Come riferito qui, il 6 settembre 2023 la Procura Federale archiviò la denuncia che era stata avanzata da Pasquale De Meo. Due mesi dopo, il 13 novembre, il responsabile CAN Gianluca Rocchi invia una mail all’assistente arbitrale foggiano indirizzandogli parole piuttosto dure. Oltre agli appositi raduni per il settore arbitrale, la Commissione diretta da Rocchi si avvale anche di alcuni video quiz. “Ci danno una costante risposta in merito alla linea tecnica del gruppo e del singolo associato. Per questo motivo – scrive Rocchi -, trovo alquanto imbarazzante scoprire che nessuna risposta è arrivata da parte tua”. La stilettata è in coda, quando afferma che “per questa Commissione apprendere che un associato, che si tratti di Arbitro, Assistente oppure VMO, non abbia 30' del suo tempo (con 24 ore a disposizione) da dedicare alla parte tecnica, ci obbliga a delle considerazioni ma soprattutto obbliga te ad una profonda riflessione in merito”. Un messaggio inviato a chi, pochi mesi prima, era stato accusato di “creare problemi”, di “inquinare il gruppo”, e di essere “strumentalizzato”. La risposta che De Meo invia il 15 novembre 2023 è un testo che merita di essere riportato quasi integralmente, perché è una delle poche volte in cui un assistente arbitrale risponde frontalmente – con garbo - al designatore senza piegarsi. Rileva “quanto siano dirompenti, intensi e carichi di adrenalina il desiderio e l’energia nella scelta e nell’utilizzo di aggettivi e frasi (anche sprezzanti…) che possano quanto più punire, condannare, denigrare una mia presunta azione”.
Entra nel merito, informando Rocchi che “la mancata effettuazione dei Video Quiz è stata dovuta a motivi tecnici […] problemi di malfunzionamento della connessione […] motivi personali e lavorativi […] e allo strettissimo preavviso occorso nella tempistica della comunicazione”. Con una dignità che stride con il tono della mail ricevuta, aggiunge che si assume “pienamente le responsabilità e mi scuso per l’inconveniente […] benché sia stato assolutamente indipendente dalla mia coscienza e volontà”.
È nella parte finale che De Meo compie un gesto che, nel mondo arbitrale, è quasi rivoluzionario. Scrive: “Non mi aspettavo tanta veemenza, tanta foga, nel tuo rimprovero. […] Non ho la pretesa di avere la tua comprensione, ma il termine ‘imbarazzante’ non lo accetto, la mia dignità non lo accetta, la mia persona non lo accetta. Sarò anche un tuo umile e semplice sottoposto, ma sono prima di tutto un uomo”.
Le due mail del novembre 2023 sono documenti che possono assumere molteplici letture. È lontano quel gennaio 2023 in cui aveva potuto festeggiare la centesima presenza in Serie A. Ma gli ultimi accadimenti gli hanno fatto certamente risvegliare i ricordi della sua successiva e nefasta esperienza.
Lui non rilascia dichiarazioni, ma chi lo conosce bene riferisce che non cerca rivincite. Piuttosto spera che almeno questa volta - le indagini sono affidate ad una Procura estranea agli organi federali – si possa fare piena luce dentro un mondo chiuso a riccio su sé stesso. Ancora per quanto?
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