Foggia Calcio, scintillante prestazione di Millico a Torre del Greco sgombra campo da ogni possibile equivoco

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Due perle che lo riportano al centro del villaggio e che tornano a farlo sentire fondamentale. Come lo era stato fino al 6 aprile scorso, giorno del terribile incidente nel match interno con la Casertana che dopo un quarto d’ora lo mise fuori gioco. 

Sette mesi e 232 giorni dopo Vincenzo Millico si è ripreso la scena, sue le due magie con la Turris che hanno tolto le castagne dal fuoco al Foggia e regalato 3 punti di platino che allontanano i rossoneri dalle secche della classifica. 

Decisivo al momento giusto, quando a lui ed ai suoi compagni serviva un colpo d'ali per mettersi alle spalle gli stenti di questo disastroso inizio di stagione dentro e fuori del campo, coinciso anche con un evento luttuoso extracalcistico che pesa come un macigno. 

Millico è tornato leader nella domenica più difficile, quando era necessario lanciare un segnale positivo ad un ambiente depresso e col morale sotto i tacchi. Che a darlo sia stato il giocatore più talentuoso non è casuale, perché il Foggia che continua ad essere una bella incompiuta, senza i guizzi dei suoi solisti probabilmente sarebbe destinato ad un'altra stagione di stenti. 

Proprio lì dove Murano la scorsa stagione con la maglia del Picerno realizzò una fantastica tripletta, Millico si è ricordato di essere un giocatore sprecato per la categoria, e quando ha deciso di mettersi la squadra sulle spalle, ha tirato fuori dal suo cilindro magico due invenzioni d’alta scuola che hanno illuminato una gara per il resto piuttosto sonnacchiosa. Prima un dribbling ubriacante con una serpentina che in pochi metri ha messo giù come birilli tre avversari portiere compreso; quindi la ripartenza bruciante sul finire del primo tempo con quella traiettoria liftata che ha fissato l'1-2 finale. Zauri in panchina si è stropicciato gli occhi di fronte a così tanta bellezza, ed ora che ha ritrovato il suo leader può dormire sonni più tranquilli.

Millico è tornato e ora non vuole più uscire di scena. Scuola granata, con un passato anche alla Juventus, ha sempre avuto la fama del predestinato. Nasce a Torino 24 anni fa e inizia a giocare nelle giovanili della Juventus dove rimane fino ai 14 anni. Il suo destino si incrocia con quello di un altro classe 2000, Moise Kean: nell’estate in cui Millico passa dalla Juventus al Torino, Kean fa il percorso inverso approvando in bianconero. era considerato ancora poco maturo per stare tra i grandi ma il duro lavoro lo ha portato a dimostrare il contrario. 

Il destro è il piede naturale, esaltato da un movimento quasi ossessivamente cercato nel corso delle gare: da sinistra verso il centro, per poi inventare. E non a caso è Lorenzo Insigne il suo mito, un giocatore che ha costruito le sue fortune proprio in quella zona di campo. Come il campione di Fuorigrotta, l’11 della Primavera granata non è di fisico statuario, ma fa della velocità e del dribbling le sue armi predilette. 

Protagonista di un avvio di stagione strepitoso con la maglia della Primavera: 13 gol in 8 partite, quattro doppiette e una tripletta. Un gol ogni 53’ rappresentano un bottino impressionante. Un nuovo talento stava crescendo nelle fila dei granata. Proprio al Torino si sarebbe conquistato convocazioni su convocazioni in Nazionale Under 19 e la prima chiamata tra i grandi in Serie A. 30 dicembre 2017 e il Toro, allora allenato da Mihajlovic, pareggia 0-0 contro il Genoa. Millico rimane in panchina e, pochi giorni dopo, replica nella sfida di Coppa Italia allo Stadium contro la Juventus, fatale per il destino dell’allenatore serbo. Via Sinisa dentro Walter Mazzarri, che lo segue con grande attenzione fino a portarlo in prima squadra. 

Inizialmente in panchina contro Roma, Inter, Spal e Udinese. Poi il 24 febbraio ‘19 la gioia più grande: l’esordio in A contro l’Atalanta, seppur per poco più di un minuto. Un infortunio lo ferma, poco dopo il debutto: il ritorno in campo il 24 aprile ‘19, nella ripresa della sfida tra Torino e Napoli Primavera, vinta dai granata. 

Mazzarri lo riporta tra i grandi per la sfida in Europa del 1° agosto ‘19. L’attaccante entra al minuto 76 della sfida di ritorno tra il Torino e il Debrecen valida per il secondo turno preliminare di Europa League. Al 93′ scrive il suo nome nel tabellino dei marcatori con un colpo di testa dopo la respinta del portiere Nagy. 

Diciassette minuti per scrivere la storia: con i suoi 18 anni e 354 giorni Millico diventa il più giovane marcatore del Torino in tutte le competizioni. Dopo gli anni granata nel ‘21 passa al Frosinone, e nella stagione successiva è nuovamente prestito, questa volta al Cosenza. Nell’estate del ‘22 si trasferisce definitivamente al Cagliari dove disputa 16 partite tra Serie B e Coppa Italia. Dopo 6 mesi e 10 partite con l’Ascoli la chiamata del Foggia ed una seconda parte di stagione da sogno. Prima del crack alla gamba. Quindi l’operazione, la lunga inattività prima della lenta ripresa. L’estate scorsa c’era chi era pronto a scommettere che non sarebbe più tornato quello di una volta. 

Ha sofferto, e tanto, Millico in quel periodo. Stare fuori e rimanere a guardare lo ha intristito. E quando ha rimesso le scarpette ai piedi lo scorso luglio si è capito subito che non era ancora lui. Ora un raggio di luce in fondo al tunnel: il Foggia si aggrappa al suo talento per risalire la china.

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