I presunti responsabili: una coppia, i loro tre figli (due dei quali minorenni) e una 26enne compagna di uno dei ragazzi. Il quadro indiziario è stato ricostruito non solo grazie alla testimonianza della vittima ma anche ai riconoscimenti fotografici dei presunti autori dei delitti, oltre che ai sopralluoghi, agli accertamenti sui telefoni e all'esame dei social network, dai quali è emersa l'esistenza di una delle forme di "˜schiavitù moderna'. Tra le giovani vittime, per lo più sole e non in contatto con la famiglia e due delle quali ancora irreperibili, c'era anche una minorenne incinta, costretta a prostituirsi fino al settimo mese di gravidanza. Una delle persone finite in carcere avrebbe proposto agli altri "la possibilità di vendere il nascituro ad un soggetto da lei conosciuto per la somma di 28mila euro". àˆ stato accertato che nessuna delle vittime poteva scappare dal campo, essendo controllata 24 ore al giorno, sia durante la permanenza nelle baracche, sia durante gli spostamenti, che avvenivano sotto il diretto controllo degli uomini del gruppo criminale e delle donne, fino alla statale 16 - direzione Lucera, posto a circa duecento metri dallo svincolo per via San Severo - dove erano costrette a prostituirsi, dopo essere state accompagnate in auto dagli indagati che continuavano a sorvegliarle nascondendosi nei cespugli. Per di più i fermati, una volta condotte le minorenni nel campo, le privavano dei telefoni cellulari e dei documenti.
Minorenni schiave, torturate e costrette a prostiuirsi da aguzzini Rom. A processo i responsabili
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I presunti responsabili: una coppia, i loro tre figli (due dei quali minorenni) e una 26enne compagna di uno dei ragazzi. Il quadro indiziario è stato ricostruito non solo grazie alla testimonianza della vittima ma anche ai riconoscimenti fotografici dei presunti autori dei delitti, oltre che ai sopralluoghi, agli accertamenti sui telefoni e all'esame dei social network, dai quali è emersa l'esistenza di una delle forme di "˜schiavitù moderna'. Tra le giovani vittime, per lo più sole e non in contatto con la famiglia e due delle quali ancora irreperibili, c'era anche una minorenne incinta, costretta a prostituirsi fino al settimo mese di gravidanza. Una delle persone finite in carcere avrebbe proposto agli altri "la possibilità di vendere il nascituro ad un soggetto da lei conosciuto per la somma di 28mila euro". àˆ stato accertato che nessuna delle vittime poteva scappare dal campo, essendo controllata 24 ore al giorno, sia durante la permanenza nelle baracche, sia durante gli spostamenti, che avvenivano sotto il diretto controllo degli uomini del gruppo criminale e delle donne, fino alla statale 16 - direzione Lucera, posto a circa duecento metri dallo svincolo per via San Severo - dove erano costrette a prostituirsi, dopo essere state accompagnate in auto dagli indagati che continuavano a sorvegliarle nascondendosi nei cespugli. Per di più i fermati, una volta condotte le minorenni nel campo, le privavano dei telefoni cellulari e dei documenti.
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