A Mattinata è vietato giocare a pallone per strada (e non c’è neanche lo stadio comunale): multe sino a 500 euro

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“Quando ho letto del divieto del Sindaco di Mattinata al gioco della palla su alcune vie della città, ho pensato che, se fosse accaduto ai miei tempi, non avrei potuto prendere confidenza con lo sport e diventare il giocatore che poi sono stato nella mia carriera”. Michele Gentile, oggi sessantun anni con le scarpe al chiodo, è l’unico calciatore professionista che Mattinata abbia sinora generato. Tra il 1988 e il 1993 ha disputato cinque stagioni nella serie C2 del tempo, insaccando 34 reti in 125 partite giocate. La più prolifica fu a Rimini, quando con i suoi sei gol contribuì all’allora quarto posto della formazione biancorossa. Successivamente, tra il 2014 e il 2017, ha retto le sorti dell’Unione Sportiva Dilettantistica Mattinata, guidandola come presidente tra la Seconda e la Prima Categoria di calcio, firmando una promozione e due Coppe Disciplina come squadra più corretta nei tornei dilettantistici, “sino a chiudere quell’esperienza perché, purtroppo, non vi erano più le condizioni finanziarie per proseguire” ricorda oggi Gentile. L’ultima partita disputata dal “suo” Matinum è datata 23 aprile 2017, quando ci fu la sconfitta ai supplementari decretata dalla Virtus Andria per 5-3. Quel ko della partita secca dei playout spinse il club rossonero nella Seconda categoria da dove era salito la stagione precedente. E sulla formazione foggiana calò il buio, unitamente alla chiusura dei cancelli del campo sportivo comunale “Agnuli” che, dopo otto anni da allora, restano sigillati. Il pallone, dunque, è fermo a Mattinata. Il pallone non rotola più. Nessuna partita da vedere allo stadio - l’amministrazione comunale ne ha cantierizzato la ristrutturazione per quasi 82mila euro di fondi pubblici - e adesso, come una beffa, giunge il divieto sindacale di giocare a calcio per strada. E’ del 23 aprile scorso l’ordinanza sottoscritta dal primo cittadino Michele Bisceglia, il quale, premettendo che “pervengono frequentemente segnalazioni da parte di cittadini con le quali lamentano la pratica diffusa di utilizzare luoghi del territorio per giochi con il pallone, in particolare con riferimento a Via Grilli, Piazza Don Sturzo e Piazza della Comunità”; considerando che “i giochi con il pallone fatti su strada determinano pericoli per l’incolumità e la sicurezza delle persone e/o per l’integrità del patrimonio pubblico e privato ed arrecano, con schiamazzi ed urla, disturbo alla quiete ed al pubblico decoro; considerato inoltre che le condotte di cui sopra rappresentano un pregiudizio per i diritti fondamentali altrui, impedendo l’utilizzo libero e tranquillo di spazi ed aree pubbliche, nonché il riposo delle persone”, è vietato a Mattinata “il gioco con la palla e in tutte le forme e modalità di svolgimento in Via Grilli, Piazza Don Sturzo e Piazza della Comunità”. 

Sono altresì banditi “quei giochi o sport collettivi o individuali che, mediante il lancio di oggetti, possono arrecare molestie, disturbo o mettere in pericolo l’incolumità delle persone nonché danneggiare monumenti, edifici o qualsivoglia bene pubblico o privato”. Ragion per cui il sindaco Bisceglia pone la proibizione al “gioco con la palla e in tutte le forme e modalità di svolgimento in Via Grilli, Piazza Don Sturzo e Piazza della Comunità”. Ed il veto sulle attività ludiche pubbliche contempla anche “quei giochi o sport collettivi o individuali che, mediante il lancio di oggetti, possono arrecare molestie, disturbo o mettere in pericolo l’incolumità delle persone nonché danneggiare monumenti, edifici o qualsivoglia bene pubblico o privato”. 

Per rendere più persuasiva l’ordinanza sindacale e scoraggiare i piccoli cittadini della zona interessata a scendere per strada e giocare a pallone, come sino alla fine del secolo sorso era prassi quotidiana sull’asfalto e sulle piazze di tanti borghi d’Italia, Bisceglia fissa nella sua ordinanza che “le violazioni” di tale misura amministrativa “sono punite, secondo quanto previsto dall’articolo 7 bis, commi 1 e 1bis del decreto legislativo n. 267 del 18.08.2000, con l’applicazione della sanzione amministrativa pecuniaria da euro 25 ad euro 500”.

L’”Ipse Dixit” sul calcio all’aperto del sindaco di Mattinata, riguardante quel dedalo urbano di 200 metri che racchiude al centro nord del borgo garganico le interessate via Grilli e le piazze Don Sturzo e Della Comunità, ha inevitabilmente sollevato un polverone da parte della cittadinanza. Successivamente la pubblicazione dell’ordinanza sindacale, la gente si è scatenata sui social, come evidenziano alcuni commenti che qui riportiamo. 

“I bambini devono ritornare a giocare per le strade così lasceranno i cellulari, stanno perdendo molti valori della vita” scrive Marilena. “Il pallone è solo una scusa che hanno trovato per togliere la libertà a questi bambini perché ora anche se stanno solo col cellulare sotto i portici vengono cacciati. Ma insomma vogliamo fargli vivere l’infanzia a questi bambini oppure no?” sottolinea Graziella. “Il sindaco di Mattinata è stato bambino? - si chiede Sabrina -. Io ricordo quando ero bambina nel mio paese si giocava per strada ed era così bello che gli anziani ci davano caramelle, si mettevano fuori a parlare e a raccontare i loro giochi…”. 

Se i suoi cittadini discutono sul divieto del gioco per strada, Bisceglia invece resta in silenzio, visto che, contattato da l’Attacco interessato a conoscere le motivazioni della sua decisione, il Sindaco non risponde. Parla per lui un’ordinanza di respiro sociale che ha animato la quotidianità del piccolo e grazioso borgo incastonato nel promontorio del Gargano orientale. 

La sua popolazione che, anagraficamente, denota un maggiore invecchiamento come sottolineato dal trend demografico in “rosso” (il -7.2% degli attuali 5875 abitanti rispetto al picco di 6333 del 2001), oggi, di fronte il divieto amministrativo, lamenta le limitazioni allo sfogo civile dei propri figli. La fascia teoricamente incline al gioco per strada, tra i 5 e i 14 anni, è pari a 552. Dunque per il 9.3% della popolazione mattinatese la libertà è limitata. 

Non la pensa proprio così Don Luca Santoro, responsabile dell’unica parrocchia presente a Mattinata, “Santa Maria della Luce”. Secondo il prete che è anche vicario dell’Arcidiocesi di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo, “questa ordinanza sindacale, a mio parere, è finalizzata a contemperare due esigenze: quella dei ragazzi che vogliono giocare per strada e la sicurezza degli adulti che frequentano quelle zone che sono piuttosto frequentate e che, con l’arrivo dell’estate, lo saranno maggiormente. Il problema non è se ci giocano i bambini, ma sorge - evidenzia il parroco - quando a giocare in una maniera più evidente, lo sono gli adolescenti. Il rischio è che il pallone, spesso di cuoio, possa poi diventare pericoloso”.

Don Santoro pone la questione, dunque, sulla tematica della sicurezza. “Molti giovani, quotidianamente - sottolinea il parroco - giocano sul largo sagrato della nostra chiesa. E la raccomandazione che faccio loro è sempre quella di non esagerare con i calci alla sfera, per il rispetto dei passanti”. 

Il caso dell’ordinanza sindacale, come spiega Don Luca, ha fatto emergere una questione di respiro sociale: “Da una parte vi sono diverse persone che si sono sollevate tastando commenti sulla rete, dall’altra avverto quotidianamente la sempre maggiore assenza di educatori di comunità, di cui le giovani generazioni avrebbero bisogno”. 

Il divieto della palla per strada ha dunque messo in agitazione (“più nei confini dei social che nella piazza reale” assicura il parroco Santoro) Mattinata. Questa città che sorvolandola appare come un nido dalla forma di un piedone sinistro protetto dalle colline carsiche, si sviluppa in modo radiale, attraverso le proprie strade che si aprono a ventaglio, scendendo verso il cristallino mare Adriatico. Ma adesso non c’è più il pericolo che il pallone dei ragazzini possa filare via e smarrirsi nell’acqua. A quei ragazzini è vietato giocare per strada.
(Alessandro Salvatore - l’Attacco)

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testatina dillo al direttore WEB

 

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