Foggia Calcio arbitro del suo destino: 3 gare per centrare obiettivo salvezza, poi spazio a ennesima rivoluzione

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Dov'eravamo rimasti? Ah, si alla figuraccia di Caserta e a quel 4-0 che ha segnato il punto più basso della stagione del Foggia. Culminato col silenzio stampa ad oltranza di staff tecnico e squadra, e con le successive dimissioni irrevocabili di patron Nicola Canonico. Un terremoto che si è scatenato all'ultima curva prima del rush finale di campionato che vede i rossoneri ancora in lizza per evitare i playout. E che si spera non abbia ora ripercussioni ulteriori in una stagione fra le peggiori dell'ultimo ventennio. 

La sosta forzata, per fortuna, ha mitigato gli effetti che potevano scatenarsi sulla classifica: è andata meglio di quanto si potesse immaginare, solo la Casertana ha risucchiato un punto a Salines e compagni, mentre Latina e Messina hanno perso e restano distanti due ed undici punti. Situazione quindi complessivamente ancora sotto controllo, ma a patto e condizione di non complicarsi la vita negli ultimi 270', che devono necessariamente portare in dote qualche altro punticino per garantirsi la permanenza in C. 

Foggia arbitro del proprio destino: alla formazione di Luciano Zauri basta poco per tirarsi fuori da ogni impaccio. Ma quel poco va conquistato sul campo, senza possibilmente ridursi all'ultima chiamata. 

Lunedì prossimo bussa la proibitiva trasferta di Crotone, contro la quarta forza del girone, quindi Sabato Santo allo Zaccheria sarà di scena il Messina. Si chiude, quindi, il 26 a Picerno. Sulla carta delle tre la gara più agevole è l'ultima casalinga programmata coi siciliani, è lì che bisognerà profondere il massimo sforzo per chiudere i giochi. Ma il Foggia farà bene a non riversare solo su quei 90' tutte le sue attenzioni. Anzi dovrà provare a sfruttare ogni più piccola occasione che gli si presenterà. 

Così fin da lunedì prossimo allo Scida servirà presentarsi nelle condizioni psico-fisiche ideali per contrastare il passo alla formazione di Longo. Che in casa ha vinto le ultime 5 e non perde  dall'8 dicembre scorso (2-3 con la Casertana). Il punto vero è capire se dopo il pesante rovescio con la Casertana, la squadra si è ricompattata attorno al suo allenatore e, se in questi giorni, ha ritrovato un minimo di brillantezza. Soprattutto sul piano nervoso, perché è lì che è clamorosamente crollata. 

I recenti strali lanciati dalla proprietà verso il gruppo saranno la molla per scatenare una reazione d'orgoglio? Oppure avranno un effetto boomerang su una squadra che sta palesando anche evidenti limiti caratteriali? 

Sono gli interrogativi che accompagneranno il Foggia per tutta la settimana fino alla sfida di lunedì sera, nella speranza che nel frattempo all'interno dello spogliatoio ci sia  una presa di coscienza sul rischio che si sta correndo proprio in vista del traguardo. 

È chiaro che a questo punto, comunque vada, il futuro di tecnico e ds (Leone) sia segnato, le parole sferzanti di Canonico nel giorno del suo disimpegno sono state una bocciatura netta sull'operato della coppia che a novembre era stata chiamata al capezzale del Foggia dopo l'allontanamento di Capuano. 

In realtà hanno operato in condizioni critiche Leone e Zauri, che hanno fatto di necessità virtù e che in piena emergenza hanno preferito mascherare le tante anomalie con le quali si sono dovuti confrontare quotidianamente preferendo di evitare lo scontro e l’inevitabile rottura con la proprietà. Nella speranza che questi mesi trascorsi insieme potessero in qualche modo sanare una situazione che è andata via via incancrenendosi. E che il mercato di gennaio ed il conseguente ridimensionamento hanno reso non più recuperabile. 

Restano davanti queste tre gare per salvare il salvabile e per evitare un tracollo che sarebbe di proporzioni inimmaginabili. Poi ognuno, verosimilmente, prenderà la propria strada. Sia nel caso in cui subentri una nuova proprietà, che nella malaugurata ipotesi che il patron decida, obtorto collo, di proseguire.

L’epilogo, in ogni caso, è già scritto, indipendentemente da ciò che accadrà. 

Il silenzio dietro il quale i rossoneri si sono trincerati rende impossibile comprendere quale possa essere lo stato d’animo di un gruppo che probabilmente a questo punto non vede l'ora di staccare la spina. Comprensibilissimo , ma prima bisogna garantirsi la permanenza, costi quel che costi. 
Ne va del futuro del Foggia.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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