Ora l’eclissi è totale. La farsa prosegue, e senza esclusione di colpi di scena. L’ultimo in ordine di tempo è arrivato nel pomeriggio di ieri, poco dopo aver appreso del posticipo di Picerno-Foggia a domenica alle ore 20. In una nota stringata il Calcio Foggia 1920, dopo il patatrac interno con il Messina di Sabato Santo, ha dato il benservito in un sol colpo a ds e tecnico: “Il Calcio Foggia 1920 comunica l’esonero del direttore sportivo Luca Leone e dell’allenatore Luciano Zauri. Ad entrambi il club rossonero augura le migliori fortune sportive e professionali. Inoltre, comunica che la guida tecnica della prima squadra è affidata al mister dell’Under17 rossonera Antonio Gentile”. Arriva dunque l’ennesimo ribaltone in panchina firmato Nicola Canonico. Che è dimissionario dal 31 marzo scorso, ma che continua a muovere i fili dietro le quinte. Attraverso l’amministratore unico Michele Bitetto, al quale ha dato mandato di azzerare l’area tecnica. E dire che nel giorno del suo disimpegno aveva dettato quelle che parevano essere le sue ultime volontà, affidando alla coppia scelta a novembre dopo l’addio di Capuano il compito di traghettare il Foggia nel porto della salvezza: “Toccherà a loro tirarci fuori da questa scomoda situazione “, aveva anticipato Canonico, aggiungendo anche che avrebbe respinto senza esitazione le loro eventuali dimissioni. E invece eccola l’ennesima inversione ad U che semina ulteriore caos in un gruppo che è ormai allo sbando e che perde anche gli ultimi riferimenti nello spogliatoio.
Dopo Brambilla, Capuano e Zauri, toccherà dunque a Gentile (che non è nuovo a mansioni ad interim) tentare il tutto per tutto per scongiurare un playout che si fa sempre più minaccioso. La decisione di invertire la rotta il patron l’avrebbe maturata fra il giorno di Pasqua e la successiva Pasquetta, dopo aver a lungo rimuginato sul da farsi. Scelta sotto certi versi obbligata, secondo taluni, nel tentativo di salvare la categoria e non far definitivamente tramontare la trattativa per la cessione del club in piedi col gruppo italo-spagnolo che ha in Fedele Sannella il suo referente.
C’è chi invece dietro l’ultimo ribaltone intravede una precisa volontà da parte della famiglia Canonico di zavorrare ulteriormente il Foggia e di sospingerlo sull’orlo del baratro. Posizioni fra di loro nettamente antitetiche, ma che non è escluso possano avere entrambe un fondo di verità alla luce degli scenari che a breve potrebbero prendere forma. Quello che è certo è che si va verso un’ecatombe senza precedenti. Nemmeno nei momenti più bui della sua storia (e non sono stati pochi) il Foggia aveva dato segnali di cedimento cosi evidenti. Si sperava che lo scontro diretto per scongiurare lo spettro dei playout potesse scatenare l’atteso scatto di orgoglio nei rossoneri, che invece sotto lo sguardo attonito degli oltre 5mila dello Zaccheria hanno fatto scena muta, subendo un’altra dura lezione dal Messina.
La sesta consecutiva della serie, che fotografa il momento di empasse di una squadra che si è completamente avvitata su se stessa e che non risponde più ad alcun tipo di sollecitazione. Encefalogramma piatto per Salines e compagni, che sabato scorso hanno eguagliato la striscia negativa della stagione di B ‘95-96, quando l’allora Foggia di Delio Rossi prima e Tarcisio Burgnich poi fra il 3 febbraio ed il 17 marzo in rapida successione perse con Ancona (3-0), Avellino (0-1), Reggina (1-0), Salernitana (1-3), F. Andria (0-1) e Chievoverona (4-0). Ma che alla fine riuscì comunque a scongiurare il peggio e a raggiungere una salvezza insperata.
Questo Foggia, invece, che a soli 90’ dalla conclusione della stagione regolare ha ridotto ad una sola lunghezza il margine di vantaggio sulla Casertana penultima e che da un mese a questa parte è diventata la peggiore espressione del girone, se non riceverà qualche aiutino esterno (ad esempio dal Trapani, che nell’ultima riceverà proprio la Casertana con l’obbligo di vincere per alimentare speranze playoff), pare ormai destinato a giocarsi la permanenza nello spareggio-salvezza col Messina. Correndo peraltro il rischio concreto di soccombere e di sprofondare addirittura in Serie D.
Squadra abbandonata ad un destino che pare ormai segnato, con il tecnico Zauri ed il ds Leone che colpevolmente da un certo punto in poi hanno assistito impassibili al tracollo di un gruppo che pure fino a gennaio aveva dato confortanti segnali di risveglio. Ora l’improvvisa e sotto certi versi inattesa sterzata, che arriva in un frangente in cui la rassegnazione a tutto tondo pare aver avvolto tutto l’ambiente rossonero, che sta vivendo quest’incubo senza avere la forza di reagire. Continuano colpevolmente a tacere tutti di fronte allo scempio messo in atto da Nicola Canonico, ed anche le istituzioni in un frangente così delicato inspiegabilmente hanno scelto la via del silenzio. Che sa tanto di resa anticipata.
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