Super appalti Amiu e cimitero, tutti rinviati a giudizio i nove imputati: ecco di cosa dovranno rispondere

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Sono stati tutti rinviati a giudizio i nove imputati dell’unificato procedimento in corso presso il Tribunale di Foggia relativo ad Amiu Puglia spa e alla gara del cimitero comunale, per fatti avvenuti nel 2023. Rispetto al filone relativo all’aggiudicazione del maxi appalto del 2023 di quasi 18,5 milioni di euro per la gestione del cimitero comunale, andranno a processo il prossimo 5 marzo in quattro: il dirigente sovraordinato barese Domenico Lomazzo (nominato dalla Prefettura e tuttora presente in Comune); il dirigente comunale Paolo Affatato (che era ai lavori pubblici/patrimonio/appalti e contratti, mentre oggi è alle attività produttive); la funzionaria comunale dell’Area tecnica Paola Russo; l’imprenditore foggiano Giuseppe Scommegna. Nel secondo filone su Amiu Puglia spa, la società in house del servizio di igiene urbana partecipata dal Comune di Foggia, rinvio a giudizio per gli altri cinque imputati: l’allora dirigente comunale Concetta Zuccarino, apricenese; il dg Amiu Antonello Antonicelli; il dirigente comunale del Servizio ambiente Saverio Pio Longo, sangiovannese; il funzionario comunale Giovanni Sorbo; l’altamurana Maria Rosaria Mangiatordi, referente del consorzio Conai. Il Comune di Foggia nel 2023, quand’era retto dai commissari straordinari in seguito allo scioglimento per mafia, rinnovò per altri nove anni, e per ben 203 milioni di euro, il contratto inerente al servizio di igiene urbana in favore della partecipata barese. Per l’accusa sarebbe stato “truccato” l’affidamento in house, con accuse a vario titolo di turbata libertà del procedimento di scelta del contraente e falso.  La discussione inerente ad Amiu ha riguardato una richiesta di rinvio a giudizio per diverse imputazioni legate a presunte falsità documentali, irregolarità amministrative, favoritismo e gestione scorretta del servizio di igiene urbana. Viene contestata la condotta dell'ingegnera Zuccarino: l’accusa sostiene che l’allora dirigente, pur consapevole della gravissima situazione del servizio di igiene urbana, abbia attestato il falso nella relazione redatta ex articolo 34 che doveva giustificare l'affidamento in house. Amiu Puglia, secondo accusa e parti civili, sarebbe stata fortemente interessata all'affidamento per controllare l'impianto di trattamento meccanico-biologico di Passo Breccioso, essenziale per coprire i disavanzi della gestione di Bari. Del resto il bilancio Amiu era unico, senza ripartizione proporzionale degli utili.

Il piano industriale a firma dell'ingegnera Mangiatordi è contestato come falso. Il suo contenuto avrebbe dovuto basarsi su realtà concrete per la programmazione a breve, medio e lungo termine, ma gli elementi erano incoerenti con i dati di raccolta esibiti. Questo piano era determinante per il Comune per ottenere finanziamenti pubblici (PNRR, fondi regionali). Una situazione che ha reso evidente la mancanza di controlli, per anni, sull'attività di Amiu Puglia spa. Contestazione molto grave è quella della manipolazione dei dati della raccolta differenziata, truccati al fine di ottenere finanziamenti pubblici. La percentuale di raccolta differenziata sarebbe stata falsamente aumentata, passando da un 15-17% a circa il 50%.

Quanto a Longo e Sorbo, i pagamenti effettuati dal Comune per i servizi di Amiu Puglia sarebbero stati disposti senza alcuna verifica preventiva dell'attività svolta dalla società in house. Il Comune di Foggia si è costituito parte civile per tutelare la propria immagine e credibilità, oltre che per garantire trasparenza e legalità, chiedendo il rinvio a giudizio degli imputati.

Sulla stessa linea il WWF Foggia, rappresentato dall'avvocato Michele Vaira. L’associazione ambientalista guidata dal presidente Maurizio Marrese ha espresso gratitudine per l'indagine che avrebbe confermato le sue denunce iniziali: l'interesse di Amiu volto a utilizzare l'impianto TMB e spostare gli utili da Foggia per coprire i disavanzi della gestione di Bari. L’associazione ha sottolineato la gravità della situazione attuale della raccolta differenziata nella città capoluogo, ben al di sotto del 65% richiesto per legge. Inoltre ha definito il piano industriale carta straccia”, senza impatto reale sulla gestione del servizio, e ha denunciato la mancata installazione dei cassonetti intelligenti promessi.

Nel capitolo cimitero, le contestazioni sono quattro. La prima riguarda Affatato, Lomazzo e Russo, che in concorso tra di loro sarebbero turbato il procedimento amministrativo diretto a stabilire il contenuto del bando di gara relativo alla procedura. Inoltre ad Affatato si contesta un atto falso, insieme al coimputato D'Orta (il rup della gara, oggi in pensione e per cui si procede separatamente giacchè ha patteggiato). La terza contestazione riguarda il solo Affatato, che ad ottobre 2023 avrebbe indotto Giuseppe Scommegna - titolare di impresa individuale esercente attività di commercio macchine per ufficio e telefonia, a lui già noto per altre forniture al Comune di Foggia – ad installare sul pc uso a Lomazzo una licenza Office. L'ufficio tecnico commissionò lavori per 1.245.000,13 euro alla Alca srl del fratello di Scommegna, suggerendo un “ritorno economico” per il fornitore storico. Giuseppe Scommegna avrebbe consegnato e installato la licenza Office sul pc di Lomazzo, secondo l'accusa al fine di evitare di non beneficiare di ulteriori affidamenti diretti anche per il tramite della Alca srl del fratello Alessandro.

Pm, Comune e parti civili hanno unanimemente chiesto ed ottenuto il rinvio a giudizio di tutti gli imputati per tutte le contestazioni, oltre che l'ammissione delle intercettazioni nel fascicolo del dibattimento. Il Comune è anche responsabile civile, essendo stato citato da Vaira (che è anche legale di Ediltur srl per il caso cimitero) per i presunti danni arrecati dai propri dipendenti.

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