“Prendere il club porta male, va estirpata delinquenza prima che l’imprenditoria locale torni ad interessarsene”. Così il 28 febbraio scorso si esprimeva il presidente di Confindustria Potito Salatto sui possibili appetiti locali registrati attorno al club. Ed il suo pensiero, all’epoca, era indicativo del clima che si respirasse in città, poco incoraggiante a credere a possibili ritorni di fiamma. Cosa ci facesse allora l’imprenditore della sanità privata foggiana lunedì sera in tribuna allo Zaccheria in occasione di Foggia-Monopoli resta un mistero.
Soprattutto se si considera che l’interessato non ha mai avuto slanci particolari per il calcio a tinte rossonere. E, quando in passato ha deciso di cimentarsi in ambiti squisitamente sportivi lo ha fatto, e ad ottimi livelli, con la Villa Igea e nel basket in A2.
Indecifrabile, dunque, la sua presenza allo stadio.
Avvicinato ai microfoni di Foggia Tv Salatto ha dribblato, rimanendo sul vago e soffermandosi più in generale su quello che è il momento in casa rossonera. Ma quando ha dichiarato di essere in osservazione allo Zaccheria, e che per il Foggia comunque una soluzione va trovata, implicitamente ha ammesso di non trovarsi lì per caso.
In avanscoperta, allora? E, eventualmente, per conto di chi, visto anche il ruolo istituzionale che ricopre?
Che Confindustria mostri un rinnovato interesse verso il Foggia non può e non deve sorprendere. Che poi sottotraccia si stia già muovendo qualcosa è un altro discorso, e resta tutto da dimostrare.
Magari nell’immediato non accadrà nulla, ma che l’impresa locale resti sempre meno sorda all’SOS lanciato dall’attuale proprietà (che a più riprese sta manifestando la volontà di defilarsi), è chiaro.
Top secret i possibili sviluppi.
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