Solo e inquieto. Non c’è pace per il Foggia che deve misurarsi da un lato coi problemi di campo. E con un assetto sempre variabile e ancora provvisorio per via di un organico “arrangiato” alla meno peggio che impone continue rotazioni di uomini e di modulo. E dall’altro coi problemi che si rincorrono anche fuori dal terreno di gioco.
Con una proprietà sempre più assente e distante dalla quotidianità di una squadra che comincia ad accusare uno strano senso di solitudine. Non si può definire un momento particolarmente tranquillo quello che si respira attorno al Foggia, che con il pari di lunedì sera con la Juve Stabia se non altro ha attutito l’onda di scetticismo che aveva cominciato ad avvolgere l'ambiente. La risposta della squadra è arrivata convincente lunedì sera ed ha finito col mettere tutti d’accordo.
Ma ora il gruppo reclama a ragione una maggiore attenzione da parte dei vertici societari. Rumors che si fanno sempre più insistenti parlano di una insoddisfazione latente che si starebbe levando dallo spogliatoio, il perdurante silenzio che sta accompagnando il recente cammino del Foggia in campionato da parte di chi era abituato invece a stare in prima linea anche quando magari il caso non lo avrebbe richiesto, adesso lascia perplessi. E sarebbe letto come il segnale di una assenza immotivata che comincia a preoccupare.
Come mai nessuna voce interna si è alzata a protezione del gruppo dopo la recente striscia negativa che ha visto scivolare il Foggia a metà classifica? E perché su Mirko Cudini non si è registrato alcun intervento che ne tutelasse il ruolo all’interno dello spogliatoio? Tutti interrogativi che non hanno trovato risposta, anche se poi ci sarebbe da obiettare che questo sembra essere diventato il modus operandi della Società nella stagione in corso, un cliché rispettato anche nel periodo migliore di questo primo terzo di stagione del Foggia, quando la squadra viaggiava col vento in poppa e pareva potesse seguire le orme di quella che l’aveva appena preceduta. Se però fino a qualche tempo fa il restare dietro le quinte veniva interpretato come una precisa volontà della proprietà di dare il giusto risalto e merito agli attori principali ed allo staff tecnico, adesso rifugiarsi in un silenzio che comincia ad essere assordante acuisce quel senso di solitudine che si sta impossessando del gruppo.
Circola voce (senza che peraltro non trovi conferma) che la squadra nelle ultime ore proprio nel tentativo di uscire dal guscio abbia chiesto un incontro con patron Nicola Canonico. Per vederci chiaro e capire cosa stia realmente accadendo, l'assenteismo dell'imprenditore di Palo del Colle che al di là di presenziare le gare casalinghe poi è piuttosto defilato, mal si coniuga con le abitudini del patron, a cui piace sempre e comunque dire la sua. Perché ora questo repentino dietrofront? E perché evitare accuratamente qualunque tipo di contraddittorio?
Cudini solo qualche settimana fa aveva ammesso che col presidente i contatti telefonici erano frequenti e pressoché quotidiani, chissà se continua a pensarla sempre allo stesso modo anche dopo gli ultimi risultati, che a sentire i bene informati avrebbero messo di cattivo umore il patron e, sembrerebbe, ne avrebbero messo in discussione la panchina. Il tecnico marchigiano non lo ammetterà mai pubblicamente, ma è evidente che cominci ad avvertire all'interno un certo scollamento, l'unico referente del club col quale riesce ad interfacciarsi è il dg Vincenzo Milillo, col quale ovviamente non può che intrattenere rapporti molto formali, nelle ultime settimane sembrerebbe che anche il ds Emanuele Belviso si veda ad intermittenza.
Sono decisamente lontani i tempi in cui col cambio in panchina un anno fa l’arrivo di Fabio Gallo in abbinata a Matteo Lauriola (su imbeccata dell’ex consulente tecnico Vincenzo Todaro) aveva avuto un effetto debordante sul gruppo. Che presto si sarebbe ricompattato avviando la scalata alla classifica. Chi oggi si confronta quotidianamente con l’allenatore del Foggia, e magari gli suggerisce anche qualche “dritta” per gestire al meglio un gruppo che qua e là qualche mal di pancia lo accusa? Zero scambi di vedute e quindi zero imbeccate. Col deprimente risultato che al povero Cudini, che mai come in questo frangente avrebbe bisogno di confrontarsi con una figura espressione della società per la condivisione delle problematiche quotidiane, non resta che chiudersi a riccio con il suo staff.
Chi in questi giorni bazzica dalle parti dello Zaccheria racconta di un allenatore che avverte un certo disagio e che dialoga sempre meno con chi gli sta attorno. Oltretutto sussurri incontrollati parlano di velate frizioni con alcuni senatori del gruppo (Schenetti e Peralta?) coi quali il feeling ultimamente si sarebbe decisamente annacquato. Anche la loro inattesa e contemporanea esclusione nell'ultima di campionato (non era mai accaduto prima) al di là di precise scelte tattiche dettate dal tipo di gara che si voleva affrontare lunedì sera a Castellammare di Stabia, starebbe lì a confermare che le acque anche all'interno dello spogliatoio siano un tantino agitate.
Servirebbe la voce del padrone in frangenti come questo per mettere a tacere ogni possibile focolaio di polemica che può solo avere riflessi negativi sul prosieguo della stagione, probabilmente anche per questo la squadra starebbe facendo pressing per incontrare il presidente il prima possibile. Per ristabilire quella serenità che si rende indispensabile in questo scorcio di stagione che bussa alle porte in cui il calendario sembra dare una mano al Foggia per tirarsi definitivamente fuori da una situazione imbarazzante. Chissà se a Nicola Canonico staranno fischiando le orecchie...
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