Se la svolta sia dietro l’angolo e si possa finalmente imbastire una trattativa che possa sfociare nel sospirato closing, al momento è prematuro stabilirlo. Sarebbe come sperare in una vincita milionaria al Superenalotto.
Chi di questi tempi si avvicina al Foggia, lo confermano gli ultimi approcci, nella maggior parte dei casi non sembra animato da buoni propositi. E dunque il pessimismo è dilagante rispetto a quelle che potranno essere le sorti del club. Che però si avverta la necessità di un cambio di passo (leggasi cambio al vertice) dopo un lustro di tormenti è certo.
Qualcosa nell’ombra e sotto traccia si muove, a conferma che gli appetiti attorno al Foggia non si sono mai sopiti: nel breve ci sarebbe l’imprenditoria locale che pare sia tornata a bussare alla porta di Nicola Canonico, in questi giorni infatti sarebbe stata formalizzata una manifestazione d’interesse che vedrebbe in prima linea la proprietà dell’Heraclea (supportata da un numero piuttosto consistente di possibili investitori del territorio di Capitanata) che avrebbero posto come scadenza il 19 dicembre per ottenere il placet ad avviare la trattativa.
C’è poi l’opzione che chiama in causa Luigi Iosa, l’avvocato 53enne cassazionista, consulente di alcuni importanti gruppi imprenditoriali, che sta lavorando ad una proposta più articolata che ha nel Master di alta formazione di II livello rivolto alle energie alternative l’appiglio per coagulare forze attorno al Foggia. È una ipotesi suggestiva e di ampio respiro che, dovesse trovare terreno fertile, potrebbe cambiare il corso della storia rossonera.
Ma siamo solo alle prime battute, come riconosce lo stesso Iosa, che dalla sua spera di far valere gli agganci giusti affinché l’operazione decolli. Tempi medio-lunghi davanti, 6 mesi o giù di lì per chiudere il cerchio. Troppi? Dipende dai punti di vista. E, soprattutto, dalla volontà della proprietà di passare una volta per tutte la mano.
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