Operazione aggancio. Più fittizio che reale. Il Foggia che domenica prossima (ore 15) si appresta ad incrociare allo Zaccheria il Sorrento, tenterà di risalire all'undicesimo posto e di agguantare i costieri, che al momento sopravanzano di 3 lunghezze Salines e compagni.
Sapendo però in partenza che una eventuale vittoria potrebbe essere ininfluente, perché Taranto e Turris sono al capolinea e la classifica subirà uno scossone. L'esclusione ormai praticamente certa dei due club (il deferimento della Procura Federale arrivato nelle ultime ore pare segnare anche il destino dei corallini) porterà a breve a ridisegnare infatti la graduatoria, sottraendo al Foggia 9 punti e al Sorrento 8. Per cui la forbice fra le due formazioni salirà da 3 a 4 lunghezze.
Motivo per il quale anche nel caso in cui il Foggia dovesse vincere domenica, avrebbe sempre un punto da recuperare sulla squadra di Ferraro.
Sarà quel che sarà, tutto è ancora in itinere anche se oggi il quadro potrebbe diventare più chiaro, in questo finale di stagione nel quale oggettivamente non resta più molto da chiedere, i rossoneri dovranno quantomeno chiudere in crescendo, confermando cosi i progressi fatti registrare sotto la gestione-Zauri.
Che evidentemente non sono pochi, e che meritano di essere sottolineati.
Un girone dopo, intanto, è un altro Foggia e tutta un'altra storia: all'andata, era il 27 ottobre, in quella triste domenica che segnava il ritorno al Viviani di Potenza con la ferita ancora sanguinante per la tragica scomparsa dei giovani ultras rossoneri, si chiudeva anche la breve ed inconcludente parentesi di Eziolino Capuano sulla panchina del Foggia: i campani in rimonta e in pieno recupero ribaltavano incredibilmente a proprio favore il match.
E nel turbolento post-gara il tecnico di Pescopagano, a sorpresa, gettava la spugna: "Ho visto cose che in trenta anni di carriera non mi erano mai capitate - accusava l'allenatore che patron Nicola Canonico aveva fortemente voluto per dettare quella svolta che non sarebbe mai arrivata -. Mi sentirò con il presidente, per la prima volta nella mia storia di allenatore non riesco ad incidere e quindi rimetto il mandato. Non ho mai pensato ai soldi, lo faccio per il bene del Foggia e lo avrei fatto anche se avessimo vinto stasera”.
Era la resa incondizionata di chi, senza ammetterlo, pagava l'ammutinamento di una squadra che ormai aveva preso le distanze dal suo tecnico.
E qualche settimana dopo Millico avrebbe apertamente contestato modi e metodi di Capuano, in netta antitesi con quelli di Brambilla, che lo aveva preceduto.
Che qualcosa si fosse però irrimediabilmente rotto lo si era intuito sette giorni prima, nel match interno col Catania chiuso 2-2, con il Foggia avanti di due gol.
E con gli etnei capaci fra l'87' ed il 93' di agguantare il pari contro una squadra in evidente stato confusionale.
Esautorato Capuano (5 punti in altrettante gare il suo misero bilancio), si sarebbe quindi aperta la fase della prolungata riflessione dei vertici societari.
Coincisa con l’allontanamento anche del ds Roma, e con altri due inopinati ko rimediati nel derby interno con l'Audace Cerignola e a Cava de' Tirreni.
Con Zangla prima (vice di Capuano) e Catalano poi (prestato dalla Primavera 3) tecnici ad interim per una notte.
Un film già tristemente noto da queste parti.
Con sullo sfondo la solita telenovela del cambio in corsa diventato un refrain della gestione-Canonico.
Che, se non altro, stavolta porterà all'avvento del tandem Leone-Zauri. E che si rivelerà produttivo, perché i 10 punti che il Foggia si ritrovava in classifica dopo 11 gare son diventati nel frattempo 36 diciotto giornate dopo.
Col tecnico di Pescina che ha messo assieme 26 punti in 16 gare, viaggiando alla media di 1,62 punti a partita.
Sarà un Foggia molto diverso quello che dopodomani sfiderà il Sorrento, di acqua sotto i ponti nel frattempo ne è passata, e diversi uomini in rossonero non sono ormai più di moda: Zauri dal suo arrivo ha cambiato cinque/undicesimi della formazione scesa in campo all'andata, Carillo (passato proprio al Sorrento), Millico e Murano non ci sono più come Gargiulo, che in quel match era assente.
Mentre Mazzocco e Danzi sono rimasti, ma spesso e volentieri si accomodano in panchina, soprattutto ora che Gala è una certezza e Da Riva ha cominciato a carburare.
Il modulo è sempre il 4-3-3, con Silvestro che è tornato a giocare in pianta stabile sull'out di destra di difesa, e con Salines dirottato al centro, mentre Zunno si è riconquistato il posto fisso in squadra, e Sarr funge da terminale offensivo, in mancanza di altre valide opzioni.
È un Foggia insomma più quadrato, che magari ha perso qualcosa in fantasia, ma dal rendimento finalmente più costante. Nella sfida d'andata vincendo, il Sorrento saliva a 16 punti e si metteva a +6 sui rossoneri.
Ma da quel momento in poi la formazione di Zauri ha recuperato 3 lunghezze sui costieri.
Cioè su una formazione che è in salute e che naviga a ridosso dei playoff.
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