Il caso, Rimini ai titoli di coda: dietrofront Di Matteo, salta l’accordo con la Building Company

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Il Rimini imbocca la strada più dolorosa. Ieri la società biancorossa ha presentato in tribunale la richiesta di liquidazione volontaria, un atto che potrebbe comportare l’esclusione immediata dal campionato di Serie C, già a partire dalla gara in programma domenica al “Neri” alle 12.30 contro la Torres.

È l’epilogo di mesi tormentati, segnati da passaggi societari caotici, ricorsi, penalizzazioni e un malessere della piazza sempre più evidente. La notizia è stata confermata dal sindaco di Rimini, Jamil Sadegholvaad, che non ha nascosto l’amarezza: “Apprendo dell’iscrizione in Camera di Commercio della decisione dell’Assemblea dei Soci di mettere in liquidazione il Rimini Calcio - ha detto -. Il bilancio depositato martedì scorso riporta una perdita al 30 giugno ‘25 di oltre 4 milioni di euro. È un epilogo doloroso, ma non inaspettato viste le incredibili vicende societarie degli ultimi mesi”.

Il primo cittadino ha annunciato che il Comune è già in contatto con le istituzioni calcistiche per gestire la fase transitoria e capire quando poter intervenire legalmente per tutelare la continuità sportiva. Con la messa in liquidazione tutti i contratti dei giocatori decadono. La rosa guidata da D’Alesio, già falcidiata dalle incertezze, potrà svincolarsi e cercare una nuova destinazione già dal mercato invernale.

Un colpo durissimo per un gruppo che fin qui aveva provato a isolarsi dal caos, conquistando 11 punti sul campo, insufficienti però a compensare i -16 di penalizzazione che tengono il Rimini a quota -5 in classifica. La giornata nera era cominciata presto. In mattinata il gruppo societario di Nicola Di Matteo aveva annunciato il proprio passo indietro, ritirandosi dal preliminare firmato il 6 novembre con la Building Company.

Le motivazioni: quote societarie ancora bloccate dal tribunale di Milano nonostante i 250mila euro versati per sbloccarle e il rischio di ulteriori penalizzazioni per violazioni amministrative non messo sul piatto al momento della firma. La proprietà ha parlato apertamente di tutela legale.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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