La domanda sorge spontanea: a che serve un ritiro pre-campionato sulla falsariga di quello che ha svolto finora il Foggia a Trinitapoli, se poi manca la materia prima, nel caso di fattispecie i calciatori? Se lo starà cominciando a chiedere anche il signor Delio Rossi, che sta allenando più per diletto un gruppo che non può sentire suo, perché del Foggia che vorrebbe guidare nella stagione che ormai bussa alle porte non c’è ancora traccia.
Già, proprio così, dei 16 elementi al momento a disposizione si è no ne resteranno la metà, considerato che obiettivo del club è fare piazza pulita e creare discontinuità col più recente passato: il repulisti ha già riguardato parte della squadra invisibile, ora da dietro alla scrivania si passa al campo.
Nuovo di zecca lo staff tecnico (a parte il preparatore dei portieri Botticella ed il ritorno del match-analyst Piero Colangelo), nuovo anche lo staff sanitario e quello dei fisioterapisti (si rivede Giuseppe Rabbaglietti, figlio dello storico masseur Lino), un investimento non di pochi spiccioli per patron Canonico, che ha preteso anche l’inserimento di un nuovo team manager in luogo di Diego Valente.
Una rivisitazione a tutto tondo che lasciava presagire profondi sconvolgimenti anche nell’organico, ma che cozza con l’immobilismo che continua a registrarsi sul mercato. Il Foggia ad oggi si segnala per il triste primato di essere la formazione che più di tutte nel raggruppamento meridionale accusa un preoccupante ritardo sulle dirette concorrenti. Anche su quelle che verosimilmente lotteranno per evitare la retrocessione.
E a poco più di dieci giorni dalla prima uscita ufficiale stagionale non si intravede ancora una parvenza di squadra. Un fatto più unico che raro, il Foggia è ancora uno scarabocchio, e per quanto si imponga una accelerata, sembra che la questione non desti particolare preoccupazione.
L’unica certezza è rappresentata da Delio Rossi, che di concerto col ds Musa, sta cercando di individuare quella quindicina di profili idonei ad imbastire la stagione senza troppi traumi. Del Foggia che nascerà dalle ceneri dell’ultimo, che almeno ha evitato l’onta della retrocessione in D, non resterà traccia, ormai è assodato che anche i vari De Lucia, Felicioli, Tascone e Orlando (gli unici over al momento in organico, a parte i nuovi arrivi) sono destinati a cambiare aria, per loro non ci sarà più spazio nel gruppo che con grande fatica sta prendendo forma. Il problema è capire con chi, e soprattutto quando, saranno rimpiazzati.
Già perché poi al di là di assemblare un organico linea verde, ci sarà bisogno di supportarlo con alcuni elementi di provata esperienza, che conoscano a fondo la categoria. Altrimenti si corre il rischio concreto di fare un pericoloso salto nel buio. Sembrerebbe, nel frattempo, che anche gli under non abbiano convinto appieno, per cui non sono esclusi tagli anche su questo versante.
Sul fronte nuovo arrivi, invece, tutto ancora tace: dopo Winkelmann, Garofalo e Bignami, si guarda in casa Lecce per chiudere per qualche altro giovane in esubero: Rashidi, Addo e Aklil i nomi più gettonati, difficile invece arrivare a Bertolucci, che ha estimatori anche in B.
Inutile aggiungere che una situazione così deficitaria finisca con il condizionare, e non poco, la preparazione: pochissimi gli effettivi a disposizione, cosa che rende impossibile anche organizzare i fondamentali test amichevoli precampionato. La settimana che va a cominciare dovrebbe diradare finalmente le nubi e consentire a Rossi di iniziare a lavorare su un gruppo finalmente più corposo.
Anche se infatti non giungono conferme dall’entourage rossonero, dovrebbero essere perfezionate diverse operazioni in entrata. Per quanto non sia da escludere che per gli over il Foggia aspetterà gli ultimissimi giorni di mercato per avere a disposizione un maggiore ventaglio di soluzioni. Su un aspetto tutti però a questo punto dovrebbero essere d’accordo: d’ora in avanti non c’è più un minuto da perdere.
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