Dove lo sarà mai andato a scovare uno come Alessandro Pizzoli, candidato numero uno alla poltrona di direttore sportivo, il patron Nicola Canonico? E’ tutta farina del suo sacco, o c’è magari lo zampino di Luigi Gentile, ds in pectore, che ormai da qualche tempo gravita stabilmente nell’entourage del Foggia, e che con Pizzoli ha frequentato l’ultimo corso di Coverciano per aspiranti direttori sportivi? Gentile sia lo sponsor di Pizzoli, un nome che non puoi inventarti dal nulla e che vanta un background che ha portato il 55enne dirigente milanese, che iniziò il suo percorso alla Voghe in D, ad assumere un ruolo di spicco come scout del Chelsea, dove ha ricoperto l'incarico di responsabile dell'Academy per Italia, Svizzera e Austria. “Mi sono misurato in una società organizzata, che crede nel lavoro del settore giovanile, basta pensare che in diversi dell'attuale rosa escono dall'Academy. In Inghilterra, c'è progettualità e le strutture sono all'avanguardia”, ha ricordato Pizzoli qualche tempo fa a chi gli chiedeva della sua esperienza oltremanica. Canonico anche per questo starebbe pensando a lui per fargli progettare un Foggia giovane e sbarazzino, pochi come Pizzoli conoscono i giovani calciatori tra i 14 e i 19 anni, sarebbe l’uomo giusto al posto giusto. Che probabilmente arriva nel momento giusto, visto che da queste parti negli ultimi 4 anni non si è mai dato continuità ad un progetto tecnico, e che c’è anche un settore giovanile da rifondare. Il tragitto di Pizzoli nel calcio ha preso il via con Atalanta e Inter: 7 anni con la Dea e 8 alla Beneamata come osservatore. Quindi Voghera, dove Pizzoli è rimasto dal ‘06 al ‘08: “Un'esperienza che mi ha dato consapevolezza. Una piazza esigente, dove ho trovato dei punti di riferimento come il presidente Gastaldi e il segretario Chiesa” ha spesso ripetuto, a sottolineare quanto quella esperienza fu formativa. Nel primo anno, con Bortolas in panchina, la Voghe centrò l'accesso ai play off e perse in finale a Casale. Nella stagione successiva, sfiorò invece i play off, con una squadra giovanissima, trascinata dalle reti del bomber Nohman: “Praticamente ripartimmo da zero, con una rosa giovane e ci collocarono nel girone B, da sempre il più difficile. Mister Sesia, a differenza di Bortolas, era alla prima esperienza in D”, i suoi ricordi sempre vivi. Dopo la Vogherese, Pizzoli passò alla Colognese in D, poi 4 anni alla Sampdoria come responsabile del settore giovanile: lavorava con Beppe Marotta e Fabio Paratici. Ottenne ottimi risultati con il vivaio, grazie anche alla organizzazione certosina del club doriano. Pizzoli è transitato anche dal Pavia, nell’era della proprietà cinese, come responsabile area scouting e guida del vivaio: lo chiamò il direttore Londrosi e lavorò in preparazione dell'anno successivo, quando il Pavia vinse un titolo nazionale in ambito giovanile.
“Mi sono fatto le ossa anni fa all’Atalanta con Mino Favini, quindi appartengo alla cosiddetta vecchia scuola, a quelli che vanno sui campi per osservare, vedere e studiare i calciatori continuamente e ripetutamente. E talvolta è utile scoprire pure particolari della vita privata di chi si sta studiando, per completare il quadro e farsi un’idea globale. Per carità la tecnologia aiuta, ma per valutare un calciatore, una persona, non bastano video e numeri, dati questi troppo relativi. E il football è anche emozione”, eccolo uno dei capisaldi di Pizzoli, che dal ‘22 al ‘24 è stato responsabile scouting nel team di Fabio Lupo alla Spal, club dalle tradizioni storiche che è stato appena cancellato dal panorama del calcio nazionale. Poi dallo scorso marzo Pizzoli ha fondato AP Scouting, l’agenzia che può supportare i club con una struttura di livello per quanto riguarda lo scouting di calciatori sia per quanto riguarda le Prime Squadre che i Settori Giovanili.
AP Scouting fornisce ai club in tempi rapidi immediate risposte sui calciatori, grazie a un database ricco di informazioni e conoscenze su migliaia di calciatori. Uno sviluppo a 360 gradi che può diventare estremamente utile per i club e gli addetti ai lavori. Un particolare, quest’ultimo, che non deve essere sfuggito a patron Canonico, che mai forse come in questa stagione punterà sugli under di prospettiva. E che dopo la tormentata ed impalpabile esperienza con Domenico Roma della scorsa stagione ora vuole mettere tutti i tasselli al posto giusto, cercando di sbagliare il meno possibile. Con Pizzoli il discorso sarebbe già bene avviato, resterebbe da individuare il raggio di azione del dirigente lombardo, visto che all’orizzonte si profila il ritorno di un certo Delio Rossi che ad horas potrebbe sciogliere la riserva e dire per la terza volta sì in carriera al Foggia. Meglio, dunque, non fare confusione.
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