Foggia Calcio, parola alla difesa: reparto senza certezze, anche con la Turris troppe sbavature

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Una difesa senza certezze. Il Foggia di questa travagliata stagione ci racconta di un reparto arretrato che, al di là del modulo piuttosto che della guida tecnica, ancora non riesce a trovare la quadratura del cerchio. Che diventa quanto mai necessaria per una squadra che deve tirarsi il prima possibile dalle zone infide della classifica. 

Non tragga in inganno l’unica rete subìta nelle tre gare della nuova gestione griffata Luciano Zauri, i reparti offensivi nell’ordine di Juventus Next Gen, Casertana e Turris sono tra i meno attrezzati del girone. Eppure ciononostante il Foggia ha sofferto, e non poco, in tutte e tre i casi. 

Contro la seconda squadra bianconera è stato negato un rigore evidente agli ospiti e Mancini a pochi secondi dalla fine ha girato di poco fuori un colpo di testa abbastanza agevole che poteva aver miglior fortuna; contro i falchetti solo la traversa (e una deviazione decisiva di Perina) ha negato la gioia del gol a Proia, mentre con i biancorossi di Mirko Conte nell’ultimo turno, gol di Castellano a parte, solo la pochezza dei finalizzatori della Turris e due salvataggi sulla linea di Felicioli e Salines hanno permesso al Foggia di portare a casa l’intera posta in palio. 

Tra le indicazioni che lascia la serata dell’Amerigo Liguori di Torre del Greco la scelta di Zauri dopo 10’ del secondo tempo di adattare Vezzoni da esterno destro basso al posto di Salines, dirottato al centro della retroguardia al fianco di Parodi per rimpiazzare Camigliano, uscito per problemi fisici. Curioso che non sia toccato né a Carillo né ad Ercolani che sono centrali di ruolo, né tantomeno a Silvestro che sulla fascia destra dovrebbe essere l’alter ego di Salines; un errore di valutazione che porterà Vezzoni a essere perennemente in affanno e a rimediare due cartellini gialli che hanno poi costretto il Foggia a finire la gara in inferiorità numerica. 

Proprio Silvestro è forse il caso più eclatante di questo primo scorcio di campionato. Arrivato nel mercato di riparazione dello scorso gennaio, era stato senza dubbio tra i protagonisti della salvezza della formazione allora allenata da Mirko Cudini, tant’è che il suo acquisto a parametro zero dall’Inter quest’estate era stato salutato favorevolmente da tutti, tifosi e addetti ai lavori. La resa del giocatore, però, finora non è stata delle migliori: poche presenze da titolare (peraltro con un rendimento assolutamente insoddisfacente) e la macchia dell’espulsione da subentrato nel derby di Capitanata con il Cerignola per un brutto intervento su Russo. 

Nel mercato estivo era stato sollevato il problema dell’assenza di una valida alternativa sull’out di sinistra a Felicioli, laterale scuola Milan affetto in maniera atavica da problemi fisici che nella scorsa stagione gli hanno permesso di sommare solo tredici presenze nella modesta Pergolettese. La speranza è che nella finestra di gennaio, nel cosiddetto mercato di riparazione, arrivi un esterno di ruolo capace di far rifiatare un calciatore al quale Zauri difficilmente rinuncia. 

Al centro della difesa Carillo, che la passata stagione era stato un punto fermo dello scacchiere di Cudini fino al grave infortunio che lo ha messo out per il resto della stagione, fatica a ritrovare un posto da titolare (anche perché sembrerebbe di non godere più della fiducia dei compagni nello spogliatoio) e le scelte recenti del neo-allenatore rossonero paiono non mettere più al centro del progetto l’ex difensore di Novara e Messina. Stesso discorso per Ercolani, protagonista un anno fa in fase offensiva con qualche rete decisiva e che finora è rimasto praticamente a guardare complice anche un infortunio. 

Misterioso poi il caso Marzupio: il giocatore è stato messo fuori lista per scelta tecnica pur avendo recuperato dal punto di vista fisico perché non avrebbe accettato il rinnovo di contratto di un ulteriore anno a minimo federale. E questo per quanto un profilo come il suo farebbe comodo, eccome, in una situazione come questa. 

Al momento la coppia di centrali preferita da Zauri è quella formata da Camigliano e Parodi, un anno fa baluardo tutt’altro che insormontabile della Pro Vercelli. Anche nell'ultimo turno con lo spuntato attacco della Turris, entrambi si sono resi protagonisti di una prestazione opaca, macchiata da alcuni errori marchiani soprattutto in fase di impostazione. 

Lì dietro urge reperire un difensore capace di guidare con sapienza il reparto, a maggior ragione se Carillo non dovesse più essere ritenuto elemento imprescindibile. Unica nota lieta, in assoluto, Emmanuele Salines. Anche se le sue ultime performance non hanno del tutto convinto. Il ragazzo napoletano ha comunque contribuito con due gol al magro bottino di segnature del Foggia, e pare essere l'unico calciatore sul quale insistere nel tentativo di rifondare il muro rossonero. Per lui anche un fresco rinnovo di contratto che ha sancito la sua centralità nello scacchiere di patron Canonico. 

Il prossimo impegno contro il Crotone di Longo, squadra dalla chiara propensione offensiva che può contare su due bocche di fuoco come Gomez e Tumminello, dirà se la cura Zauri sta sortendo effetti positivi anche in difesa che resta fra le più perforate del girone dopo Crotone, Messina, Juventus NG, Messina e Taranto.

(foto Calcio Foggia 1920)

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