Cudini va, anzi resta. Chissà, forse...Regna il caos organizzato attorno al Foggia, nemmeno l'ultima deludente prova offerta domenica sera contro il Potenza ha dato la scossa al club svegliandolo da quel torpore che ormai lo accompagna da diversi mesi.
Fino alle ore 19:00 di ieri sera ancora tutto in alto mare in casa rossonera, con Mirko Cudini che non aveva ancora ricevuto nessuna comunicazione ufficiale in merito al suo futuro. E che quindi, salvo clamorose sorprese dell’ultima ora, sarà regolarmente al suo posto alla ripresa degli allenamenti. Anche perché di dimettersi il tecnico di Sant’Elpidio a mare non ci pensa nemmeno lontanamente.
Chi si attendeva in giornata un cenno o una dritta che facesse chiarezza su cosa sta accadendo in seno al Foggia, è rimasto deluso: nessuna novità di rilievo dopo l'avvilente 0-0 coi lucani che ha confermato tutte le falle di una squadra ormai alla deriva che per lunghi tratti ha vagato in campo senza idee e costrutto, limitandosi a fare il compitino.
La notte, evidentemente, non deve aver portato consiglio a patron Nicola Canonico, che in cuor suo l'allenatore lo avrebbe già scaricato da qualche settimana, come ha confessato a qualche amico foggiano col quale intrattiene ancora rapporti, e che in queste ultime ore è alle prese con un altro grande dilemma: una volta deciso per il cambio, a chi affidare ora la panchina del Foggia? Ammesso sempre che in circolazione ci sia qualcuno disposto a rischiare in proprio e a mettersi in discussione in una piazza come Foggia ormai in ebollizione.
Ieri l'imprenditore di Palo del Colle, che pare in mattinata abbia incontrato nel suo quartier generale di Modugno un soggetto non meglio identificato che si sarebbe fatto avanti per rilevare il club, è stato quasi tutto il giorno in contatto con i suoi più fidati collaboratori per trovare la soluzione più congeniale in un frangente delicato come questo: che a saltare sia la testa dell'allenatore marchigiano pare ormai scontato, adesso però servirebbe capire quali sono le tempistiche.
Già, perché i possibili successori di Cudini per accettare di allenare il Foggia vorranno precise garanzie. Sul piano contrattuale, e soprattutto su quello tecnico. Pasquale Padalino e Giuseppe Raffaele, che sono i due nomi accostati con maggiore insistenza alla panchina rossonera ormai da qualche giorno, non accetterebbero mai di fungere da traghettatori, ed è dunque evidente che per accettare le avance di Canonico chiederanno almeno 18 mesi di contratto. Superato il primo step si accomoderanno quindi attorno a un tavolo e detteranno le proprie condizioni: proprio così, perché questa squadra per come è stata assemblata la scorsa estate ha mostrato tutti i suoi limiti, è incompleta e va adeguatamente puntellata con calciatori di categoria. Non meno di 3-4 puntelli necessiterebbero.
Spontaneo chiedersi: Canonico accetterebbe o risponderebbe picche? È questo in fondo il busillis attorno al quale ruota l'eventuale avvicendamento tecnico, puntare su allenatori navigati per la C comporta anche inevitabili esborsi sul mercato di riparazione. Che il patron sarà disposto ad assecondare?
Di più: il silenzio che continua a punteggiare il recente cammino della proprietà oltre che provocato da una stanchezza fisica e psicologica subentrata negli ultimi mesi che farebbe ipotizzare anche un eventuale disimpegno, rispetto a quelli che al momento ha tutto il sapore di un mancato decisionismo rispetto alle sorti di Cudini, avrebbe anche una sua logica. In queste ore, infatti, oltre a quella del Foggia, a traballare sarebbero anche le panchine di Audace Cerignola e Benevento, dove Ivan Tisci e Matteo Andreoletti non se la stanno passano tanto bene. Al punto che ipotizzare un loro esonero non sarebbe completamente campato in aria. Sembrerebbe che Raffaele sia in lizza per una o entrambe le panchine in questione, e che il Foggia si sia messo in fila in attesa di conoscere quale siano gli orientamenti del tecnico di Barcellona Pozzo di Gotto.
La rescissione consensuale del tecnico siciliano col Potenza è emblematica del fatto che qualcosa stia bollendo in pentola e che le prossime ore possano fare registrare delle novità in un verso o nell'altro. Chi al momento resta alla finestra in attesa di capire quali possano essere i possibili scenari è Pasquale Padalino, che sicuramente non è stato contattato dall'entourage rossonero. E che anche ieri confermava zero contatti: “Non ho sentito nessuno, e vi garantisco che è la verità. Non so quali possano essere gli orientamenti del club, io vivo a Foggia ed è normale che dovesse squillare il telefono ascolterei cosa mi viene proposto dall'altra parte”.
Non aggiunge altro l’ex tecnico della Turris, che ovviamente non disdegnerebbe la soluzione-Foggia, ma solo a determinate condizioni. La situazione, dunque, pare cristallizzata al momento. Con possibili aggiornamenti che potrebbero arrivare nella giornata odierna. Anche se poi meglio non dare nulla per scontato, soprattutto quando di mezzo c'è Canonico. Al quale in questo frangente piacerà pure giocare a nascondino, ma che spesso ama sorprendere con le sue invenzioni.
Ed allora ecco che dal suo cilindro magico potrebbe tirare fuori anche la soluzione ad effetto. Così come fece nello scorso fine marzo. Quando per il dopo-Gallo si inventò l'allenatore-opinionista Somma. Difficile oggettivamente che ci ricaschi, anche perché perseverare sarebbe diabolico per il patron che preferisce fare sempre (o quasi) di testa sua. E così nella settimana che conduce al derby del Monterisi col Cerignola di lunedì prossimo non è detto che alla fine sulle due panchine non si accomodino due allenatori diversi da Cudini e Tisci. Chissà, forse...
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