Davanti tre gare per capire cosa fare da grande. Il Foggia che esce rinfrancato nello spirito e nel morale dalla doppietta contro Avellino e Taranto, in attesa di conoscere se la classifica cambierà o meno pelle, guarda con curiosità alle prossime tre sfide di campionato, che possono dare un indirizzo definitivo alla sua stagione: alle viste 270' da vivere in full-immersion contro avversari che al momento precedono il Foggia in classifica.
E che dunque rappresentano test indicativi per capire se la cura-Zauri ha permesso a Salines e compagni di trovare una identità di squadra che può portarli finalmente ad essere competitivi in chiave playoff. Si parte domenica prossima con la sfida dello Zaccheria contro il Potenza che, del tris da affrontare, è sicuramente l’avversario più insidioso: la sorprendente formazione lucana di De Giorgio è attualmente quinta in compagnia del Crotone a 43 punti, ed è assieme al Monopoli la più bella sorpresa di stagione.
Giudizio che resta immutato sebbene nell'ultimissimo scorcio di stagione i rossoblù siano incappati in 3 sconfitte nelle ultime 4 gare (contro Audace Cerignola, Trapani e Crotone), evidenziando una leggera flessione che è però da considerarsi fisiologica alla luce del percorso dei lucani che finora è stato al di sopra di ogni più rosea aspettativa.
Il Potenza che domenica prossima vorrà confermare di essersi messo definitivamente alle spalle un periodo non proprio brillantissimo dopo il pari interno che la Juventus NG (squadra del momento) ha strappato sul filo del gong nell’ultimo turno, recentemente è entrato spesso nel destino del Foggia, nel bene come nel male: tre stagioni fa, durante la gestione Delio Rossi al primo turno dei playoff i rossoblù, all'epoca guidati in panchina da Raffaele, furono eliminati a spiccioli dalla conclusione del match grazie ad una invenzione di Di Noia dopo aver pregustato la qualificazione; un anno fa il pari insipido interno col rigore fallito da Peralta costo l'esonero a Cudini.
Lo scorso 13 ottobre, poi, la tragedia del post-gara del Viviani che costò la vita a 4 giovani ultras rossoneri in un tragico incidente di rientro dalla trasferta in Lucania. Avversario tradizionale e sempre scomodo il Potenza, col quale il Foggia tenterà di infilare il tris di vittorie di fila prima di volare in Sicilia al Massimino per rendere visita al Catania, una delle deluse del campionato che attualmente gravita in zona playoff con i suoi 39 punti che valgono l'ottavo posto pari merito col Trapani.
Gli etnei finora sono stati molto scostanti, e pur disponendo di un organico di spessore per la categoria, non sono riusciti ad emergere. E questo nonostante il loro condottiero, Mimmo Toscano, sia uno specialista di promozioni in C. Il Catania non è stato mai autorevole outsider in questo torneo, restando ancora quasi sempre alla griglia playoff senza però acuti particolari.
Il trittico di ferro per il Foggia si chiuderà il 9 marzo allo Zaccheria con il match che vedrà i rossoneri opposti al quadrato Sorrento. Che attualmente occupa la decima piazza a 38 punti, e che con il cambio in panchina (da Barilari a Ferraro) dopo 5 sconfitte ed un pari si è rimesso in sesto raggranellando 10 punti nelle ultime 4. Alle viste per la formazione di Zauri un mini-ciclo particolarmente impegnativo, dunque, che arriva nella fase cruciale della stagione e a traino di un mercato di riparazione che non si sa ancora che tipo di apporto riuscirà a garantire nell’economia dei risultati.
Finora infatti dei nuovi arrivi i soli Brugugnone e Dutu hanno messo minuti nelle gambe, Gala si è visto all'opera coi babies del Taranto dopo i tre turni di squalifica appena scontati. Mentre gli attesi Kiyine e Touho sono ancora ingiudicabili, con il primo che è stato utilizzato in un paio di spezzoni di gara ed il secondo che è reduce da un infortunio che non gli ha ancora consentito di esordire.
Ora che però il campionato entra nella sua fase cruciale ci sarà bisogno dell’apporto di tutti, e dunque servirà portare tutti ad un rendimento standard. Nuovi e vecchi, perché poi anche fra coloro che hanno iniziato la stagione c’è chi deve ancora mettersi al passo dei compagni.
E’ il caso di Danzi e Da Riva (tanto per fare un paio di nomi), ma anche Marzupio è tra quelli che solo recentemente è rientrato in gruppo, al pari di Santaniello che era finito sul mercato e che dopo la cessione di Murano è tornato a tutti gli effetti nell’orbita rossonera. Senza dimenticare il baby Pazienza, che è reduce da un lungo e fastidioso infortunio, ma che nell’idea di Zauri occupa un posto centrale nel suo progetto. Il tempo, insomma, stringe, e non c’è più tempo di tergiversare: Potenza, Catania e Sorrento, una dietro l'altra, diranno a cosa potrà realmente ambire il Foggia in questo ultimo scorcio di stagione, e segneranno un solco profondo con il finale di campionato.
Superare indenne il trittico che sta per pararsi davanti, sarebbe il miglior viatico per presentarsi poi nelle condizioni ideali al super derby di Capitanata previsto nel turno infrasettimanale del prossimo 12 marzo. Che sicuramente varrà, e molto, per la classifica. I punti in palio in quei 90’ varranno il doppio, e per il Foggia si presenterà l’opportunità di cancellare la bruciante sconfitta dell’andata.
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