Foggia Calcio, non è finita finché non è finita: Gentile spera di recuperare Mazzocco, l’eroe di Messina

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Non è finita finché non è finita. Foggia e Messina, unite dall’insolito destino di un playout che  diventa l’ultimo appiglio al quale aggrapparsi per salvare una stagione da incubo, non hanno altra scelta. Nei 180’ che stanno per profilarsi all’orizzonte non possono permettersi di fare calcoli di nessun tipo. Anche se sanno di partire da una condizione mentale nettamente antitetica. 

In fondo questo spareggio per i siciliani rappresenta una sorta di premio per la rincorsa che hanno condotto soprattutto nella seconda parte di stagione. Viceversa rappresenta una maledizione per i rossoneri, una sorta di castigo dal quale non sono stati in grado di divincolarsi nell’ultimissimo segmento di stagione regolare che è stato raccapricciante.  

Alla vigilia lo spauracchio in casa Foggia non può che chiamarsi Pierluca Luciani. Sarà lui l’osservato speciale in riva allo Stretto, per il Messina è l’uomo della Provvidenza autore della doppietta con cui i peloritani solo una ventina di giorni fa hanno sbancato lo Zaccheria condannando di fatto Salines & co. alla coda degli spareggi. 

Luciani è l’uomo fatto gol che sa trasformare in oro tutto quello che tocca.  Una risorsa di inestimabile valore per il club biancoscudato, che da oltre un decennio galleggia fra terza e quarta serie e che nonostante la penalizzazione ha saputo chiudere a -6 dal Foggia, recuperando addirittura 13 lunghezze sui dauni nel rush finale di campionato che li ha portati a diventare la mina vagante del torneo. Avversario scomodo, scomodissimo per chiunque. Immaginarsi per questo Foggia, che arriva alla doppia sfida-salvezza quasi senza accorgersene. E che quindi ha tutto da perdere.

La formazione di Gatto (e fino a ieri di Banchieri), a differenza di quella che oggi è di Antonio Gentile (ma che è stata di Zauri proprio fino alla debacle interna coi siciliani) resta nonostante tutto la maggiore indiziata alla serie D ma, quantomeno lotta e non si risparmia, a differenza di quanto non sa più fare il Foggia: e ad esaltarsi è soprattutto Luciani, il bomber che il Messina ha ritrovato per strada quasi per caso, e che adesso può fare tutta la differenza del mondo.

Classe ‘02, è il classico attaccante old-style, possente fisicamente e bravissimo nel gioco aereo anche grazie ai suoi 186 centimetri di altezza. È cresciuto a suon di gol nel Frosinone, che ne ha coltivato il talento: ottimo rendimento in tutte le formazioni giovanili, culminato nel debutto in Serie B nel ‘21. E’ alla sua seconda stagione a Messina. L’anno scorso il Frosinone lo giró in prestito ai siciliani: 4 gol, i primi per lui fra i professionisti, il bilancio a fine campionato. Un bottino che ha convinto il Messina ad acquistarlo a titolo definitivo.

Quella di Luciani è la bella favola nella stagione buia del Messina, che tutti ora sperano in riva allo Stretto sia a lieto fine. I peloritani hanno fatto una rincorsa incredibile nelle ultime settimane, raccogliendo 4 vittorie nelle ultime cinque partite di campionato. E proprio in queste ultime cinque uscite, il suo attaccante principe è andato sempre in gol, tra l’altro mettendo a referto due doppiette contro Team Altamura e Foggia, oltre alla tripletta di Cava.

Se la squadra siciliana ha evitato la D ed ha modo di giocarsi la salvezza nella lotteria dei playout, dunque, lo deve anche e soprattutto all’attaccante ex Monterosi, faro dell’attacco giallorosso, diventato uno dei beniamini dei tifosi a suon di gol e ottime prestazioni. Luciani è il C Factor del girone C di Lega Pro, un pò quello che almeno per i prossimi 180’ vorrebbe Gentile diventasse per il Foggia Davide Mazzocco, 22 presenze e  3 gol in stagione, ed autore della doppietta con la quale i rossoneri stesero il Messina in trasferta 0-3 lo scorso 7 dicembre. 

Il guaio è che Mazzocco  non si vede in campo dall’8 febbraio scorso e dai 6’ giocati con l’Avellino, è reduce da un lungo e fastidioso infortunio, anche se c’è chi maliziosamente sostiene che il centrocampista da un certo punto in poi abbia deciso di chiamarsi fuori dalla mischia dopo qualche malcelata incomprensione con Zauri. Illazioni che lasciano il tempo che trovano, se è vero come è vero che è da inizio settimana che il tecnico Gentile le sta provando tutte per recuperare un giocatore che potrebbe risultare l’asso nella manica a Messina.

Proprio come accaduto nell’ultimo raid esterno del Foggia, ormai cinque lontanissimi mesi fa: quel pomeriggio al San Filippo-Franco Scoglio Mazzocco sembrò un marziano, quella in riva allo Stretto resta la sua migliore prestazione in assoluto in rossonero: aprì le danze al 26’ del primo tempo e, non contento, si sarebbe poi ripetuto al 22’ della ripresa. Prima del tris finale calato dall’ex Emmausso. 

In una partita sporca in cui c’è bisogno di giocatori di fisico ed esperienza (un po’ quello che accadrà domani, ndr) ad esaltarsi potrebbero essere le caratteristiche dell’ex mediano dell’Avellino. Che a sorpresa Gentile spera di poter gettare nella mischia per scombinare i piani del Messina.

Corsi e ricorsi storici, chissà che non sia proprio il 30enne corazziere di Feltre a fare la differenza.
Hai visto mai?

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