A Messina ci credono. A Foggia (forse) un po’ meno. Ma quello che conta è come le due squadre arriveranno al doppio appuntamento del 10 e 17 maggio prossimi. In riva allo Stretto hanno chiuso la stagione regolare col turbo, dando netta la sensazione che, fosse durato un altro mese il campionato, probabilmente sarebbero stati capaci di mettere addirittura sottochiave la salvezza diretta. Da queste parti, di contro, è stata compiuta l’impresa all’incontrario, perché mai e poi mai a sette gare dall’epilogo si sarebbe dovuto consentire a Casertana e Messina di rientrare prepotentemente in gioco. Dilapidando un vantaggio di 11 lunghezze sulla prima, e alimentando le speranze di spareggio della seconda, che solo 50 giorni fa pareva ampiamente spacciata. Chissà, tornando indietro, se Nicola Canonico ripeterebbe la mossa del 30 marzo scorso, quando ormai certo che la permanenza in C fosse certificata, decise di abbandonare la nave e, per ripicca, lasciare il Foggia in balia delle onde. Quella era una squadra che già cominciava a dare i primi preoccupanti segnali di insofferenza, e le frizioni in essere fra proprietà ed area tecnica (ds ed allenatore) non hanno certo contribuito a dare un indirizzo certo alla stagione di Salines e soci. Sta di fatto che la situazione da quel momento in poi è precipitata, e non è stato più possibile porre un argine ad una caduta verticale inarrestabile che ha avuto il suo naturale epilogo nel sorpasso negli ultimi 90’ da parte della Casertana. Col conseguenziale baratro dei playout che si è spalancato. Ed ora?
Mentre il Foggia si lecca le ferite e col nuovo corso tecnico arrivato sul filo del gong spera di invertire il pericolosissimo recente trend negativo, il patron medita sul da farsi. Con una trattativa avviatissima in piedi per la cessione del club che però può definitivamente decollare solo in caso di mantenimento della categoria, dopo aver disatteso la scadenza del 16 aprile con la mancata corresponsione di emolumenti e contributi, per evitare di restare col cerino acceso Canonico farà retromarcia e fin dalle prossime ore soddisferà le pendenze dei tesserati? E’ quanto si augura il ds in pectore Luigi Gentile, che da un paio di settimane a questa parte sta facendo da trait d’union fra spogliatoio e proprietà, e che pare si stia spendendo proprio nella direzione di una auspicata normalizzazione. Che rappresenterebbe un bel passo in avanti in ottica doppio spareggio col Messina.
Sembrerebbe esserci uno spiraglio in questa direzione, decisivi saranno i prossimi giorni per una eventuale schiarita. Ma è chiaro che la salvezza del Foggia non potrà passare solo attraverso il pagamento degli stipendi: c’è infatti da rivitalizzare nello spirito e nel morale un gruppo che ha dato inequivocabili segnali di cedimento. E che pure a Picerno però qualche timido segnale di ripresa ha evidenziato. E’ proprio dallo 0-0 coi lucani che Antonio Gentile ed il suo staff si sono imposti di ripartire da martedì scorso, resettando così il recente passato e guardando oltre le negatività del momento.
Uno della vecchia guardia come Domenico Botticella, attuale preparatore dei portieri e che del Foggia conosce anche gli aspetti più reconditi, proprio in questi giorni sul suo profilo social ha postato: “Da oggi lo sguardo è fisso in avanti, verso ciò che possiamo costruire insieme. Non importa il passato: contano il cuore, la voce, la lotta. Ora tutti uniti, con un solo obiettivo: vincere per i nostri colori. Lotteremo e canteremo fino alla fine... Forza Foggia!”.
Proprio così, non è ancora tempo di processi almeno fino a quando c’è da centrare un obiettivo, e quindi è inutile in questo frangente rincorrere i fantasmi o i responsabili di questo scempio. Anche perché è fin troppo chiaro in capo a chi risiedano. Ora c’è da salvarsi, tutto il resto non conta. E per farlo bisogna non concedere alibi a nessuno. A cominciare dalla squadra, che dovrà avvicinarsi a questo doppio appuntamento colmando il gap che in questo momento sconta col Messina. Anche perché è evidente che se gira la testa girano anche le gambe. A Canonico staranno fischiando le orecchie...
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