Serve solo vincere. Stasera per abbandonare l’ultima piazza, al momento condivisa con il Picerno, per il Foggia non c’è altro risultato utile che la vittoria. Assente ingiustificata ormai da un mese, da quel 18 ottobre in cui i rossoneri si imposero di slancio a Casarano dando l’impressione che il brutto anatroccolo di Delio Rossi potesse trasformarsi in cigno. Ed invece è stato proprio da quei 90’ che il Foggia ha perso la bussola ed è precipitato in classifica. Costringendo Rossi alla resa e la squadra a prendere definitivamente coscienza dei suoi limiti attuali. Che sono marchiani, e che di certo un semplice avvicendamento in panchina non possono d’amblè mascherare.
Ecco perché oggi (ore 20.30) nel prevedibile deserto dello Zaccheria anche un pari con la frizzante Cavese di Prosperi sarebbe un risultato inutile, che servirebbe solo ad amplificare una crisi che ormai è nei fatti. E che neanche la cura-Barilari sembra in grado di scongiurare.
I risultati di ieri, con la vittoria esterna del Siracusa a Picerno e del Cerignola a Giugliano, rendono questa sfida odierna uno snodo cruciale nella stagione del Foggia, che non può più rinviare l’appuntamento coi 3 punti se non vuole che questa stagione diventi una lenta ed insostenibile agonia.
Il problema è che di fronte c’è un avversario tutt’altro che malleabile, i blufoncè sono imbattuti da 4 turni (3 vittorie ed un pari), e in poco meno di un mese la posizione di Prosperi in panchina si è così rinsaldata che addirittura adesso si profila un imminente rinnovo per il tecnico pescarese. Che pareva destinato all’esonero, e che coi successi su Cerignola, Crotone e Potenza ed il pari di Picerno ha definitivamente svoltato.
Nello stesso periodo il Foggia ha compiuto il percorso inverso: perché dall’exploit di Casarano giunto nello stesso giorno della vittoria della Cavese a Cerignola, poi Garofalo e soci hanno sempre perso, consentendo ai campani di sopravanzarli adesso di 5 punti in classifica.
Senza, quindi, un colpo d’ali questa sera comincerebbe a diventare pleonastico parlare di salvezza, lo sa bene Enrico Barilari che dopo il debutto-choc col Benevento vuole rianimare i suoi ed un ambiente sempre più sfiduciato. Come possa riuscirci resta da stabilirlo, atteso che la squadra così com’è non sembra avere grandi margini di miglioramento. Almeno fino a quando da un lato non recupererà a tempo pieno Petermann e Castorri, le cui assenze hanno pesato in termini di risultati e classifica. E dall’altro non si interverrà in maniera chirurgica sul mercato di riparazione per riassemblare un organico che necessita di rinforzi veri.
Già, perché poi il vero rischio che si corre in questo frangente di stagione che può risultare decisivo, è di credere che il cambio in panchina possa dettare la svolta, quando invece servirebbe correre ai ripari per tempo per evitare di staccarsi troppo in classifica. E consentire a Barilari di spezzare la striscia di risultati negativi e di salvare il salvabile.
Il Foggia che segna col contagocce (un gol ogni due gare circa) e la cui sterilità è ormai cronica, non può sperare di invertire il trend negativo senza poter far leva su un attaccante che inquadri finalmente la porta.
Il recente divorzio da Rossi lascia presumere che in casa rossonera, a cominciare dai vertici societari, si sia convinti che finora la squadra non abbia espresso il suo reale potenziale, e che con Barilari si possa risalire in fretta la china. Questione di punti di vista, anche se quell’ultimo posto che grida vendetta, ormai da qualche tempo ha fatto accendere la spia e messo a nudo le incongruenze di una annata che non promette fin da ora nulla di buono.
Lo scontro diretto con la Cavese dirà da che parte pende l’ago della bilancia, e se davvero vi siano margini per sperare in una ripresa. Gli ultimi 3 ko consecutivi dicono altro, ma mai dire mai. Intanto però stasera serve solo vincere. A scanso di equivoci...
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