Un barlume di speranza in fondo al tunnel. Forse il Foggia la C potrebbe ritrovarla attraverso una porta secondaria. Che improvvisamente si è spalancata dopo che lunedì scorso la FIGC ha approvato le procedure, i criteri ed i termini per le riammissioni, le sostituzioni ed i ripescaggi nei campionati professionistici in vista della stagione sportiva ‘26/27.
Passaggio fondamentale, perché definisce il quadro entro il quale potranno essere eventualmente colmate le carenze di organico nei campionati professionistici, con particolare attenzione anche alla Serie C. Prima ancora delle eventuali procedure di riammissione o integrazione dell’organico, c’è però una data fondamentale: il 16 giugno prossimo. Entro tale termine perentorio, le società di Serie C dovranno depositare presso la Lega Italiana Calcio Professionistico la domanda di ammissione al campionato ‘26/27, contenente anche la richiesta di concessione della Licenza Nazionale. Ai fini dell’ottenimento della Licenza, i club dovranno inoltre versare la tassa di iscrizione al campionato di C.
Il Consiglio Federale ha poi fissato un’altra scadenza chiave: il 20 luglio, che rappresenta il termine perentorio per la presentazione della domanda di integrazione dell’organico relativa a riammissioni, sostituzioni e ripescaggi. Sarà dunque prima definito il quadro delle iscrizioni e delle eventuali mancate ammissioni, poi si potrà ragionare se e come intervenire per completare gli organici.
Il Consiglio Federale lunedì scorso ha confermato in gran parte l’impianto già utilizzato nella stagione precedente, aggiornando però l’ordine di priorità nei ripescaggi in Lega Pro. Ed è proprio questo il punto che sembra aprire spiragli confortanti per il Foggia. In base al criterio dell’alternanza, la precedenza sarà data a una nuova Seconda Squadra di Serie A, poi alla Lega Pro, quindi alla Serie D e infine a un’eventuale Seconda Squadra di Serie A già partecipante al campionato di Serie D.
Il tema, evidentemente, riguarda da vicino il club di Casillo&De Vitto, reduce dalla freschissima e dolorosa retrocessione in Serie D che si è materializzata domenica scorsa con la sconfitta interna con la Salernitana allo Zaccheria. I rossoneri hanno così salutato il professionismo senza passare dai playout, al termine di una stagione estremamente negativa e chiusa con uno degli epiloghi più amari della loro storia. Per avere un quadro il più possibile esauriente circa i possibili scenari che andranno a delinearsi, bisogna fare i doverosi distinguo fra riammissione e ripescaggio, che spesso vengono utilizzati come sinonimi nel linguaggio comune, ma che nelle procedure federali sono nettamente distinte fra loro.
La riammissione riguarda una società che ha appena perso il diritto sportivo a partecipare alla Serie C, quindi una squadra retrocessa dalla Serie C alla Serie D, ma che può ritrovarsi tra i professionisti se si crea una carenza di organico, e se rientra nei criteri previsti. La graduatoria delle riammissioni si basa, in primo luogo, sulla classifica finale della regular season: viene considerata meglio posizionata la retrocessa che ha ottenuto il miglior punteggio tra i tre gironi, poi la seconda migliore retrocessa e così via. In caso di parità contano, nell’ordine, maggior numero di vittorie, maggior numero di reti segnate, minor numero di reti subite e, solo alla fine, il sorteggio.
Questa procedura è riservata alle retrocesse dalla Serie C, ma non basta essere in graduatoria: il club deve anche ottenere la Licenza Nazionale per la Serie C e rispettare i criteri economici, infrastrutturali e amministrativi previsti dalla normativa federale. In tale ottica, il Foggia guarderà con attenzione anche al playout del girone B tra Bra e Torres, con gara d’andata in programma il prossimo 9 maggio a Sestri Levante e ritorno il 16 maggio a Sassari. In caso di retrocessione del Bra, infatti, la formazione piemontese potrebbe diventare una delle dirette concorrenti nella graduatoria delle riammissioni.
Pur avendo raccolto più punti sul campo rispetto al Foggia, il Bra potrebbe dover fare i conti con il tema dell’impianto di gioco, visto che nel corso dell’ultima stagione ha disputato le gare interne allo stadio “Giuseppe Sivori” di Sestri Levante, lontano dalla propria sede naturale. Il nodo, in questo caso, sarebbe legato ai criteri infrastrutturali richiesti per la Licenza Nazionale. Il Manuale FIGC prevede infatti condizioni specifiche anche per l’eventuale utilizzo di un impianto alternativo, collegandolo alla documentazione sull’indisponibilità dell’impianto abituale e agli interventi necessari per l’adeguamento della struttura. Per questo, l’eventuale posizione del Bra andrebbe valutata non solo sul piano sportivo, ma anche su quello infrastrutturale e documentale.
Il ripescaggio, invece, è una procedura diversa, che può coinvolgere società che non erano titolari del diritto sportivo a partecipare a quel campionato, ma che possono essere chiamate a completare l’organico secondo un ordine di priorità stabilito dalla FIGC. In questo senso, è più corretto parlare di integrazione dell’organico, cioè del procedimento ufficiale con cui la Federazione colma eventuali carenze nei campionati professionistici attraverso riammissioni, sostituzioni o ripescaggi. Nel linguaggio comune si parla spesso genericamente di ripescaggio, ma tecnicamente il ripescaggio è solo una delle possibili strade previste all’interno della più ampia procedura di integrazione dell’organico.
Per le società retrocesse dalla Serie C, l’impianto dello scorso anno prevedeva una graduatoria composta da tre parametri: classifica finale dell’ultimo campionato, con peso del 50%, tradizione sportiva della città, con peso del 25%, e numero medio degli spettatori allo stadio, con peso del 25%. La formula finale era quindi: punteggio classifica finale per 0,5, più punteggio tradizione sportiva per 0,25, più punteggio spettatori per 0,25. Questo significa che, in un eventuale scenario di integrazione dell’organico, il Foggia potrebbe far valere elementi importanti come la tradizione sportiva e il seguito di pubblico, due aspetti che storicamente rappresentano un punto di forza della piazza rossonera.
Tuttavia, questi parametri da soli non garantiscono nulla, perché il primo elemento resta sempre l’apertura effettiva di posti vacanti e il rispetto di tutte le condizioni richieste dalla FIGC. Per le società provenienti dalla Serie D, invece, la graduatoria segue un percorso differente: vengono considerate prima le squadre vincenti le finali playoff dei rispettivi gironi, con punteggi legati alla media punti in regular season e con eventuali bonus per Coppa Italia Serie D e progetto “Giovani D valore”; solo successivamente, se necessario, si passa alle perdenti delle finali e poi alle altre aventi diritto secondo le procedure federali. In sintesi, la retrocessione del Foggia resta un verdetto sportivo acquisito. La prima data da monitorare sarà il 16 giugno, quando scadranno gli adempimenti principali per l’iscrizione al campionato di Serie C. Solo dopo, in presenza di eventuali mancate iscrizioni o carenze di organico, si potrà guardare alla scadenza del 20 luglio, termine entro il quale dovranno essere presentate le domande legate a riammissioni, sostituzioni e ripescaggi. Fino ad allora, ogni scenario di ritorno immediato tra i professionisti resterà legato ai posti disponibili, alle graduatorie e al rispetto di tutti i requisiti federali. Ma, nel frattempo, si apre uno spiraglio.
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