Mercato di basso profilo e al risparmio. Difficile potersi discostare da un giudizio pressoché unanime su quello che è stato l'operato del Foggia nella finestra suppletiva di gennaio.
È accaduto quanto era ampiamente prevedibile dopo le esternazioni (peraltro mai ufficialmente confermate) di Nicola Canonico, al calar delle prime vere contestazioni che lo hanno interessato. Si poteva e doveva fare di più e meglio a Milano, il primo ad essere deluso dall’andamento del mercato con ogni probabilità sarà proprio il ds Luca Leone, che fino all’ultimo sperava di inserire qualche cartuccia in più a disposizione del tecnico Zauri.
Soprattutto al centro dell'attacco, dove la partenza di Murano non è stata adeguatamente colmata. Avrebbe tanto da dire il dirigente pescarese che sembrerebbe essere stato poco coinvolto in questa sessione di mercato dalla proprietà. E che pure dallo scorso novembre sta provando a far quadrare il cerchio, e ridare una identità ad una squadra che in estate è stata assemblata male.
Ma di fronte all’ostinazione del patron che ha puntato decisamente alla spending-review nell'ottica di rendere più appetibile il club (in attesa anche di un possibile acquirente?), ha dovuto arrendersi. E restare a guardare. Cosi alla fine gli innesti inseriti in organico, o sono under che non si sa bene che prospettiva possano avere, oppure giocatori in cerca di riscatto in quanto reduci da annate controverse. E pertanto tutti da monitorare sul campo giorno dopo giorno.
Alla prima categoria appartengono i vari Brugognone, Gala e Dutu, alla seconda i due ultimi arrivati Kiyine e Touho, che poi sono quelli che, almeno sulla carta, dovrebbero trovare spazio in pianta stabile nell'undici titolare di Zauri. Sostenere che il Foggia esca dal mercato-bis ringiovanito, oltre che ridimensionato, è una cosa, però. Altra è sospettare che risulti anche indebolito.
Certo, a leggere le uscite che hanno riguardato Carillo, Ercolani, Gargiulo, Millico e Murano verrebbe spontaneo allinearsi a questa tesi. Ma poi le valutazioni da fare sono altre, e vanno nella direzione diametralmente opposta. Già, perché al di là del valore dei singoli, quanto poi ha realmente inciso nell'economia del gioco e dei risultati il trio Gargiulo-Millico-Murano?
Quasi del tutto impalpabile il loro contributo, basti pensare che, potendo tornare indietro, patron Canonico non ci penserebbe due volte a soprassedere: il mediano, appena passato al Cosenza, è arrivato a Foggia a fine luglio in condizioni fisiche molto approssimative, ed ha impiegato circa tre mesi per ritrovare la migliore condizione ed entrare nei meccanismi di squadra.
Non è un caso che c'è stato un momento in cui il baby Pazienza, sovvertendo tutte le gerarchie, è diventato il play titolare del Foggia. Millico, salvo rare eccezioni (che confermano la regola), prima di salutare e trasferirsi alla Ternana, non è mai tornato ad essere il giocatore ammirato in rossonero nella seconda parte della passata stagione: il grave infortunio in cui e incappato nello scorso marzo ne ha irrimediabilmente frenato l'ascesa, evidenti limiti caratteriali e di personalità hanno fatto il resto. Rendendo quasi del tutto impercettibile la sua presenza in campo.
Anche perché nel frattempo l'arrivo di un giocatore come Emmausso ha generato un dualismo che alla lunga ha nuociuto alla squadra. Che ad un certo punto si è trovata ingabbiata fra due giocatori che spesso si sono calpestati i piedi in campo. Ma pure la presenza del capocannoniere della scorsa stagione si è rivelata un flop che ha finito solo con l'ingigantire le magagne estive in sede di programmazione: di Jacopo Murano a Foggia se ne sono accorti veramente in pochi, l’attaccante lucano è stato un corpo estraneo alla squadra, un giocatore che oltre a non vedere quasi mai la porta (3 reti il suo misero bottino all'attivo), non è stato messo nelle condizioni di esaltare le sue caratteristiche.
Un investimento fallimentare sotto tutti i punti di vista (90mila euro il bonus riconosciuto all'AZ Picerno, sua ex squadra,per rilevarne il cartellino, ed un sontuoso contratto triennale da 240mila euro al giocatore), dunque, che non ha impattato sul rendimento del Foggia. Spingendo il neo allenatore Zauri, al momento del suo arrivo, a puntare inizialmente su Sarr. Prima che l'attaccante senegalese non si infortunasse gravemente e vanificasse così l’esperimento.
Credere allora che il Foggia, così come adesso è strutturato, sia destinato a pagare dazio in classifica e possa essere risucchiato nella zona playout può risultare avventato. Sarà solo questa seconda ed ultima parte di stagione a svelare la reale consistenza di un gruppo che al momento non può che avere come unico obiettivo perseguibile la salvezza. E che adesso di aggrappa agli ultimi arrivi-rinforzi (?) per raggiungere la permanenza in C. L'ennesima della gestione-Canonico.
Oggi, intanto, in conferenza-stampa si presenta il ds Leone, che con ogni probabilità traccerà un bilancio a margine di un mercato di riparazione che ha generato molta delusione.
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