Il Tribunale Federale Nazionale – sezione disciplinare – ha emesso oggi una sentenza attesa e temuta in casa Foggia: tre punti di penalizzazione da scontare nel prossimo campionato e sei mesi di inibizione per l’amministratore unico della società, Raffaele Bitetto.
La decisione arriva in seguito al deferimento proposto dalla Procura Federale, scaturito da gravi inadempienze amministrative segnalate dalla Covisoc. Alla base del procedimento c'è il mancato pagamento – nei tempi previsti – di stipendi, ritenute fiscali, contributi previdenziali e accantonamenti per il fondo di fine carriera relativi alla mensilità di febbraio 2025.
Secondo la normativa federale, la scadenza inderogabile per regolarizzare i versamenti era fissata al 16 aprile. Il Foggia, però, ha provveduto a sanare la propria posizione soltanto ai primi di giugno, condizione che si è rivelata comunque indispensabile per l’ammissione al campionato. Il club rossonero aveva chiesto – e ottenuto – due rinvii dell’udienza, l’ultimo dei quali motivato dalla necessità di integrare la documentazione difensiva.
La società ha infatti provato a dimostrare l’esistenza di una causa di forza maggiore, sostenendo che il mancato rispetto della scadenza fosse direttamente collegato a una serie di intimidazioni e pressioni subite nelle scorse settimane. Una tesi che, tuttavia, non è bastata ad alleggerire le sanzioni.
La sentenza conferma le indiscrezioni che da giorni circolavano nell’ambiente, ma c’è chi temeva una sanzione ancora più pesante, alla luce dei provvedimenti adottati in situazioni simili nei confronti di altre società. Ora il Foggia dovrà affrontare la prossima stagione con un handicap in classifica e senza il suo vertice amministrativo, almeno fino a inizio 2026.
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