Un punto che vale oro: il Manfredonia tiene botta a Gravina. Lo 0-0 di Gravina è un risultato pesante per il Manfredonia, ottenuto nonostante l’assenza di diversi titolari e un’illuminazione ai limiti del praticabile che ha reso la sfida ancora più insidiosa. I biancazzurri hanno saputo restare solidi, attenti e concentrati per tutto l’arco della gara.
Il primo tempo vive di fiammate intermittenti. Dopo un avvio propositivo del Manfredonia, è il Gravina a creare il primo brivido con Chiaradia, che sfiora il palo dopo una percussione di Gnago.
I sipontini rispondono con Giacobbe – tiro deviato in corner – e poi con Babaj, che dal lato mancino calcia forte ma sfiora il palo. L’episodio più discusso arriva al 45’: Urain viene steso in area, il contatto sembra evidente, ma l’arbitro lascia correre tra le proteste biancazzurre. Poco dopo arriva la fine della prima frazione.
Nella ripresa il Gravina parte più deciso. Molina ci prova due volte, trovando prima la deviazione di Spinelli e poi l’intervento sicuro di Brahja. Al 15’ arriva il momento più elettrizzante del match: Gnago colpisce due pali nella stessa azione, un doppio rimbalzo che gela il Manfredonia e accende i tifosi locali. Un minuto dopo Viti segna, ma il tocco di mano è evidente e il gol viene annullato senza esitazioni.
Il Manfredonia però non arretra, nonostante la difficoltà nel gestire una rosa ridotta. Babaj prova a dare profondità, mentre Urain al 32’ ha tra i piedi la più grande occasione della sua partita: riceve solo al centro dell’area, ma un controllo impreciso gli toglie la possibilità di calciare. Sul fronte opposto, Molina trova ancora una deviazione in angolo.
Nel finale arrivano cambi studiati per dare energie fresche, e la squadra resiste con ordine agli ultimi assalti dei gialloblù. Il triplice fischio chiude una sfida intensa, equilibrata, piena di duelli e di coraggio. A livello tecnico non è stata una partita scintillante, ma è stata una prova di maturità del gruppo, che ha saputo sopperire alle assenze, restare unito e portare a casa ciò che la gara poteva dare.
Un punto che fa classifica e morale, perché conquistato su un campo difficile, contro un avversario in salute e in un momento della stagione in cui ogni dettaglio pesa. È il genere di pareggio che non fa rumore, ma costruisce fiducia. Il Manfredonia torna a casa con la consapevolezza di essere squadra: compatta, viva, determinata. E questa, a volte, vale quanto una vittoria. Soprattutto in una trasferta come quella di Gravina, giustamente molto temuta alla vigilia, per la forza che i murgiani sanno sprigionare fra le mura amiche.
L’undici di Pezzella però supera a pieni voti il test e guarda con rinnovato ottimismo al futuro in campionato. Alle porte bussa il super derby con l’Heraclea Candela.
(Foto: L. Melcarne)
FBC GRAVINA-MANFREDONIA 0 - 0
FBC GRAVINA (3-5-2): E. Colzani, G. Chiaradia, R. Morichelli, G. Alba, A. Basanisi, J. Molina Gonzàlez, S. Llamas, M. Perri, Y. Gnago, G. Viti, P. Lagonigro
A disposizione: E. Alloj, M. Meliddo, D. Santoro, C. Maffei, G. Fossati, D. Dachille, M. Paparella, A. Fineo, F. Perestrello Vaz
All: Ragno Nicola
MANFREDONIA CALCIO 1932: T. Brahja, U. De Luca, G. Ceparano, D. Babaj, M. Giacobbe, E. Urain Aird, S. Giglio, V. Di Maso, L. Biagioni, G. Rondinella, M. Spinelli
A disposizione: C. Sibilano, R. Fatone, B. Cicerelli, G. Severino, A. Belloisi, G. Carullo, G. Prencipe, M. Scoccola, J. Okoh
All: Pezzella Luigi
ARBITRO: G. Bonasera;
ASSISTENTI: F. Serusi, M. Cordeddu
AMMONITI: 13' pt U. De Luca (M), 25' pt M. Spinelli (M), 6' st R. Morichelli (F), 10' st G. Rondinella (M), 31' st A. Basanisi (F)
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