Cerignola-Foggia è già cominciata, derby ad alta tensione: le squadre oggi sono fuori dai playoff

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Il derby è cominciato. Cerignola-Foggia è appena al crepuscolo, andrà in scena solo lunedì prossimo, eppure è già entrato in circolo. Sarà forse perché le due squadre non sono mai state così vicine, appaiate nel cuore della classifica ma entrambe al momento fuori dai playoff, sarà perché su entrambe le panchine c'è puzza di bruciato con Cudini e Tisci che un giorno e l'altro pure sono sulla graticola, ma questo derby di Capitanata probabilmente non è mai stato così frizzante ed intrigante. In quanto mai come questa volta dal suo esito possono dipendere i destini di rossoneri e gialloblù.

Come se non bastasse, poi, a rendere ancora più accattivanti questi prossimi 90' si aggiunge una indiscrezione delle ultime ore che, trovasse conferma, regalerebbe quel tocco di suspense in più ad una sfida che ultimamente si rinnova con discreta frequenza. Lungo l'asse Foggia-Cerignola pare infatti che si stia tentando di dare la scalata al club rossonero. 

Voci, indiscrezioni, sussurri secondo i quali a tessere la tela sarebbe il commercialista cerignolano Francesco De Cosmo (che col Foggia ormai bazzica da qualche tempo senza tuttavia aver rivestito mai cariche ufficiali) e che sarebbe a capo di una ristretta cerchia di imprenditori locali e non (fra i quali sembrerebbe esserci anche Giuseppe Langella, ex patron della Juve Stabia) pronti a subentrare all'imprenditore barese al timone del club. Con quali modalità e tempistiche resta tutto da stabilire, anche se sembrerebbe che la trattativa possa essere lampo (perché già sottotraccia da qualche tempo) e concludersi positivamente entro questa settimana.

Avrebbero fretta di essere della partita De Cosmo e soci, che pare spingano perché sia Giuseppe Raffaele ad avvicendare Cudini in panchina. Il che spiegherebbe anche i lunghi silenzi e i difetti di comunicazione del patron che pare stia meditando se avallare questo ingresso che evidentemente sarebbe propedeutico al suo disimpegno. Oppure respingere l'ennesimo assalto e andare dritto per la sua strada.

Sapendo fin d'ora che sul tavolo ci sono questioni urgenti da affrontare e risolvere, che vanno dal nodo tecnico al mercato di riparazione che incombe. E rispetto al quale il Foggia dovrà esser necessariamente protagonista per colmare le evidenti lacune strutturali. Se son rose fioriranno, resta il fatto che questi sono giorni particolarmente complicati per il presidente, che fra scadenze da rispettare (emolumenti a tesserati e contributi da versare entro il 16 dicembre), nodo-allenatore da sciogliere, manifestazioni di interesse presunte o reali di subentro nella gestione del Foggia e contrattempi di varia natura da fronteggiare, ha il suo bel da fare.

Ieri intanto la ripresa degli allenamenti è slittata a oggi e tutto lascia presagire che per Cudini quella con il Potenza sia stata l’ultima presenza sulla panchina del Foggia: ieri il tecnico marchigiano si sarebbe incontrato col patron dal quale avrebbe ricevuto il benservito. Oggi l’attesa fumata bianca, con l’annuncio dell’ingaggio del nuovo allenatore. Che, salvo ripensamenti, dovrebbe essere Giuseppe Raffaele che ha battuto la concorrenza di Pasquale Padalino.

QUI CERIGNOLA. Da Francavilla Fontana torna un Cerignola con il sorriso a metà. Il pareggio arrivato dal dischetto, in pieno recupero, se non altro è servito a evitare la seconda sconfitta di fila. Ma ancora una volta la condotta di gara dell’Audace ha lasciato più di una perplessità. Perché se per ben 40’ si è visto all’opera una squadra ordinata, vogliosa e determinata (al netto delle tante assenze), per i restanti 50’ la truppa di Ivan Tisci non ha dato segnali di vita, sciogliendosi soprattutto dopo il gol che ha riportato nel match il Francavilla.

Nella ripresa, infatti, i gialloblù non sono mai stati pericolosi tranne negli ultimi 5’ quando Malcore ha prima sfiorato il gol di testa (super parata di Forte) e poi segnato il rigore del pareggio. Insomma, una gestione del doppio vantaggio che non è andata proprio giù al tecnico genovese: “Sono arrabbiato, questo è un pareggio dolceamaro - dice -. L’ho detto subito ai miei ragazzi a fine gara e l’ho fatto a muso duro. Non è solo una questione tecnico-tattica, perché i ragazzi hanno dimostrato di saper spingere fino alla fine. E’ l’atteggiamento con cui gestiamo il vantaggio che non mi va giù. Non è la prima volta che accade, una squadra con queste qualità deve fare molto meglio. Il punto conquistato ci regala qualche sorriso, ma serve fare qualcosa in più”.

A tutto l’ambiente non è piaciuto (per usare un eufemismo) come Bianco e compagni si sono proposti sullo 0-2 a favore. Ancora una volta la squadra si è fatta rimontare (come successo già con Potenza e Turris, solo per citare gli ultimi precedenti), dilapidando quanto di buono costruito precedentemente, e lunedì sera ha addirittura rischiato di perdere.

A galla emerge una pessima gestione dei momenti clou, è come se ci fosse un vero e proprio calo di concentrazione: tasti sui quali Tisci e il suo staff dovranno lavorare di lena proprio perché si ripetono con regolare frequenza. Dire poi se il tecnico genoano sia a rischio esonero è forse azzardato: per il momento resiste, ma in caso di sconfitta alla Nuovarredo Arena il suo destino sarebbe stato segnato.

E invece il gol di Malcore ha salvato la panchina di Tisci, almeno fino al derby di lunedì prossimo contro il Foggia. Anche se gli alibi non mancano: anche a Francavilla è andato in scena un Cerignola decimato che ha dovuto fare a meno di tantissimi giocatori a centrocampo e soprattutto in difesa, con Bianco adattato a fare il centrale considerate le assenze di Martinelli e Ligi per infortunio e di Allegrini per squalifica: “Non mi appello alle assenze - evidenzia il tecnico ofantino -. Ho una rosa ampia e chi gioca deve sfruttare l’occasione al meglio. Sono contento di aver rivisto in campo Capomaggio”.  

Proprio il rientro del centrocampista argentino è la nota più lieta del posticipo brindisino in ottica Foggia. Alle viste una settimana lunga, in cui si proverà a recuperare tante pedine importanti dello scacchiere dei gialloblù per mettere nelle condizioni Tisci di avere un ventaglio di soluzioni più variegato. Ma per fortuna lunedì per ora è ancora lontano.

(ha collaborato Fabio Trallo)

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