Tanto rumore per nulla. Il Foggia resta saldamente nelle mani di Nicola Canonico che, a scanso di equivoci, ha bollato anche l’ultima proposta di acquisto in quanto, come precisato nella nota della CN Football srl mercoledì sera “non rispettosa delle condizioni generali e i termini precedentemente concordati e stabiliti tra le due parti nelle discussioni preliminari”. Sembrerebbe infatti che Building Company abbia in un primo momento manifestato la volontà di coprire fino a 3 milioni della debitoria, oltre che a sostituire la fideiussione, saldare gli ultimi due stipendi e riconoscere una buonuscita di 500mila euro al patron.
Ma poi incredibilmente si sarebbe rimangiata tutto, e nell’ultima offerta avrebbe preteso di chiudere la trattativa accollandosi solo i debiti. Punto. Costringendo, di conseguenza, Canonico a virare in tutta fretta sul piano B, che è quello di riserva e che prevede, suo malgrado, la sua permanenza a Foggia per il quinto anno consecutivo.
Non sapremo mai da che parte stia la ragione, e chi si sia divertito col gioco delle tre carte, anche per via del patto di riservatezza sottoscritto dalle parti, ma è evidente che il pomo della discordia alla fine sia stata, tanto per cambiare, la debitoria. Che la proprietà farebbe ammontare a 2,2 milioni di euro in virtù anche di presunti crediti vantati in Lega, e che invece l’azienda di Carate Brianza avrebbe stimato essere ben più consistente.
Trattativa arenata, dunque, e pallino di nuovo fra le mani di Nicola Canonico, chiamato ora a smarcarsi definitivamente dall’idea di mollare (ammesso che poi ci abbia mai seriamente pensato) e ad ipotizzare un futuro che per il Foggia è tutto da scrivere e decifrare.
Solo pochi giorni davanti per mettere in piedi uno straccio di programmazione, che evidentemente non può che partire dall’individuazione di un nuovo direttore sportivo e di un allenatore. Ai quali con ogni probabilità il patron affiderà il mandato di assemblare una rosa votata alla linea verde. Attorno alla quale graviteranno i sopravvissuti dell’ultima gestione (una decina al momento, non di più) e qualche over che accetterà di venire a giocare a Foggia.
Già, perché bisognerà anche fare i conti con l’umore di tanti calciatori (e dei loro agenti) che non propenderanno a cuor leggero per la soluzione-Foggia. Per via della recente bufera che si è abbattuta sul club e che lo vede ora sotto amministrazione giudiziaria per il prossimo anno, e per la vicenda che dovrebbe portare a stretto giro sei rossoneri a svincolarsi d’ufficio e a depauperare dunque il patrimonio del club. Una brutta storia quest’ultima che getta ombre sulla recente gestione del sodalizio rossonero.
Non sarà agevole per chi sarà chiamato ad operare nella stanza dei bottoni dare una identità precisa ad un gruppo che sarà modellato con parsimonia, e che dovrà avvalersi dell’intuito delle figure individuate per il progetto tecnico.
Bisognerà anche capire, a stretto giro, se Canonico, che resta dimissionario, avrà voglia di tornare in carica, o se come appare più probabile non decida di affidare la conduzione del club almeno di qui ai prossimi mesi a professionisti di sua fiducia deputati a fare le sue veci oltre che a rappresentarlo in loco.
Nulla ancora di deciso, sono queste ore di profonda riflessione nel quartier generale di Modugno dove l’imprenditore di Palo del Colle sta tessendo i contatti coi suoi più stretti collaboratori, ma nel frattempo si sta guardando attorno. E, sfumata la pista Delio Rossi col quale c’era stato un semplice pour-parler a maggio che poi non ha avuto alcun seguito, e dopo aver successivamente pensato per la sfera tecnica ad una soluzione tutt’altro che di ripiego con Antonio Amodio (ex Crotone) nelle vesti di ds e Valerio Bertotto (ex Giugliano) in quelle di tecnico, avrebbe proprio in queste ore virato su altre possibili soluzioni.
Più vicine probabilmente alla sua idea di calcio, e soprattutto meno ingombranti di quanto non lo possano essere due nomi come quelli di Amodio e Bertotto, che pure in un contesto come quello attuale calzerebbero a pennello. Al pari, ad esempio, di Enzo Maiuri, altro profilo spendibilissimo per un progetto low-cost e che pure sarebbe dall’esito finale garantito.
All’orizzonte si profilano giorni di fuoco per l’imprenditore barese, che oltre a questioni meramente di campo, sarà chiamato a fronteggiare anche la grana-Zaccheria, con la quale bisognerà fare i conti per la prossima stagione: pare che il patron sia indispettito dall’atteggiamento dell’amministrazione comunale, che ha dato il via libera all’Heraclea, appena promossa in B, di utilizzare l’impianto di Viale Ofanto in occasione delle gare casalinghe per ovviare all’indisponibilità del Mitola fino a quando non sarà messo a norma.
Il condominio sembra che non sia gradito al Foggia, che sarebbe già passato al contrattacco a suon di pec per tutelare i propri diritti. Difficili da comprendere considerato anche che ad oggi non è stata mai stipulata alcuna convenzione.
Ma anche da Palazzo di Città filtra malumore, e la sensazione è che dovremmo essere solo alle schermaglie iniziali.
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