Foggia Calcio, titubanze del patron: Canonico vorrebbe restare in sella, ma con supporto di imprenditoria locale

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Nicola Canonico prende tempo, non scioglie la riserva e medita sul da farsi. Resta in posizione di attesa il patron del Foggia, che nel mentre riceve la solidarietà delle istituzioni e della tifoseria (una tantum) compatta al suo fianco, riflette se valga la pena mettere un macigno su una vicenda che sul piano giudiziario farà il suo corso, e decidere di proseguire al timone del club. Oppure ammainare bandiera bianca e defilarsi definitivamente, mettendo in liquidazione il club. Nell’uno come nell’altro caso avrebbe il coltello dalla parte del manico, e pochi potrebbero muovergli  un qualunque appunto. 

In fondo l’imprenditore di Palo del Colle sembrerebbe vittima di un complotto ordito alle sue spalle per metterlo nelle condizioni di abdicare, e dunque sarebbe inattaccabile. Ma..., c’è sempre un ma che fa da sfondo alle vicende rossonere e che meriterà ulteriori approfondimenti in questa fase in cui la magistratura è impegnata a rimettere al loro posto tutti i tasselli di questa bruttissima storia. 

Nell’attesa che la matassa si dipani, e che Canonico abbia le idee più chiare sulle sue intenzioni, ci sono un paio di indizi che vanno nella direzione di un suo possibile dietrofront. O che quanto meno lasciano aperta la porta alla continuità aziendale: la pec giunta in Comune per ottenere il nullaosta per l’utilizzo dello Zaccheria per la prossima stagione, e l’input del patron al segretario Severo di approntare tutta la documentazione per l’iscrizione alla prossima stagione agonistica, aprono più di uno spiraglio favorevole. Anche se non è escluso possa trattarsi semplicemente di una mossa interlocutoria in attesa di ulteriori sviluppi. 

Quali? Spifferi incontrollati vorrebbero Canonico alla finestra in attesa di un cenno da parte dell’imprenditoria locale che sarebbe chiamata a raccolta oltre che per dare solidarietà al numero uno del Foggia, a fornire pure un adeguato supporto economico che possa distoglierlo dall’idea di mollare definitivamente. Di qui i giorni della riflessione, che lasciano aperte entrambe le opzioni. 

Nell’ottica di una possibile concertazione fra le parti, si inquadra il tavolo tecnico che si è tenuto a Palazzo di Città giovedì pomeriggio presieduto dalla sindaca Maria Aida Episcopo, e al quale hanno partecipato l’assessore allo sport Domenico Di Molfetta, l’assessore alle Attività Produttive Lorenzo Frattarolo, la presidente del Consiglio comunale Lia Azzarone e il presidente della Commissione Cultura e Sport Italo Pontone. Che hanno incontrato il presidente della Camera di Commercio Giuseppe Di Carlo, il presidente della Fondazione Capitanata per lo Sport Aristide Guerrasio e i consiglieri della stessa Sergio Cangelli e Fabio Spadaccino.

Obiettivo del faccia a faccia era anche quello di  avere un quadro più esauriente rispetto alla prossima scadenza del 6 giugno, termine perentorio per l’iscrizione al prossimo campionato di C. Ma, seppure regolarmente invitati, hanno disertato l’appuntamento sia l’amministratore unico del club rossonero Michele Bitetto che il neo-amministratore  giudiziario Vincenzo Vito Chionna, che come ha spiegato la prima cittadina “non sono potuti intervenire perché la loro presenza doveva essere autorizzata dal giudice delegato. Ma che, in ogni caso, hanno espresso attraverso una comunicazione via pec la loro piena disponibilità per un prossimo incontro già nella prossima settimana (martedì, ndr), disponibilità prontamente raccolta dall’Amministrazione”.

“In premessa, vanno rinnovate la nostra solidarietà alla proprietà per gli eventi criminosi di cui è stata oggetto, che meritano la più ferma condanna; la nostra siderale distanza da chi vuole piegare lo sport a violenza e degrado, e ringraziamo le forze dell’ordine e la magistratura per l’impegno e il rigore mostrato nelle indagini - si legge in una nota diffusa ieri da Palazzo di Città -. Il mantenimento della categoria professionistica e il futuro della società calcistica simbolo nella nostra città rappresentano per noi una priorità, e come già nella primavera dello scorso anno, ci adopereremo - benché solo come facilitatori - per verificare ogni manifestazione d’interesse e sondare qualunque disponibilità per scongiurare scenari ed epiloghi che avrebbero delle ripercussioni molto negative. Il primo incontro è stato necessariamente interlocutorio, ma dettato dall’urgenza di una scadenza che non ammette deroghe. Ne seguiranno altri, confidando nella disponibilità degli interlocutori interessati”.

Ma nel frattempo dal tessuto imprenditoriale locale non arrivano segnali incoraggianti. E allora Canonico che fa?

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testatina dillo al direttore WEB

 

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