La notte del Menti consiglia prudenza. Al Foggia che arriva nella tana della prima della classe dove nessuno finora l'ha fatta franca, e dove gridare al gol è una bestemmia. Ma anche alla Juve Stabia che per la legge dei grandi numeri prima o poi qualche punto in casa dovrà pure lasciarlo per strada.
Cudini ci crede di poter interrompere l’incantesimo delle Vespe e per dire stop ad una striscia negativa che comincia a creargli qualche imbarazzo di troppo si affida sempre al 3-4-1-2, ma cambia gli interpreti. A Castellammare il tecnico marchigiano si presenta senza i due suoi uomini di maggiore fantasia, Schenetti e Peralta si accomodano entrambi in panchina, in campo ci va una squadra operaia che in partenza rinuncia anche a Salines.
Davanti a Nobile, la cerniera di difesa a tre è composta da Riccardi, Carillo e Di Noia; Garattoni e Vezzoni sono i due esterni, Odjer e Martini i due mediani, con Vacca che agisce a ridosso di Tonin ed Embalo. L’undici di partenza sorprende tutti, forse anche Pagliuca che inizialmente conferma l’undici vittorioso a Taranto, ma che poi rinuncia a Meli (indisposto?) e gli preferisce Piovanello facendo così ricorso al 4-3-3.
In avvio è la Juve Stabia a prendere il comando delle operazioni, i gialloblu fanno girare palla nel tentativo di stanare il Foggia, che però è per prima a farsi vedere dalle parti di Thiam: l’imbucata al 9’ è di Tonin per Embalo che da dentro l’area telefona fra le mani del portiere senegalese. Gara molto tattica e con pochi spunti, il Foggia ringhia su ogni pallone e quando può riparte con buona continuità senza tuttavia affondare, la Juve Stabia dall’altra parte fa molta densità, ma quando c’è da verticalizzare le maglie della difesa rossonera si chiudono con puntualità. Il predominio territoriale è dei padroni di casa, il Foggia si difende con ordine e non rischia praticamente nulla, troppo remissiva però la formazione di Cudini, con i due attaccanti Tonin ed Embalo che spesso ripiegano e giocano a 60 metri dalla porta.
Solo al minuto 43 la capolista si ricorda di giocare in casa e dover osare, e con Buglio a centro area si procura la più nitida delle palla-gol del primo tempo, ma la sua inzuccata si perde di un metro oltre la trasversale. Si va al riposo sullo 0-0 dopo una prima frazione combattuta ed equilibrata, al rientro in campo Pagliuca richiama Piovanello per Bentivegna, dall’altra parte Cudini lascia negli spogliatoi Odjer e Di Noia per Salines e Rossi, quindi dopo 3’ si blocca pure Vacca e allora tocca a Schenetti. La Juve Stabia parte lancia in resta e si riversa nella metà campo avversaria alla ricerca del vantaggio, Candellone al 55’ segnerebbe pure ma è in evidente posizione di offside, è però un fuoco di paglia perché poi il match ritorna sui binari del primo tempo senza offrire particolari sussulti, tuttavia al minuto 71 è il Foggia a costruirsi una grande chance con una ripartenza fulminea di Schenetti che si fionda nel corridoio giusto ma poi cincischia nei paraggi di Thiam.
La Juve Stabia spinge e si scopre, al 76’ sono ancora gli ospiti che fanno correre un brivido sulla schiena dei tifosi gialloblù, la penetrazione di Tonin sulla sinistra è devastante almeno quanto la provvidenziale chiusura di Thiam che impedisce al Foggia di portarsi in vantaggio. Scampato il pericolo i padroni di casa rimettono il naso dalle parti di Nobile e in due occasioni (80’ e 83’) è Candellone per due volte consecutive e sottomisura a non centrare lo specchio della porta.
Forcing finale delle Vespe che provano a pungere, all’85’ il tentativo è dell’ex Gerbo (subentrato a Romeo) che chiama Nobile ad un intervento complicato sulla sua sinistra con un fendente velenoso. Nei 4’ di recupero non succede più nulla, il Foggia si difende con i denti e porta a casa un punto preziosissimo a conclusione di una gara sofferta e di grandi contenuti. Pagano le scelte coraggiose di Mirko di Cudini, che era finito sulla graticola e che dopo questi 90’ rinsalda la sua posizione in panchina confermando di avere la squadra dalla sua parte.
Primo pari casalingo stagionale della Juve Stabia che conserva la vetta della classifica pur non riuscendo a scardinare la munita difesa del Foggia. Che esce dal Menti con la consapevolezza che forse il momento più buio è finalmente alle spalle.
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