavori. Non certo la Juve Stabia che il sito specializzato Transfermarkt collocava solo al 13° posto per valore della rosa. Invece, i gialloblù stanno sorprendendo tutti. Forse lo stesso Langella. Che ultimamente, s’è lasciato andare: “Sono diventato presidente nella stagione ‘18/19, quella al termine della quale festeggiammo la promozione in B. Purtroppo, poi siamo retrocessi nuovamente in C. Ma il momento più bello deve ancora arrivare. Sogno di vedere giocare la Juve Stabia su palcoscenici di prestigio. Ma sarà molto difficile poter rendere questo sogno realtà”.
Durerà il magic moment delle vespe? Gran parte del merito per l’exploit di quest’avvio di stagione è di Guido Pagliuca. Il 47enne tecnico toscano era a Siena nella scorsa stagione. In precedenza era stato sulla panchina della Lucchese. Da calciatore (giocava in difesa) ebbe una carriera breve, condizionata da un grave infortunio. Smise a 27 anni. E cominciò ben presto ad allenare. E’ stato alla guida – tra le altre – di Gavorrano, Imolese, Real Forte, Ghivizzano e Pianese (sempre in serie D). Dicono che abbia un temperamento sanguigno (alla Capuano, per intenderci). Lo dimostrerebbero anche le 2 espulsioni e le 3 giornate di squalifica già collezionate quest’anno.
Fa giocare la Juve Stabia col 4-3-3, modulo che alterna col 4-3-2-1. Tuttavia ha schierato la squadra anche col 3-5-2. Con tutti i sistemi i suoi hanno sempre espresso un buon calcio. Se, però, la Juve Stabia è lassù in alto in classifica è merito anche del direttore sportivo. Il giovane (classe ’96) ed ambizioso Matteo Lovisa (figlio maggiore dell’ex patron del Pordenone Calcio, club fallito recentemente) ha allestito un organico di tutto rispetto, di cui fanno parte altri due ex rossoneri oltre a Thiam: Alberto Gerbo (132 presenze ed 8 gol col Foggia dal ‘14 al ‘19) che, però, fin qui ha trovato poco spazio e Sergio Maselli (22 anni, tra i pochi confermati della passata stagione, 11 presenze col Foggia nel ‘21/22) che fatica a mettersi in luce (è stato in campo, finora, appena 12’). Va sottolineato che quella della Juve Stabia (31 effettivi) è la rosa più giovane del girone per età media (24,5 anni).
Nella formazione-tipo spiccano i nomi di Bachini (28 anni, ex Lucchese) e Bellich (24, ex Vicenza) in difesa, Leone (22, ex Siena; cresciuto nella Juventus, gioca play e s’ispira a Pjanic con il quale ha avuto il piacere di allenarsi) a centrocampo, e Candellone (26, ex Napoli; più di 40 reti divise tra serie B e C con le maglie di Gubbio, Ternana, Sudtirol, Pordenone e Bari) in attacco. Quest’ultimo è il cannoniere della squadra con 4 centri (autore anche di 3 assist per i compagni). Seguono Bellich e Romeo (21, ex Fermana, mezzala) con 3. In totale i gol segnati fin qui dalla Juve Stabia sono 16: non tantissimi per una squadra di vertice. Ha realizzato più di 2 reti solo col Monterosi Tuscia e col Potenza.
Nove sono invece i calciatori già entrati nel tabellino dei marcatori. In avanti, al fianco di Candellone, gioca quasi sempre Piscopo (25, ex Pordenone). A completare il trio d’attacco, si sono alternati ultimamente Piovanello (23, ex Padova), Meli (23, ex Siena) e Bentivegna (27, a Castellammare dal ‘21). Tra i giocatori più utilizzati vi sono Baldi (21, ex Triestina, esterno destro) e Mignanelli (30, al secondo anno in gialloblù, esterno sinistro) in difesa, Buglio (25, ex Siena) ed Erradi (22, rientrato dal prestito al Sorrento) a centrocampo. Andreoni (31, ex Pordenone, esterno di difesa) ha giocato dall’inizio a Taranto (come in precedenza era accaduto solo con Turris, Catania e Monopoli). Anche allo Iacovone, tra i giocatori subentrati vi sono stati Folino (21, ex Carrarese) e Rovaglia (22, in prestito dalla Ternana), su cui spesso l’allenatore dei gialloblù fa affidamento nel finale delle partite. Perché per vincere c’è bisogno di tutti.
Massimo G. Marsico
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