Arriva il Potenza, e inevitabilmente il pensiero corre a quella sfida playoff dello scorso maggio dove prese le mosse il percorso straordinario del Foggia che sarebbe deragliato solo in prossimità dell'ultima fermata col Lecco. Quel pomeriggio chissà quale forza divina sospinse i rossoneri verso il turno successivo, quando mancavano solo spiccioli di gara i lucani erano avanti con Talia, e niente e nessuno pareva in grado di cambiare il corso del match. Poi la diabolica palombella di Di Noia sui titoli di coda all’87’ sarebbe valso l'1-1 e l'inizio di una bella favola purtroppo pero non a lieto fine.
Accadeva solo 7 mesi e sembra trascorso un secolo d'allora. Già, perché ora Foggia e Potenza arrancano in campionato e sono ormai sul punto di una vera e propria crisi di nervi, i rossoblù proprio in queste ultime ore hanno registrato l’ennesimo ribaltone in panchina, dopo Colombo e Lerda (1 solo punto nelle ultime 4), sembrava ormai certo il ritorno di Raffaele, proprio l'allenatore che lo scorso anno aveva condotto i lucani fino al primo turno dei playoff ed alla sfida con il Foggia.
E invece ieri a sorpresa non solo non si è registrata la sua rentrée, ma addirittura è stata siglata la risoluzione contrattuale con il club lucano. Che adesso domenica si presenterà in panchina con il secondo De Giorgio, in attesa di individuare il successore di Lerda.
Un mistero il mancato accordo, anche se dietro il gran rifiuto si celerebbe quello che ha tutte le sembianze di un intrigo. Proprio così, rumors incontrollati sostengono infatti che il futuro di Raffaele possa essere (guarda caso) proprio in... Capitanata. Contatti serrati in corso fra le parti, curioso che il tutto avvenga proprio alla vigilia della sfida che avrebbe dovuto sancire il ritorno dell’allenatore di Barcellona Pozzo di Gotto sulla panchina dei rossoblù.
Tutto però inevitabilmente ruota attorno a quello che sarà l’esito di Foggia-Potenza, la gara che d’improvviso mette addosso i brividi. Potenza ribolle, ma c’è aria pesante anche da queste parti, dove Mirko Cudini nonostante tutto resiste in panchina a dispetto di un recente trend da incubo (6 punti nelle ultime 8) e l'insofferenza di patron Canonico che sarebbe tentato di chiudere anticipatamente la parentesi col tecnico marchigiano prima che la situazione precipiti.
Ma il punto è che chi eventualmente dovesse subentrare, busserà a rinforzi, perchè così com'è il Foggia di strada non ne può fare molta, e allora il presidente (che non si sa bene fino a che punto voglia investire sul prossimo mercato di gennaio), preferisce tentennare. Fiducia rinnovata, ma non oltre il match di dopodomani, che diventa a questo punto una sorta di deadline. E che per Cudini ha tanto il sapore di ultima spiaggia.
Il Foggia deve vincere a tutti i costi, e mettersi alle spalle le critiche feroci che si sono abbattute su squadra, tecnico e non ultimo club, il perdurante silenzio stampa indetto lunedì sera dopo il ko di Caserta però ha finito con l’aggiungere incertezza in un momento in cui, viceversa, servirebbe chiarezza. E così le voci ed i sussurri si moltiplicano e contribuiscono ad ingarbugliare la matassa, la posizione di Cudini che non è più salda come fino a qualche settima fa, viene ulteriormente indebolita da indiscrezioni che accrescono le tensioni e che vorrebbero un crescente malcontento nello spogliatoio, con alcuni dei senatori ormai in aperto contrasto con le scelte del loro allenatore. Se sono queste le premesse, a che tipo di gara sta per andare incontro il Foggia?
Anche a Potenza è tempo di veleni, quelle che assieme all'Audace Cerignola sono fra le principali delusioni di stagione, vivono un momento assai simile, il fatto che si ritrovino a contatto di gomito in classifica (12° il Foggia e 13° il Potenza) accresce la sensazione che i prossimi 90' siano per davvero uno spartiacque per pugliesi e lucani: chi vince può respirare, anche un pari sarebbe un brodino che non muterebbe la sostanza delle cose e che comporterebbe inevitabili provvedimenti.
Oltretutto si preannunciano defezioni pesanti su entrambi i versanti (Carillo e Riccardi fra i rossoneri, Caturano fra i rossoblù, tutti squalificati), per cui Foggia-Potenza diventa davvero un puzzle intricatissimo. Con sullo sfondo l’ombra di Giuseppe Raffaele, il tecnico che si era promesso al Potenza e che con una giravolta improvvisa dalla prossima settimana potrebbe ritrovarsi sulla panchina del Foggia.
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