Due rinvii di fila stanno lì a testimoniare che il caso è atipico e rappresenta un unicum nel suo genere. Motivo per il quale infliggere o meno una penalizzazione è una decisione che va meditata fino in fondo. Avendo possibilmente a disposizione tutti gli elementi utili per emettere un verdetto che alla fine sia il più possibile equo. Oggi è il giorno del giudizio in casa Foggia: davanti al Tribunale Federale Nazionale si decide nel merito del deferimento che lo scorso 5 maggio raggiunse il club rossonero per violazioni amministrative a seguito della segnalazione della Covisoc. È un pronunciamento che tiene con il fiato sospeso il club di Nicola Canonico, che lotta contro il tempo per recuperare il gap iniziale accumulato in questi mesi, e che può in qualche modo orientare la stagione rossonera. Nello specifico, il deferimento riguarda il mancato pagamento di stipendi, imposte e contributi previdenziali relativi a marzo scorso, e che avrebbero dovuto essere corrisposti entro la data del 16 aprile. Come si ricorderà il 19 maggio, nel giorno in cui venivano inflitti 14 punti di penalizzazione al Messina e 9 alla Triestina, il Tribunale Federale accolse l’istanza di rinvio da parte dell’avvocato Edoardo Chiacchio, legale del Foggia, che chiese la sospensiva appellandosi alla vicenda legata alle presunte infiltrazioni mafiose che avevano interessato il club, e spinto la DDA a porre il sodalizio rossonero sotto amministrazione giudiziaria. Ed anche il 19 giugno successivo si è proceduto ad un nuovo slittamento dell’udienza, in attesa di ulteriori approfondimenti.
La società, infatti, nel frattempo ha presentato prove documentali, legate a una presunta situazione di intimidazione mafiosa che sarebbe alla base dei ritardi nei pagamenti. Il Procuratore Federale in entrambi i casi non si è opposto al rinvio, in considerazione anche dell’eccezionalità del caso. Oggi il Foggia Calcio davanti al TFN proverà a dimostrare che i ritardi accumulati nello scorso aprile furono determinati da circostanze eccezionali, e per suffragare la sua tesi farà leva anche su quanto evidenziato nell’articolata documentazione messa a disposizione dall’amministrazione giudiziaria.
“Ho fatto la mia relazione al Tribunale dopo il rinvio al 31 luglio perchè l’autorità giudiziaria ha valutato che ci fosse connessione tra l’intimidazione e l’impossibilità di pagare - ha spiegato l’amministratore giudiziario Vito Chionna lo scorso 24 luglio, nel giorno del raduno ufficiale del Foggia a Trinitapoli -. Il documento specifica che nei quattro mesi in cui non ha pagato era vincolato. Con questo documento, depositato in queste ore, rafforzeremo il nesso di casualità e la forza maggiore. Certezze non ne abbiamo in merito alla penalizzazione, ma comunque abbiamo fatto il massimo”.
Potrebbe dunque fare giurisprudenza il Foggia con questo caso che per la giustizia sportiva non sarà semplice da districare. Il club rossonero rischia, nel concreto, dai 4 ai 6 punti di penalizzazione da scontarsi nella stagione agonistica 2025-26, una sanzione che a maggio scorso sembrava scontata per via delle inadempienze accumulate, ma che non è detto non possa presentare qualche sorpresa alla luce degli eventi che hanno interessato il club. La strategia del Foggia, con il supporto dell’amministrazione giudiziaria, è spiegare che sull’inadempienza della società ha pesato il condizionamento esterno, di matrice criminale, poi svelato dalle carte dell’inchiesta.
L’obiettivo è provare a schivare la penalizzazione o quanto meno ad ottenere una riduzione della sanzione prevista dalle norme federali. La sentenza è attesa nel pomeriggio. Dovesse farla franca, il club di Canonico si ritroverebbe in una situazione di maggiore serenità in un frangente in cui è impegnato in prima linea sul mercato nell’allestimento dell’organico. Se viceversa dovesse abbattersi la scure del procuratore federale, il Foggia si vedrà invece costretto a serrare al massimo i tempi, in considerazione che al 31 di luglio si ritrova con una rosa stringatissima che, se non adeguatamente puntellata, pare destinata ad andare incontro ad una nuova stagione di grande sofferenza.
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