La situazione per quanto grave resta rimediabile. Nel senso che la salvezza, alla luce dei risultati di ieri, dovrebbe essere ormai alla portata. Un punticino col Messina e dovrebbe essere fatta, a questo punto. Anche sarebbe meglio cominciare da subito e fin da stasera ad arrestare l’emorragia di sconfitte che hanno scaraventato il Foggia sul fondo della classifica e a un passo dal baratro. L’ultimo mese di campionato dei rossoneri è stato da incubo, e il sospetto che la striscia negativa possa oggi ulteriormente dilatarsi dopo i recenti sconquassi registrati, è legittimo. A maggior ragione se si considera che oggi (ore 20.30) il Foggia non affronta un avversario qualunque, ma il Crotone. Che attualmente è quarto, ma che mira a chiudere da terzo in classifica. E che per cifra tecnica è almeno di due spanne superiore a Salines e soci. Allo Scida si presenta una squadra che Luciano Zauri sta tentando disperatamente di rimettere in piedi dopo che nelle ultime uscite è sembrata aver tirato i remi in barca. Senza peraltro aver prima scongiurato il rischio di essere risucchiata nella tormenta dei playout.
Al cospetto di una delle migliori formazioni del girone che nella post-season sarà sicuramente la mina vagante, e che Longo ha saputo rilanciare dopo un avvio tutto in salita, servirebbe un Foggia tutto anima e cuore. Che d’incanto ritrovi l’animus pugnandi smarrito e che occorrerebbe in un match come questo. Ma il tono pacato e quasi remissivo col quale Zauri si è accostato alla sfida non lascia spazio a particolari slanci di ottimismo.
Prima infatti della partenza anticipata per la Calabria (agevolata dalla colletta dei 5 sponsor che compaiono sulla maglia), il tecnico di Pescina ha interrotto il silenzio stampa e ritrovato la parola. Chi si aspettava però uno Zauri con un diavolo per capello, che prendesse le distanze anche in maniera piuttosto netta da una proprietà ormai assente su tutto il fronte, è rimasto deluso. Perché invece ha fatto spallucce, sembrando addirittura conciliante: “Sono qui per prendermi le mie colpe e non per darle ad altri - ha esordito -. Quando accadono queste cose perdono tutti: il Foggia, la città, la squadra, perdo anch’io. Dispiace essere arrivati a questo punto. Quando le cose vanno male è giusto stare zitti, ma abbiamo tutto per salvarci”.
Dopo le dimissioni di Canonico, era venuto spontaneo pensare all’autogestione, con la conseguente piena autonomia di squadra e staff tecnico. Soprattutto nelle scelte. E invece Zauri ha rivelato di aver chiesto il reintegro di Vezzoni e di aver ricevuto il diniego: “Non ho potuto parlare direttamente con il presidente, che tramite altri mi ha comunicato il suo parere negativo all’utilizzo del giocatore. Non ci sarà e questo mi dispiace. Avrei voluto portarlo a Crotone. Su questa questione - ha aggiunto il tecnico del Foggia - le colpe non sono tutte di Canonico, perché anche il giocatore ci ha messo del suo”.
Il patron, dunque, continua a muovere i fili dietro le quinte, senza che nessuno si ribelli ad una situazione che ha del paradossale: “Sono arrivato con ben altre promesse ma non rinnego nulla, quello che dovevamo fare lo abbiamo fatto - si è limitato a commentare Zauri -. Non sono qui per soldi, prima dell’addio del presidente -ha precisato - avrei voluto parlare con la società ma non sono stato ricevuto, ero pronto a prendermi le mie responsabilità. Ma poi non mi sembrava giusto lasciare in questo momento”.
Nonostante tutto, il tecnico del Foggia alla vigilia della partenza è sembrato fiducioso: “La squadra si è allenata bene seppur sia dispiaciuta per quello che sta accadendo - ha concluso -. Il Crotone è una squadra molto forte ma io credo nella voglia dei miei calciatori di rialzarsi”.
A parte Mazzocco sono tutti disponibili, completamente recuperati anche Sarr e Santaniello che vanno dunque ad integrare un reparto particolarmente anemica nell’ultimissimo scorcio di stagione (solo 2 gol nelle ultime 4). A Crotone difendersi ad oltranza sarebbe oltremodo autolesionistico. Servirà dunque provare a trovare la via della rete. Facile a dirsi, molto meno a farsi in questi tempi di vacche magre.
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