Il Foggia se la cava a buon mercato. Il TFN infligge solo 3 punti di penalizzazione, ma il club ricorrerà in appello

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Il Foggia se la cava a buon mercato. E può tirare un sospiro di sollievo, perché senza la bufera giudiziaria che si è abbattuta sul club le cose sarebbero andate molto diversamente. Il Tribunale Nazionale Federale dopo due rinvii ieri si è pronunciato sul deferimento del 5 maggio scorso che aveva colpito la società di Nicola Canonico per inadempienze amministrative, infliggendo 3 punti di penalizzazione che adesso dovranno essere scontati nella stagione che parte il prossimo 24 agosto. Non ha usato la mano pesante l’organo giudicante nei riguardi del Foggia, sul cui capo pendevano ben 4 inadempienze: stipendi e contributi irpef ed inps non corrisposti entro lo scorso 16 aprile, e incentivo all'esodo. Se applicate le norme, sarebbero stati 2 punti ad infrazione che avrebbero portato ad un handicap iniziale addirittura di -8. E invece c’è stato lo sconto, così come auspicato dal legale del Foggia Edoardo Chiacchio e dell’amministratore giudiziario Vito Chionna, ieri presenti entrambi a Roma. Già al termine dell’udienza traspariva un cauto ottimismo nell’entourage rossonero: “Sia la difesa che il Tribunale di Bari hanno fatto un gran lavoro - il commento a caldo di Chiacchio -, adesso vediamo cosa succederà”. La linea difensiva ha insistito nel propendere per la tesi secondo la quale i mancati pagamenti furono determinati da causa di forza maggiore. Più nello specifico a intimidazioni di stampo criminale e non a difficoltà economiche, confermate inesistenti dalla Co.Vi.So.C. in sede di iscrizione del club. L’attesa per conoscere il pronunciamento definitivo del TFN è durata poco, nel primo pomeriggio puntuale è arrivata la sentenza: “Il Tribunale Federale Nazionale, Sezione Disciplinare, definitivamente pronunciando, irroga le seguenti sanzioni: al sig. Michele Bitetto, mesi 6 di inibizione; alla società Calcio Foggia 1920 Srl, punti 3 di penalizzazione in classifica, da scontare nella corrente stagione sportiva”.

Partirà dunque in salita la stagione dei rossoneri, che si attesteranno ai nastri di partenza a -3.  Alla fine parzialmente riconosciuto l’impedimento a rispettare la scadenza di stipendi e contributi dopo l’intervento Antimafia che ha messo sotto amministrazione giudiziaria il club.  In prima serata è poi arrivata anche la nota ufficiale del Foggia, che ha chiarito alcuni punti della sentenza: “In data odierna, innanzi al Tribunale Federale della FIGC, si è tenuta l’udienza relativa al deferimento della Calcio Foggia1920 s.r.l. e dei suoi dirigenti per il mancato pagamento di stipendi, fiscalità e previdenza da marzo ‘25 in poi, per il quale la società, come noto, correva concreto rischio di penalizzazione fino a n. 8 punti da scontare nella classifica del prossimo campionato di Serie C.  All’udienza, con il difensore della società avv. Edoardo Chiacchio, ha partecipato anche l’Amministratore giudiziario prof. avv. Vincenzo Vito Chionna il quale ha potuto illustrare il delicato e complesso contenuto dei nuovi documenti dei quali il Tribunale di Bari Sezione Misure di Prevenzione ha autorizzato il deposito e, in particolare, della Proposta di Richiesta di Misura di Prevenzione della Procura Nazionale Antimafia, della Procura della Repubblica di Bari e della Questura di Foggia. Tutto ciò al fine di dare evidenza e conto della c.d. “forza maggiore” quale causa di non punibilità dei ritardati pagamenti, da un canto costituita dalla provata intimidazione criminale non occasionale tesa a indurre la proprietà, tra l’altro, alla cessione della società a terzi graditi e dall’altro all’epoca nemmeno ostensibile quale giustificazione delle condotte per i vincoli di segreto istruttorio derivanti dalla pendenza delle indagini nate dalle denunce del Foggia Calcio 1920 s.r.l... Il Procuratore Federale aggiunto intervenuto stamane in udienza, dopo aver definito il giudizio sportivo “epocale” perché legato per la prima volta alla conseguita prova di tal particolare genere di c.d. “forza maggiore”, ha condiviso le argomentazioni dell’Amministratore giudiziario della Calcio Foggia 1920 e del suo difensore e, a quanto consta, per la prima volta nella storia dei procedimenti federali aventi ad oggetto il deferimento per mancato pagamento, ha chiesto al Tribunale Federale il proscioglimento della società e dei suoi dirigenti la cui buona fede è stata riconosciuta, tra l’altro, sia perché tutti gli arretrati sono stati saldati non appena le condizioni lo hanno permesso (cioè subito dopo gli arresti del 19 maggio ‘25 e la cessazione delle minacce), sia perché è stata data prova dell’esistenza in cassa dei fondi necessari. Il  Tribunale Federale, a scioglimento della riserva, sempre in data odierna ha comunicato alle parti il dispositivo... La decisione non convince ancora del tutto sul piano tecnico-giuridico la Calcio Foggia 1920 s.r.l. e l’Amministrazione giudiziaria che, all’esito della meditata lettura delle motivazioni, nei modi e tempi di legge potranno proporre appello per vedere riconosciuta anche dall’Organo Giudicante la piena non punibilità della Calcio Foggia 1920 s.r.l. e, quindi, un principio di non punibilità per c.d. “forza maggiore” che porti all’annullamento di ogni sanzione”.

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