Sì salvi chi può. Come dentro un film thriller il Foggia si è ridotto agli ultimi 90’ per cercare di evitare la lotteria dei playout. Per sei turni di fila, infatti, i rossoneri hanno fatto scena muta. E se la cosa dovesse ripetersi anche domenica a Picerno, con ogni probabilità torneranno ad agitarsi i fantasmi del 2010, quando il Foggia di Ugolotti solo per il rotto della cuffia (e grazie ad un gol provvidenziale di Caracciolo) evitò l’onta della serie D.
Passano inevitabilmente attraverso il match del Curcio di dopodomani le speranze rossonere, con i lucani che però ambiscono al sesto posto e che non saranno quindi disposti a concedere nulla all’avversario di turno. Tutto o niente nella coda, ma un orecchio sarà proteso ai risultati in arrivo da Trapani e Messina, dove si incrociano i destini di Casertana e Foggia.
Teoricamente un punto potrebbe anche non bastare, così come una sconfitta potrebbe risultare indolore, molto (se non tutto) dipenderà dall’esito del match di Trapani dove la Casertana dovrà provare a sbarrare il passo alla formazione di Aronica che non ha ancora perso del tutto le speranze di centrare i playoff.
Silurati ds e tecnico nella settimana cruciale per la salvezza, Nicola Canonico sui titoli di coda ha dato seguito al piano che ordiva probabilmente fin dallo scorso gennaio, quando di Leone e Zauri avrebbe fatto volentieri a meno dopo che entrambi si erano opposti allo smantellamento attraverso il quale il Foggia sarebbe dovuto passare nel mercato di riparazione. E’ lì si è rotto qualcosa fra il patron e la coppia che in tutta fretta era stata chiamata al capezzale del Foggia a novembre, dopo la tormentata parentesi di Eziolino Capuano.
Aver disatteso le consegne ed essere andati dritti per la loro strada è stata la condanna di Leone e Zauri, che poi si sono scavati la fossa con le loro stesse mani negli ultimi 40 giorni. Durante i quali la squadra è precipitata sull’’orlo del baratro.
Ad aggravare la posizione dei due, il fatto di aver ricusato le operazioni in entrata di gennaio, sabato scorso nello scontro diretto con il Messina degli ultimi arrivati il solo Gala era regolarmente in campo dall’inizio, tutti gli altri (Dutu, Kiyine, Tohuo e Brugugnone) erano seduti in panchina. Imperdonabile leggerezza, che ha inciso (e non poco) sull’esonero di entrambi.
E così nella sfida che vale una intera stagione il Foggia si presenterà con il tecnico dell’Under 17 in panchina, e con un aspirante ds alle prime armi che a Picerno farà le veci del patron. Per uno strano scherzo del destino, toccherà alla premiata ditta G&G tentare di qui a domenica prossima di invertire il pericoloso trend di sei sconfitte consecutive, e di condurre il Foggia nel porto della salvezza.
Ad Antonio Gentile spetterà il compito dalla panchina di toccare le corde giuste di un gruppo che è in disarmo, e che da Cerignola in poi oltre che a perdere sistematicamente ha subìto 15 gol, realizzandone appena 5 per il peggiore score di tutto il raggruppamento meridionale. Servirà un’impresa per uscire indenni da Picerno al cospetto di una formazione che nel ‘25 ha perso solo una volta e che viene annunciata in ottimo stato di salute, a dare manforte dietro le quinte dovrà pensarci Luigi Gentile, omonimo del tecnico ad interim e fedelissimo di Canonico. E che già da qualche mese bazzica stabilmente l’entourage rossonero.
E’ al ristoratore originario di Lucera, che opera e vive a Monopoli, che il patron dimissionario si sarebbe affidato per scongiurare il peggio: Gentile è fresco di patentino da direttore sportivo (conseguito nello scorso gennaio), di lui si è cominciata a notare la presenza nell’ultimo giorno del mercato di riparazione, allorquando si presentò al fianco di Canonico a Milano. E non certo nei panni di semplice accompagnatore.
C’è chi sussurra, infatti, che già da qualche tempo, fosse diventato consigliore tecnico del presidente, e che diversi degli acquisti di gennaio siano stati una sua personale intuizione. A cominciare proprio dal francesino Tohuo, che era stato prelevato per ritagliarsi uno spazio in pianta stabile in squadra, e che invece è finito in naftalina dopo qualche timida apparizione. Bocciato da Zauri, che non ha ritenuto concedergli fiducia e che, secondo l’ormai ex presidente, non avrebbe saputo esaltare le qualità di un giocatore che viceversa in serie C dovrebbe fare la differenza.
Questione di punti di vista, evidentemente, che banno orientato con ogni probabilità la scelta della proprietà di correre ai ripari proprio in dirittura di arrivo. Con l’obbligo però ora di non potersi permettere più il lusso di sbagliare.
E così ora Gentile è pronto a cogliere la palla al balzo e a giocarsi fino in fondo la chance che gli viene concessa. Da un lato per dare una mano all’amico proprietario del Foggia. E dall’altro, perché no, per tentare di dare anche il là ad una carriera che è solo alle primissime battute.
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