Il calcio italiano è nel pieno di una bufera che rischia di travolgere non solo società e dirigenti, ma l’intero sistema di vigilanza delle leghe professionistiche. L’inchiesta de L’Espresso che prende le mosse dalle recenti sanzioni che hanno colpito Brescia e Trapani (8 punti di penalizzazione a testa) ha anticipato che dietro la facciata di sanzioni disciplinari si sta profilando uno scandalo ben più complesso, che potrebbe avere ripercussioni devastanti anche in vista della prossima stagione.
Carlo Tecce e Gianfrancesco Turano hanno ricostruito un presunto sistema di frode legato all’acquisto e utilizzo illecito di crediti d’imposta da parte di diversi club, tra cui proprio Brescia e Trapani: i fondi destinati al pagamento delle imposte sarebbero stati invece convogliati su conti di una società olandese specializzata in criptovalute, attraverso l’intermediazione di uno studio notarile polacco.
Ma l’inchiesta apre scenari ancora più ampi e inquietanti. Secondo quanto ricostruito da L’Espresso, altre società di serie B e serie C avrebbero adottato lo stesso schema per mettersi in regola con l’Erario e l’Inps, in vista delle iscrizioni ai campionati 2025-2026.
Tra queste al momento figurerebbero Pescara (con cifre irrisorie e in lotta per salire in B), Ascoli e Latina.
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