La situazione era fin troppo chiara a chi non voleva nascondersi dietro al volemose bene a tutti i costi che sembrava aver contagiato l’ambiente tra luglio ed agosto. Il Foggia che stava costruendo il ds Roma (con la supervisione del patron Nicola Canonico e del fido Emanuele Belviso) nella zona mediana presentava troppi buchi neri. Presto trasformatesi in voragini nelle quali la truppa rossonera è miseramente stata inghiottita.
Rispetto allo scorso anno è stato confermato il solo Simone Tascone, cardine della rinascita del Cudini-bis, calciatore attorno al quale doveva avvilupparsi il centrocampo a due che doveva cantare e portare la croce nello spregiudicato 4-2-3-1 di Massimo Brambilla. Tascone, mai come in questa stagione, è falcidiato da numerosi fastidi di natura fisica che di fatto ne stato limitando il rendimento. L’ex Turris e V. Entella resta nonostante tutto l’uomo di maggior peso in mediana, per la sua innata capacità di saper abbinare le due fasi e di dare sostanza al reparto soprattutto dal punto di vista caratteriale.
Calciatori in scadenza di contratto come Moses Odjer piuttosto che Giovanni Di Noia, perfetti per quel sistema di gioco e con il vantaggio di conoscere già l’ambiente foggiano, sono stati invece lasciati partire senza tanti complimenti.
Per mettere a disposizione di Brambilla subito un play idoneo ad un certo sistema di gioco, il Foggia chiude il 5 luglio scorso l’acquisto di Andrea Danzi, salutato come un grande colpo di mercato messo a segno, visto che nel curriculum del classe ‘99 figurano 8 presenze nel massimo campionato con la maglia dell’Hellas Verona.
Se fossero andati più nello specifico a verificare i rendimenti delle ultime stagioni del mediano nativo di Verona, si sarebbe scoperto come nello scorso torneo di Serie B con la maglia del Cittadella fossero stati appena 540 i minuti giocati in tutte le competizioni, mentre l’anno precedente, sempre con il Cittadella in cadetteria, si erano fermati a 601. Se si vanno poi ad analizzare le gare disputate da titolare, si scopre come appena 10 volte sia partito dal 1’, probabilmente a causa anche dei tanti problemi muscolari che ne hanno condizionato il cammino.
Partito per il ritiro di San Giovanni in Fiore, sin da subito Danzi ha mostrato evidenti limiti dal punto di vista fisico, tanto da costringere Brambilla a farne a meno già dal primo turno di Coppa Italia contro il Monopoli. Ad oggi Danzi in rossonero ha cumulato 454 ‘ totali con 5 presenze dal primo minuto e tre da subentrato. Con prestazioni decisamente sottotono.
Si è dovuto attendere invece il 22 agosto per annunciare un altro puntello in mediana: si trattava di Davide Mazzocco, di fatto epurato dall’Avellino all’epoca ancora del tandem Pazienza-Perinetti. Il classe ‘95, che non aveva partecipato al ritiro dei Lupi biancoverdi a causa di un fastidio alla spalla, nella stagione precedente era dovuto approdare al Latina di Fontana per ritrovare un minimo di continuità di gioco, date le poche chanche che gli erano state concesse in terra irpina. Con i pontini 13 presenze nel girone di ritorno (appena 6 da titolare) con 2 gol ed 1 assist nei complessivi 629’ giocati.
Due giorni più tardi alla corte di Brambilla arriva anche Jacopo Da Riva, scuola Atalanta classe ‘00, che era approdato alla Juve Stabia nella prima fase del mercato estivo, senza trovare il gradimento di Pagliuca che probabilmente era perplesso sulle sue condizioni fisiche. Il centrocampista, nonostante l’ottimo pedigree esibito con gli orobici (coi quali ha anche esordito in Champions League contro il Psg di Mbappè e Messi), la stagione precedente divisa tra Reggiana e Atalanta U23 aveva racimolato appena 6 presenze (di cui una sola da titolare), costretto quasi sempre ai box causa problemi di natura muscolare. Dopo il buon esordio contro il Trapani, il manto erboso del San Nicola ha tirato un brutto scherzo a Da Riva, grave distorsione alla caviglia ed una assenza che si è protratta per circa due mesi, prima di rivederlo in campo negli ultimi 18 minuti nella sfida contro la Cavese. Finora per lui appena 5 gettoni per 290’ complessivi.
In chiusura di mercato, poi, il “colpo” Mario Gargiulo, centrocampista che nel curriculum può vantare oltre 120 presenze in B con un campionato vinto da protagonista a Lecce. Ma la mezzala napoletana nell’ultima stagione con il Modena ha racimolato la miseria di 4 presenze complessive tra campionato e Coppa, senza mai partire da titolare, complici le noie muscolari patite tra ottobre e dicembre ‘23 e l’operazione al piede che lo ha messo fuori gioco fino a fine stagione.
L’errore più grossolano è stato forse tenere in un angolo l’unico che poteva tornare utile: il talento classe ‘06 Orazio Pazienza. Schierato da Brambilla giocoforza contro il Monopoli, per quanto risultò il migliore in campo, sarà colpevolmente lasciato a marcire in panchina sia dal tecnico di Vimercate, sia da Capuano successivamente. Poi Catalano lo lancia a Cava e il baby prende per mano il Foggia, e si fa ammirare per la sua personalità.
Possibile che si sia dovuto attendere tutto questo tempo prima di correre ai ripari? Pazienza ora si è preso il posto da titolare in squadra, e difficilmente lo mollerà. Il mercato di gennaio, in ogni caso, dovrà ricostruire un reparto in piena emergenza.
(Foto Calcio Foggia 1920)
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