Ogni volta che ci sono di mezzo le strisce blu dei parcheggi a pagamento, si aprono accese polemiche. Come è in quest’ultimo caso, visto che a Manfredonia si è sparsa a macchia d’olio la voce che è stata eliminata la tolleranza di 15 minuti che doveva permettere di raggiungere il parchimetro più vicino per dotarsi del biglietto. L’allarme iniziale era stato lanciato dal consigliere forzista Ugo Galli due settimane fa e, in questi ultimi giorni, è stato dapprima ribadito dal gruppo di cui fanno parte anche Fabio Di Bari e Liliana Rinaldi e poi ripreso dall’Amministrazione comunale. Tutta colpa del nuovo Codice della strada – la motivazione addotta da Palazzo San Domenico – e, nel frattempo, sono state avviate “immediate interlocuzioni con la Publiservizi Srl, società che gestisce i parcheggi a pagamento nella nostra città, per mitigare gli effetti delle nuove norme. La società ha accolto le nostre richieste, garantendo la massima flessibilità e tolleranza nei confronti dei cittadini, fruitori dei parcheggi pagamento”.
Una versione dei fatti che resta comunque fortemente contestata da Forza Italia. “È falso – dice Galli -. La disciplina legislativa non incide affatto sulle tolleranze previste dalle singole amministrazioni, anche attraverso le concessioni emanate in favore di singoli operatori privati incaricati della gestione del servizio di sosta onerosa. Anzi – la sua precisazione -, il legislatore nazionale introduce un ulteriore ‘comporto di tolleranza’ in base al quale se si eccede del 10% il tempo per cui è stata già corrisposta la tariffa, non si paga alcuna sanzione. Ciò proprio per favorire il soddisfacimento delle esigenze immediate e minute dell’utenza”.
Nemmeno il consigliere Vincenzo Di Staso è stato convinto dalla spiegazione resa dall’Amministrazione, dal momento che “la modifica legislativa opera sulla tolleranza dei 15 minuti di un ticket scaduto che ora non è più prevista. La concessione che regola la sosta a pagamento nel nostro comune – osserva - prevede espressamente un termine di 15 minuti per poter pagare il ticket, non parla assolutamente di termine per regolarizzare un ticket scaduto. Sono oggettivamente due fattispecie diverse”.
Inoltre, il periodo temporale di tolleranza “è previsto dalla concessione che, quindi, fino a quando non viene modificata espressamente, rimane pienamente in vigore”.
Il tema interessa così diffusamente che anche l’ex candidato Sindaco pentastellato Raffaele Fatone, solitamente fuori da qualsivoglia discussione pubblica, interviene al riguardo appuntando nel merito che “pur comprendendo la necessità di una regolamentazione della sosta, l’eliminazione di questo breve margine di tempo penalizza pesantemente chi deve fermarsi per pochi minuti per acquisti veloci, commissioni urgenti o il semplice ritiro di un prodotto in un esercizio commerciale”.
La sensazione è che il provvedimento “danneggia soprattutto i commercianti locali, già provati da una situazione economica difficile, e rischia di disincentivare l’accesso alle attività del centro cittadino”.
Investito dal turbinio di polemiche, l’assessore Francesco Schiavone si è preso un po' di tempo prima di intervenire. Si è andato a guardare le nuove norme e l’accordo tra il Comune di Manfredonia e la Publiparking, quindi chiarisce come stanno le cose.
Sono due gli intervalli di tempo da prendere in considerazione e analizzare, ognuno da 15 minuti. Il primo è quello specificato nella delibera di Giunta comunale 92 del maggio 2022. Sono i 15 minuti “decorrenti dal momento del posteggio del proprio veicolo all’interno dello spazio delimitato dalle strisce blu e fino al completamento delle operazioni di acquisto del ticket”. Un intervallo di tempo che deve comunque essere attestato attraverso un disco orario o anche un semplice foglietto do carta con l’indicazione dell’ora e che non sarà cancellato.
“Sono 15 minuti che restano e resteranno – assicura Schiavone – perché non è una tolleranza disciplinata dal nuovo Codice della strada, bensì può essere regolamentata dai Comuni. Noi riteniamo ancora oggi che possa essere utile e non abbiamo nessun motivo per toccare questa tolleranza”.
Caso diverso, invece, per i minuti successivi a quelli in cui termina il biglietto acquistato. L’assessore con delega ai Parcheggi racconta a l’Attacco di aver fatto una simulazione. “Stamattina (ieri, ndr) ho acquistato un biglietto alle 10,35 per mezz’ora, al costo di 50 centesimi. Sul tagliando è scritto che posso restare in sosta fino alle 11,20 perché alla mezz’ora che ho pagato ha aggiunto ulteriori 15 minuti. Sono questi ultimi quelli che non sono più consentiti dalle nuove norme volute dal ministro Matteo Salvini”.
“Stiamo sensibilizzando sul tema e guadagnando un po' di tempo, ma dovremo comunque procedere, di concerto con la ditta che gestisce le colonnine, per il settaggio di tutte le apparecchiature. Nel caso dei 15 minuti oltre quanto già pagato, non abbiamo nessun margine se non rispettare la legge”.
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