Accompagnati dalle rispettive consorti, e con la benedizione del presidente di Camera di Commercio Pino Di Carlo presente nella sala conferenze Fesce dello Zaccheria, ieri alle 5 della sera è iniziata l’era del binomio Casillo-De Vitto in seno al Foggia.
Molto pragmatismo e voglia di recuperare il tempo perduto nelle parole dei due nuovi azionisti del club rossonero, che hanno già incontrato squadra, tecnico e ds (oggi già il primo rinforzo?) e che sono concentratissimi sulla sfida-salvezza di domenica col Giugliano che mette in palio punti pesantissimi. Al loro fianco c’erano anche i massimi esponenti della Fondazione La Capitanata per lo Sport (il dg Sario Masi ed il presidente Aristide Guerrasio), che ha svolto un ruolo preminente per il buon esito della trattativa.
E proprio dalla Fondazione è partito Gennaro Casillo, seduto lì dove fino a qualche anno fa papà Pasquale era solito rubare la scena: “Ringrazio Sario ed Aristide e tutti i professionisti che hanno lavorato per la buona riuscita della trattativa - ha esordito -. Ma un ringraziamento speciale va a Giuseppe ed Antonio De Vitto che hanno avuto la mia stessa sana follia nel portare avanti questo ambizioso progetto. Per me è un sogno che si realizza, non nascondo che abbiamo avuto coraggio, ma alla fine siamo stati premiati. Sono stati giorni di grande fibrillazione. Siamo stati sommersi dagli attestati di stima, in tanti ci hanno chiesto di stare al nostro fianco. Pensiamo ad un progetto comune, che renda partecipi tutti. Ma adesso è prematuro parlarne, innanzitutto c’è da inseguire la salvezza”.
Il sano realismo di Casillo ha preso subito il sopravvento, c’è già da mettere nel mirino una gara delicatissima ma prima, inevitabile, un riferimento ad un passato che ha visto la sua famiglia protagonista assoluta della storia rossonera: “Quello che ha fatto papà era e rimane irripetibile, impossibile fare altrettanto. Noi nel nostro piccolo dobbiamo partire con le nostre idee, senza vivere di ricordi. Dobbiamo tornare a far sentire tutti partecipi. Ma senza fretta: dovremo tornare a vincere con equilibrio e programmazione”.
L’idea, ancora in itinere, è quella di una Consulta Permanente composta da una cerchia di imprenditori che sposi nel tempo il rilancio a tutto tondo del calcio locale, il Modello Foggia non è un’utopia: “Tutto a suo tempo, chi ama questi colori dovrà essere al nostro fianco”. Parole al miele anche per chi ha appena passato la mano: “Nicola Canonico e la sua famiglia sono stati impeccabili. Ieri dopo tante ore trascorse per trovare la quadra abbiamo sorriso tra di noi. Credo abbia capito che persone siamo, e che alla fine sia felice di aver lasciato a noi”.
Nell’immediato nessuna rivoluzione nell’entourage, ma è chiaro che qualche new-entry ci sarà, ed è fisiologica: “Qualcuno entrerà conferma De Vitto -. Questa mattina (ieri, ndr) abbiamo conosciuto il tecnico e parlato con il ds. Barilari ci ha fatto una ottima impressione, massima fiducia in lui, ma collaboreremo anche con Musa. C’è stato anche il primo contatto con la squadra - si è accodato Casillo -. Ho trovato i ragazzi carichi e motivati. Ho spiegato loro cosa sia lo Zaccheria, perché alcuni non lo hanno ancora ben presente. Nel breve ci serve essere operativi su tutto: marketing, comunicazione, biglietteria. Abbiamo davanti quindici giorni di intenso lavoro, ma conta tantissimo domenica”.
Nessun riferimento, invece, ai programmi futuri: “Ci penseremo più avanti. Ovviamente abbiamo delle idee, ma precedenza assoluta al presente”. Il Foggia in cima ai pensieri, ma l’Heraclea meriterà ancora attenzioni molto particolari: “È il nostro gioiello di famiglia - ha incalzato De Vitto - e bisogna rispettare ciò che abbiamo costruito nel tempo a Candela”. Il grande salto in C non li spaventa, anche se entrambi sanno che la percentuale di errore dovrà abbassarsi notevolmente.
Prima regola evitare quella frenesia che a Candela ha giocato brutti scherzi: “La Serie C è diversa dalle categorie inferiori - ha spiegato Gennaro Casillo -. In passato abbiamo vinto, ma sicuramente commesso anche degli errori. Servirà il giusto equilibrio: il Foggia dovrà essere la giusta sintesi fra organizzazione e progettazione. Questa è una di quelle piazze che sono seconde solo alle più titolate di Serie A, la inserisco stabilmente in seconda fascia”. Così invece sul mercato: “Le valutazioni non spettano a noi - hanno ripetuto in coro -. Sappiamo che la squadra ha bisogno di qualcosa e quel qualcosa sarà fatto. Ci siamo assunti l’onere del rischio sportivo, lo sappiamo bene”.
“Una condizione del preliminare sottoscritto - ha chiosato Masi - è proprio quella di intervenire per migliorare la rosa”. Recuperare il tempo perduto uno degli obiettivi nell’immediato: “Domenica recupereremo già il nostro dodicesimo uomo. Sono sicuro che i tifosi saranno al nostro fianco e a quello dei ragazzi, che necessitano del giusto supporto dopo un periodo in cui si sono ritrovati praticamente soli”. Le radici non si dimenticano: “Questa è un’azienda a km 0. Ci sveglieremo la mattina sapendo che c’è il Foggia con gli obiettivi da raggiungere. Chi ci ha seguito nelle nostre precedenti esperienze, sa come siamo. Mettiamo sempre passione, determinazione e serietà”.
La chiosa finale a Pino Di Carlo: “Le cose fatte da Gennaro e Giuseppe, oltre che dalla Fondazione, possono sembrare scontate ma non è così. Per avere prospettive ci vuole un modello. Anche i tifosi hanno civilmente disertato lo stadio per esprimere dissenso. Sognare è lecito per tutto, ma bisogna farlo con i piedi per terra. Con l’aiuto del tessuto imprenditoriale si può fare tanto”.
How to resolve AdBlock issue?


(condividi) in basso allo schermo,
(Aggiungi alla schermata Home).