Foggia Calcio senza Musa ispiratrice: apporto impalpabile del ds, ma ruolo decisivo per scelta Barilari

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Non pervenuto. In un frangente in cui la sua presenza dovrebbe avere un peso specifico nel tranquillizzare una tifoseria che è sulle spine e che comincia già a prepararsi al peggio, Carlo Musa è assente ingiustificato. Sempre defilato e dietro le quinte, lontano il più possibile dai riflettori. Un cliché consolidato, che a Foggia sotto la gestione-Canonico è diventata routine. In un momento così delicato, ci sarebbe da provare a giustificare il cammino di una squadra che si è infilata in un pericoloso tunnel, da mettere sotto pressione un gruppo che sembra refrattario ad ogni tipo di emozione.

Magari non guasterebbe anche anticipare quale potrebbe essere la strategia di mercato da mettere in campo per il prossimo gennaio, nell’ottica di un Foggia assoluto protagonista nel tentativo di puntellare un organico che ha mostrato abbondantemente tutti i suoi limiti. 

E invece zero assoluto. A metterci la faccia, sporadicamente c’è solo il patron. Per il resto tabula rasa. Solo qua e là qualche comunicato che quasi sempre serve solo ad alimentare ulteriori polemiche. E’ un silenzio avvilente. Che inquieta e che è tutto da interpretare. 

Ovviamente Musa in un frangente come questo qualcosa la direbbe pure. Come peraltro gli è già capitato di fare. Ma spesso le sue parole vengono smentite dai fatti. Che vanno nella direzione diametralmente opposta alle sue previsioni. L’ultima volta che il 35enne direttore sportivo romano è apparso in pubblico è stato l’8 novembre scorso, in occasione della presentazione ufficiale del tecnico Enrico Barilari, subentrato in corsa a Delio Rossi. Una scelta, quest’ultima, di cui Musa pare si sia assunto la paternità, visti anche i recenti trascorsi con l’allenatore ligure a Sestri Levante. 

In una delle rarissime occasioni nelle quali si è concesso a microfoni e taccuini, il dirigente ha provato a giustificare il divorzio da Rossi (in difesa del quale avrebbe dovuto e potuto fare decisamente meglio), ed ha anticipato per grandi linee le direttrici del nuovo corso: “A seguito delle ultime prestazioni e dei risultati ottenuti, abbiamo avuto un confronto interno che ci ha portato a una svolta. Una volta presa la decisione insieme alla società, ci siamo subito mossi per capire come proseguire. Abbiamo contattato Barilari, un ottimo allenatore che conosce bene il nostro girone e che abbiamo ritenuto facesse al nostro caso. Sono certo che, uniti, potremo raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissati”.  

Così, invece, si era espresso sul mercato: “Faremo delle valutazioni insieme al tecnico e vedremo su quali reparti intervenire. Le prestazioni attuali ci dicono che la squadra non sta rendendo come dovrebbe: lo sanno anche i giocatori, e la società si è fatta sentire con loro. Nel mercato estivo tutti conoscevano la situazione e le difficoltà che abbiamo dovuto affrontare. Non voglio che i ragazzi si abbattano ulteriormente: mi auguro che da ora in avanti possano offrire prestazioni migliori”. 

Frasi di circostanza, che per il momento non hanno trovato alcun riscontro sul campo, e che fanno il paio con quelle che Musa rilasciò  ai primi di settembre scorso, appena il mercato estivo aveva chiuso i battenti: “Ovviamente si poteva fare meglio, qualche accordo lo potevamo chiudere ma credo che abbiamo allestito una squadra completa - esordì sbilanciandosi troppo frettolosamente -. Ci sono giocatori che hanno bisogno di tempo, ma sono fiducioso perché il gruppo soprattutto con il Sorrento ha mostrato un’ottima reazione. Rossi ora valuterà come mettere in campo la squadra, siamo partiti con una idea di 4-3-3, poi abbiamo cambiato qualche idea perché alcuni profili non erano funzionali, quindi siamo andati sul 3-5-2, ma questa rosa può permettersi di giocare anche con altri moduli. Le difficoltà sono state dettate dalla precedente stagione dove sono accadute delle cose che sono sotto gli occhi di tutti, ma quelli che sono arrivati sono stati convinti di venire. Foggia a volte viene vista in maniera negativa ma io finora ho avuto esperienze positive - concluse -, spero che si riesca a ricreare una nuova ‘verginità’ come ha sottolineato anche il nostro allenatore”. 

Per la cronaca Musa arriva a Foggia su assist di Dario Rossi, figlio di Delio ed oggi direttore dell’area scouting dell’Atalanta. Si era proposto per un colloquio con l’ex presidente e venne accontentato, per quanto la conoscenza fosse solo estemporanea. Delio Rossi avrebbe gradito un ds con maggiore esperienza, un Fabio Lupo o un Beppe Di Bari, tanto per intenderci. 
Tutti sappiamo poi come è andata. 

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testatina dillo al direttore WEB

 



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