Solidarietà politica e vicinanza istituzionale dopo l’aggressione al dirigente Trivisonne

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Ha fatto il giro d’Italia la notizia dell'aggressione al dirigente scolastico dell'istituto comprensivo Bozzini-Fasani di Lucera, Pasquale Trivisonne, data in anteprima da l’Attacco nella giornata di venerdì. L’episodio peraltro era precedente a quanto accaduto a un suo collega di Taranto, Marco Cesario, picchiato da un genitore che non accettava, assieme alla moglie, le disposizioni impartite sul conto della loro figlia. Nel caso foggiano, invece, Trivisonne è stato aggredito sabato 27 gennaio da una mamma che riteneva insufficiente la punizione comminata a un ragazzo che aveva picchiato il figlio e a un altro che aveva diffuso il video del gesto, dopo che entrambi gli alunni erano stati sospesi per cinque giorni. I sanitari del pronto soccorso hanno giudicato le ferite guaribili in cinque giorni, e alla struttura ha dovuto ricorrere anche la sua vice, Loredana Sasso, rimasta sotto choc dopo l’accaduto a cui lei stessa aveva assistito, così come altre persone, tra docenti e personale scolastico.

L’istituto Bozzini-Fasani conta circa 900 alunni, l’aggressione è avvenuta nella sede centrale di Viale Raffaello, ma conta anche altri due plessi, tutti collocati in quartieri periferici della città. Trivisonne ha presentato una denuncia alla locale caserma dei carabinieri, ma ha manifestato il proposito di voler comunque incontrare la donna in un contesto di maggiore serenità: “Conosco bene sia il figlio che gli altri due ragazzi che seguo da anni – ha riferito – per cui non avrei alcun problema a chiarire ulteriormente le decisioni che abbiamo preso e lo spirito che ci ha animato. Posso confermare che non c’erano state avvisaglie in precedenza tra gli alunni, nessuno ci aveva segnalato nulla, per cui questa vicenda è praticamente spuntata all’improvviso. Mi dispiace perché il suo gesto è stato completamente fuori luogo, ma secondo me c’è margine per rimediare e recuperare tutto, soprattutto i ragazzi. Lei comunque non si è scusata ma la mia porta è sempre aperta, e questo lo sanno tutti i genitori”.

Il riferimento è anche alla circostanza emersa successivamente al provvedimento, e cioè l’iniziativa della famiglia del ragazzo autore del video che ha incaricato un legale di impugnare il provvedimento davanti al collegio di garanzia dell'istituto, perchè ritenuto eccessivo, chiedendo contestualmente il trasferimento ad altro istituto.

A ogni modo, nel giro di poche ore sono arrivate subito le prime manifestazioni di solidarietà. Ha iniziato il consigliere regionale Antonio Tutolo: “Se siamo arrivati alle aggressioni fisiche a un dirigente scolastico per aver fatto il proprio dovere, allora dobbiamo rivedere tante cose della nostra società. Ma prima di tutto va espressa totale e incondizionata solidarietà al professor Pasquale Trivisonne, preside dell’istituto Bozzini-Fasani di Lucera che qualche giorno fa è stato malmenato da una madre, così come al suo collega Marco Cesario di Taranto che ha subito la stessa sorte sempre in questa settimana. Non dobbiamo assolutamente ammettere e far passare sotto silenzio situazioni del genere – ha aggiunto Tutolo – perché i capisaldi educativi vanno preservati a qualunque costo se vogliamo che i nostri figli diventino poi buoni cittadini che sappiano trovare solo nel dialogo, anche serrato, la soluzione ai problemi. Pure il ragazzo vittima di bullismo va protetto adeguatamente e con gli opportuni accorgimenti, ma aggiungere altra violenza non serve assolutamente a niente”.

Altro pronunciamento è quello dell'assessore comunale all'Istruzione, Maria Barbaro: "Vorremmo pensare che episodi del genere non appartengano alla nostra comunità, ma evidentemente così non è. Occorre sempre prendere le distanze dalla violenza fisica e verbale, nonché dalla prevaricazione e dalla prepotenza che nascono dalla rabbia. Quanto accaduto è stato già denunciato e le autorità preposte giudicheranno ed eventualmente puniranno. A noi non resta che riflettere e cercare ancora una volta di attuare metodi di formazione più efficaci per contrastare questo fenomeno".

Si è espresso anche il consigliere comunale di minoranza, Davide Colucci: "Desidero esprimere piena solidarietà nei confronti del dirigente scolastico Pasquale Trivisonne. Nella scuola e nella società non ci può e non ci deve essere posto per la violenza, convinzione personale che peraltro è una dei capisaldi di Democrazia Sovrana e Popolare che mi onoro di rappresentare in Puglia. Gli operatori ed educatori che si occupano dei nostri figli non devono essere lasciati soli, per cui vanno trovate soluzioni e accorgimenti per elevare il livello culturale per valorizzare le risorse positive e migliorare la convivenza nelle nostre comunità. Giù le mani dalle altre persone, sempre e comunque".

Una posizione è stata presa anche da Maria Concetta Bianco, dirigente dell'istituto Manzoni Radice di Lucera: "Condanno l'episodio di aggressione ed esprimo vicinanza e solidarietà a tutta la comunità scolastica. Purtroppo l'ingerenza delle famiglie in decisioni educative e formative spettanti alla scuola è diventata inaccettabile e il patto di corresponsabilità educativa tra scuola e famiglie risulta un mero strumento formale spesso disatteso dai genitori”.

Intanto, dopo i due episodi recenti si muove anche il governo nazionale, su iniziativa diretta del ministro Giuseppe Valditara che ha preannunciato l’interessamento dell’Avvocato generale dello Stato, finalizzata a valutare la costituzione di parte civile nei processi che dovessero scaturire dalle denunce presentare dai due capi di istituto.

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