Giocare e vincere può avere un senso, se poi il paradosso è che martedì prossimo si corre concretamente il rischio di ritrovarsi con 3 punti in meno in classifica?
Se lo stanno cominciando a chiedere in casa Foggia in queste ore che dividono dalla sfida col Trapani. Che da più parti era stata già dipinta come la madre di tutte le battaglie.
E che adesso, alla luce delle ultime indiscrezioni che filtrano, potrebbe risultare inutile e fine a sé stessa.
L’esclusione sarebbe il minore dei mali per la formazione di Pazienza, che d’amblè si ritroverebbe più che mai in corsa per la lotteria degli spareggi-salvezza.
Ma comincia a farsi largo insistente l’ipotesi di una pena più mite in arrivo per i siciliani, che andrebbero incontro solo ad una penalizzazione (-5), e salverebbero così la pelle.
Ipotesi, quest’ultima, che non farebbe far fare salti di gioia ai rossoneri, che comunque scalerebbero un’altra posizione in classifica.
E che, in caso di vittoria domani, vedrebbero prendere forma la soluzione play-out.
La partita resta aperta, anche se il condizionale è più che mai d’obbligo, a maggior ragione se di mezzo c’è la giustizia sportiva.
Meglio non fidarsi, anche se c’è chi sostiene che il match coi siciliani rappresenti solo un artificio attraverso il quale si giungerà poi ad un epilogo che, norma alla mano, parrebbe ampiamente prevedibile.
Nessuna certezza, però, lo sa bene il Foggia che domani riceve allo Zaccheria una squadra che il suo patron Antonini giura sarà presto risarcita del maltolto (penalizzazione compresa).
Ma che fra poche ore la Corte d’Appello Federale potrebbe mandare all’inferno, decretandone la radiazione.
Ci mancava solo questo imprevedibile busillis a movimentare la vigilia dei rossoneri, che già di loro devono fare non pochi giochi d’equilibrio per restare sul pezzo dopo che hanno appena interrotto l’emorragia delle 10 sconfitte di fila e riacceso la fiammella della speranza.
E che ora sono chiamati assolutamente ad evitare cali di tensione di qualunque tipo in vista dei 90’ più anomali della stagione.
Sarà, a prescindere, partita vera e senza esclusioni di colpi, anche perché martedì è lontana e fino ad allora potrebbe accadere tutto ed il contrario di tutto.
Il sospetto però che questo Foggia-Trapani abbia tutti i crismi di una gara solo virtuale e che possa portarsi dietro inevitabili strascichi esiste.
Motivo per cui toccherà ai due tecnici mantenere alta la concentrazione fino all’ingresso in campo. Il Foggia farà l’impossibile per tornare a vincere dopo oltre due mesi di astinenza, l’ambiente è carico ed è pronto a dare il suo contributo in fatto di presenze allo Zaccheria: il club con un video emozionale (Foggia siamo noi: per Foggia, per il Foggia) ha colto nel segno chiamando a raccolta i tifosi di ogni estrazione: città e squadra tornano così ad essere un tutt’uno nella gara che può segnare una svolta.
Una spinta che può fare la differenza.
Ma il Trapani di Aronica non molla, e sale in Puglia con il coltello fra i denti, pronto a dare battaglia: certo, la formazione granata non è più quella dell’andata che era stata costruita per competere per il vertice, per strada ha perso i suoi pezzi migliori (da Ciotti a Fishnaller, da Canotto a Salines, Grandolfo e Giron, per finire a Di Noia e Knezovic), e dal mercato di gennaio è uscita con il volto completamente rifatto.
Ma resta pur sempre un organico che seppure rivisitato a tutto tondo ha dalla sua i numeri per centrare l’obiettivo salvezza.
E che, meglio non dimenticarlo, senza i 20 punti di penalizzazione, graviterebbe in zona play-off.
Nonostante tutto.
Va dunque presa con le classiche molle, ma soprattutto va affrontata con l’atteggiamento propositivo, sulla falsariga di quello che il Foggia ha esibito con la Cavese domenica scorsa.
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