Foggia Calcio, a Picerno si torna all’antico: tecnico pronto ad assecondare patron che stravede per 3-4-3

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Inutile farsi illusioni, meglio prepararsi al peggio. E’ il refrain che anima la lunga vigilia che porta alla sfida di Picerno ed ai 90’ che più fanno paura nella recente storia del Foggia. Doppio tabù da sfatare per Antonio Gentile, chiamato al capezzale dei rossoneri per invertire un trend da incubo: personale, perché nei due precedenti in cui si è accomodato su quella panchina l’esito è stato sempre lo stesso (doppia sconfitta sia a Taranto che a Cava de’ Tirreni). E di squadra, perché al Domenico Curcio il Foggia nel migliore dei casi ha portato a casa solo un punticino. Che domani in Lucania potrebbe non bastare per mettersi al riparo dall’incubo-spareggi. 

I quali, notoriamente, per il Foggia rappresentano una maledizione. Ultimo precedente a parte con il Pescina del 2010, in cui l’incantesimo fu interrotto sul filo del gong grazie alla provvidenziale incornata di Caraccio.

Sarà un ping-pong di emozioni senza soluzione di continuità la domenica bestiale di una città ed una tifoseria, con un occhio vigile sul campo ed un orecchio proteso al a Trapani-Casertana e Messina-Juventus Next Gen. Una notte da cuori forti, nella quale a giocare un ruolo fondamentale saranno anche i risultati in arrivo dagli altri campi. 

Il Foggia in ogni caso resta arbitro del proprio destino, perché potendo far leva sul punto di vantaggio che conserva sulla Casertana (erano 11 solo 40 giorni fa) in caso di vittoria a Picerno si ritroverebbe in una botte di ferro. Queste alcune delle altre possibili combinazioni per evitare i playout: in caso di pari e la Casertana non vince, oppure il Messina perde; in caso di sconfitta e la Casertana perde. Uscissero invece sconfitti Salines e compagni, e la Casertana vincesse, i rossoneri dovranno guardare al risultato del Messina: se i siciliani perderanno il Foggia sarà salvo perché il vantaggio sui giallorossi resterebbe invariato di 8 punti. 

Un bel rompicapo, insomma, che potrebbe però interessare molto relativamente il Foggia in caso di successo a Picerno. Ma può la squadra di quest’ultimissimo scorcio di stagione rendersi protagonista di quella che sarebbe una vera e propria impresa sul campo di una squadra che nel ‘25 ha perso una sola volta e che in casa rende quasi sempre la vita difficile a tutti gli avversari? Mai dire mai perché le sorprese, soprattutto nel calcio, sono sempre dietro l’angolo. 

Come rivitalizzare allora un gruppo che sembra svuotato e refrattario ad ogni tipo di sollecitazione? E, soprattutto, può in cambio in panchina sul filo del gong sortire gli effetti sperati?

Interrogativi ai quali Gentile sta provando a dare una risposta assieme al suo staff (che è rimasto lo stesso che ha supportato Zauri fino a sabato scorso): senza una scossa all’interno dello spogliatoio diventa obiettivamente difficile ipotizzare una reazione che produca effetti in campo. Si spera nel cambio di modulo e di interpreti per raggiungere lo scopo: non dovrebbero infatti mancare le novità di formazione nella gara che vale una stagione intera e nella quale servirà dare fondo a tutte le risorse psico-fisiche. 

Probabilissimo il ritorno all’antico e il ricorso al 3-4-3, modulo tanto caro a Nicola Canonico e che puntualmente torna d’attualità ogni qualvolta si registra un cambio in panchina: e allora nell’undici di partenza data per scontata la rinuncia a Vezzoni che si è chiamato out, davanti a Perina (preferito a De Lucia), in partenza potrebbero essere Dutu, Camigliano e Salines i tre difensori centrali, mentre a centrocampo col rientro di Tascone, toccherà con ogni probabilità a Gala, Pazienza e Da Riva formare la cerniera di centrocampo. In avanti il tridente sarà invece composto da Zunno, Santaniello (o Emmausso), e soprattutto Touho che tornerà a riprendersi un posto nell’undici iniziale dopo essere finito in naftalina nelle ultime settimane. Alla fine potrebbe essere questo l’undici prescelto per scongiurare il peggio. 

Passo propedeutico prima della partita più difficile. Che si giocherà fuori dal campo. E che si spera possa far scorrere definitivamente i titoli sulla sciagurata gestione-Canonico.
Una delle pagine più tristi di 105 anni di storia rossonera. 

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testatina dillo al direttore WEB

 

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