Spiegazioni cercasi. Questo, in sintesi, è l’esito del confronto di lunedì scorso a Cerignola tra il Sindaco Francesco Bonito, impresa appaltatrice e direzione dei lavori a proposito del nuovo crollo che, venerdì 21 aprile, ha colpito Palazzo Carmelo. Da quanto è emerso, due sono gli elementi certi che possono essere evidenziati: la mancanza di lesioni nelle strutture adiacenti all’ex municipio e la presenza di una canna fumaria murata che, stando alle prime ricostruzioni, sarebbe all’origine del cedimento. Nel frattempo, proprio in virtù dell’assenza di danni riguardanti le abitazioni attigue a Palazzo Carmelo, si va verso la revoca dell’ordinanza di sgombero che ha riguardato tre famiglie.
“Tra oggi e domani (ieri e oggi, ndr) rientreranno nelle loro case. Oggi stesso (ieri, ndr) avrà inizio la rimozione delle macerie e riprenderanno i lavori”, ha annunciato Bonito a l’Attacco. Maria Dibisceglia, vicesindaca e assessora al Welfare, ha spiegato a l’Attacco: “Nelle giornate di lunedì 24 e di mercoledì 26 aprile sono stati effettuati ulteriori sopralluoghi nelle abitazioni adiacenti a Palazzo Carmelo, Dalle verifiche compiute lunedì, non risultavano esserci lesioni tali da impedire alle famiglie evacuate di poter far ritorno nelle proprie abitazioni”.
L’elemento di novità è dunque la presenza di una canna fumaria murata, di cui si ignorava totalmente l’esistenza, che sarebbe la vera responsabile di quanto avvenuto. “Dall’incontro di lunedì con l’impresa Desideri e la direzione dei lavori, è emerso che all’interno della parete che divide Palazzo Carmelo dalle abitazioni private vi è una canna fumaria murata piena d’acqua da chissà quanto tempo”, ha affermato Bonito. “L’acqua, una volta tracimata, si infiltrata nella parete che è poi marcita e crollata. Il tetto era già stato coperto dall’impresa con teli plastificati e puntellato, ma è stato il cedimento della parete pregna d’acqua a causare il conseguente crollo del tetto”.
Più cauto è invece Michele Prencipe, dirigente del Settore Lavori Pubblici, Ambiente e Manutenzione del Comune. “Le cause sono ancora da appurare”, ha dichiarato a l’Attacco. “La presenza di questa canna fumaria murata piena d’acqua ha causato certamente il dilavamento della muratura, ma la direzione dei lavori dovrà spiegare con esattezza la dinamica dei fatti”. Fin qui, dunque, tutto sembra più o meno coincidere. Sui motivi per cui invece i lavori fossero fermi da sei mesi, invece, le versioni divergono.
Stando a quanto ha affermato il sindaco a l’Attacco “essi risiedono nel fatto che la Soprintendenza ai Beni Architettonici non sia ancora intervenuta per sciogliere alcuni nodi posti dall’impresa stessa, come quello relativo al consolidamento dei tetti e quello relativo alla piastrellatura da utilizzare per i pavimenti”.
“Se intendiamo rivalerci sulla ditta se venissero accertate responsabilità? Una volta che un’impresa si aggiudica un appalto, è tenuta a depositare una polizza assicurativa riguardante la propria responsabilità civile. Qualora dovessero emergere profili risarcitori, ci avvarremo di questa polizza ma, allo stato attuale, non ci sono elementi che lascino intendere nulla del genere”, ha concluso il primo cittadino.
La ricostruzione di Prencipe non coincide.
“I lavori sono fermi dal 20 novembre 2022, quando si è verificato un primo crollo della volta”, ha illustrato a l’Attacco. “Si è messa in sicurezza tutta l’area del cantiere tramite puntellatura, il che ha richiesto oltre un mese di tempo. Da allora, si è atteso l’ottenimento di una variante che l’Ufficio Tecnico ha autorizzato lo scorso gennaio, così da poter eseguire delle opere originariamente non previste dal progetto iniziale. Ci sono state delle interlocuzioni con la Sovrintendenza, che però non ha mai ricevuto il progetto dalla direzione dei lavori e quindi non ha potuto rilasciare alcun parere in merito. La presentazione era ormai imminente, ma quest’ultimo crollo ha complicato la situazione. Siccome il crollo avvenuto venerdì 21 aprile ha riguardato l’area cantierizzata, l’Ufficio Tecnico Comunale non ha potuto intervenire perché essa è sotto la responsabilità dell’impresa appaltatrice e della direzione dei lavori”, ha continuato il dirigente. “Entrambe sono intervenute la sera stessa del fatto per effettuare i rilievi del caso e per stilare le relazioni sugli sgomberi delle strutture adiacenti Palazzo Carmelo. Ora noi valuteremo il procedimento dei lavori così come previsto dal progetto e la direzione dei lavori sarà tenuta a spiegare cosa è accaduto”.
Il progetto iniziale risale al 2017. Nel 2019 fu inviato alla Sovrintendenza per essere esaminato e ritenuto improcedibile. Nel 2020, a seguito di una nuova gara, furono presentati sia un nuovo progetto definitivo sia un nuovo progetto esecutivo dall’attuale direzione dei lavori facente capo all’ingegner Ferrandino.
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