È vero, ma non ci credo. Il Foggia che si prepara lunedì sera a sfidare la Casertana nella sua tana, farà bene a non cullarsi sulla tradizione. Che è tutta dalla sua parte e che apre il cuore alla speranza, perché nelle ultime quattro volte in cui i rossoneri hanno messo il naso dalle parti del Pinto hanno sempre puntualmente fatto festa.
Bottino pieno nell'ordine per De Zerbi (due volte), Stroppa e Marchionni, chissà se anche Cudini entrerà nella speciale classifica dei tecnici rossoneri capaci di espugnare il fortino di una Casertana che mai come in questo momento scoppia di salute e che nelle ultime sette non solo non ha mai perso, ma addirittura vinto sei volte e pareggiato in casa solo col Crotone.
Stavolta ai rossoneri però per uscire indenni dal Pinto probabilmente non basterà ripetere la prestazione di Castellammare di dieci giorni fa, la formazione di Cangelosi può infatti far leva lì davanti sugli uomini giusti per scardinare la difesa del Foggia, puntare solo a difendersi come accaduto in occasione della trasferta con la Juve Stabia alla fine potrebbe non pagare.
Servirà dunque molto altro per tornare a fare punti e migliorare quell’undicesimo posto anonimo, il vero problema è che al momento fra le due squadre oltre ai 6 punti di differenza in classifica a favore dei falchetti, a dividerle ci sono anche sei formazioni, che vanno dai 21 punti del Catania (decimo) ai 26 dell’Avellino (quinto). Quasi un abisso, che la dice anche lunga sui rispettivi momenti delle due formazioni.
La forbice di 6 punti a favore della Casertana inevitabilmente fa pendere l'ago della bilancia dalla parte dei padroni di casa. Il Foggia dopo il primo ko interno col Latina che l'ha fatto scivolare fuori dai playoff, deve provare a rialzare la testa, pur se ancora decimato dagli infortuni.
Le prossime saranno le ore decisive per Cudini per capire su quali effettivi poter fare affidamento, anche se le notizie che arrivano dall’infermeria non sono incoraggianti e non lasciano presagire nulla di buono. Soprattutto per Schenetti e Rizzo, che continuano a lamentare qualche acciacco di troppo e che difficilmente saranno rischiati in una partita dove a scendere in campo dovranno essere coloro che danno le migliori garanzie sotto il profilo della tenuta fisica e mentale.
A maggior ragione perché dall’altra parte ci sarà la formazione che, assieme all’AZ Picerno, è con ogni probabilità la più in forma del momento. Non era partita bene, per la verità, a Casertana (ammessa in serie C a completamento degli organici solo a fine agosto). Costretta in avvio a giocare ogni tre giorni, aveva racimolato appena 4 punti (frutto di altrettanti pareggi con Benevento, Latina, Potenza e Monopoli) nella prime 5 partite. A completare la falsa partenza era giunto lo scivolone interno col Catania (0-4).
La gara col Monterosi Tuscia (vinta 0-1 in trasferta) è stata quella della svolta. Dopo il primo, sono arrivati altri 6 successi (nell’ordine con Brindisi, Juve Stabia, A. Cerignola, Turris, V. Francavilla e – in ultimo, lunedì scorso – Taranto), interrotti solo dalla sconfitta con l’Avellino (in casa) e dai pareggi con ACR Messina e Crotone (due settimane fa). Nessuno ha fatto meglio della Casertana nelle ultime 10 partite: ha conquistato 23 punti, 2 più della Juve Stabia. Per capirsi: nello stesso periodo, il Foggia ne ha messi insieme solo 13.
Così la squadra rossoblù è salita dal 16° (dov’era agli inizi di ottobre) al 4° posto (dov’è adesso), a due passi dal podio (occupato – al momento – da Juve Stabia, Az Picerno e Benevento). La guida Vincenzo Cangelosi (60 anni appena compiuti) che dallo scorso gennaio – dopo una vita trascorsa al fianco di Zeman – ha deciso di mettersi in proprio. A Foggia (oltre che come “secondo” del Maestro di Praga, sin dai tempi d’oro) c’è chi lo ricorda anche come portiere. Era la riserva di Ciucci (stagione ‘86/87, in C1). Ma tolse presto i guantoni (pur ancora giovane) per dedicarsi alla carriera di allenatore.
Inutile dirlo, la Casertana gioca col 4-3-3 (anche se Cangelosi ha mostrato più flessibilità tattica del suo maestro, cambiando talvolta modulo). Questo l’undici titolare nell’ultimo turno a Taranto: Venturi (31 anni, ex Reggiana) tra i pali; linea difensiva composta da Calapai (30, ex Crotone), Sciacca (27, ex Taranto; 21 presenze con la maglia del Foggia nella passata stagione, prima di cambiare maglia), capitan Celiento (29, in prestito dal Bari) e Anastasio (27, in prestito dal Monza); Proietti (31, ex Ternana) play di centrocampo con Casoli (35, al secondo anno a Caserta; espulso lunedì scorso: salterà la sfida col Foggia) e Toscano (26, ex Gubbio) mezzali; Tavernelli (24, ex Cittadella), Montalto (35, ex Reggiana; più di 80 reti in carriera) e Taurino (28, da due anni in rossoblù) a costituire il tridente d’attacco.
A gara in corso sono entrati Paglino (20, difensore ex Novara) e Matese (21, in rosa dalla scorsa stagione). Allo Iacovone Curcio (33, arrivato in prestito dal Catanzaro) è rimasto in panchina, come a Crotone (a causa di un acciacco). L’ex attaccante rossonero (29 gol in due anni: dal 2020 al 2022) è partito titolare in 12 delle 15 partite fin qui disputate dalla Casertana (pur venendo quasi sempre sostituito). Con 6 gol è il cannoniere della squadra, davanti a Montalto con 5. Complessivamente la formazione campana ha segnato 21 reti (quarto attacco del girone) e ne ha subiti 17 (nona difesa). Col Foggia torna a disposizione Cadili (24 anni, difensore), dopo la squalifica.
Rebus infortunati, per Cangelosi: chi recupererà tra Soprano (27, difensore), Damian (27, centrocampista) e Carretta (33, attaccante)? La rosa della Casertana – composta da 23 effettivi – ha un’età media di 28,7 anni. Per valore, il sito specializzato Transfermarkt la colloca all’11° posto.
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