“Desidero segnalare a tutti i lettori del vostro giornale un grave episodio accaduto oggi, sabato 10 maggio, a mio nonno, residente a Foggia - scrive un cittadino foggiano indignato, così si definisce -. Intorno alle 12:10 ha ricevuto una telefonata da parte di un uomo che, con tono allarmato e familiare, si è spacciato per suo nipote, raccontando di trovarsi in una difficile situazione finanziaria da sbloccare urgentemente presso un ufficio postale”.
“L’obiettivo della telefonata era molto chiaro: ottenere del denaro con l’inganno. Il truffatore ha insistito con mio nonno affinché lo aiutasse, facendogli poi ricevere un’ulteriore chiamata – questa volta da parte di un finto direttore di banca – allo scopo di rendere la messinscena ancora più credibile e, nel contempo, occupare tutte le linee telefoniche per impedirgli di contattare familiari o chiedere aiuto”.
“A quel punto, il truffatore ha chiesto una somma di 3.000 euro, promettendo che un suo “incaricato di fiducia” sarebbe passato a ritirare il denaro direttamente sotto casa. Mio nonno, in buona fede e preoccupato per quello che credeva fosse davvero suo nipote in difficoltà, ha consegnato parte della somma. Tuttavia, pochi minuti dopo, il sedicente incaricato è tornato, sostenendo che i soldi non bastavano e pretendendone altri. Ancora una volta, mio nonno – confuso e agitato – ha ceduto e gli ha dato ciò che aveva”.
“Solo in seguito, quando ha finalmente potuto contattare il vero nipote, si è reso conto di essere stato vittima di una truffa. Il nipote è corso immediatamente da lui e lo ha accompagnato dai Carabinieri per sporgere denuncia”.
“Le forze dell’ordine hanno avviato le indagini e hanno già appurato che i numeri da cui sono arrivate le chiamate erano intestati a soggetti extracomunitari, probabilmente tramite schede telefoniche prepagate attivate a Milano”.
“Invito tutti, con il cuore in mano, a parlare con i propri genitori, nonni e con tutte le persone anziane che vivono sole. Ricordate loro che non devono mai fidarsi di telefonate improvvise, per quanto possano sembrare credibili. In casi simili, la prima cosa da fare è verificare con un familiare e non cedere alla pressione emotiva”.
“Siamo purtroppo in un periodo in cui certi individui approfittano della bontà e della fragilità degli anziani, sfruttando senza scrupolo la fiducia che hanno nelle persone care. È fondamentale che nessuno si senta solo o impreparato di fronte a simili raggiri”.
“Non abbassiamo la guardia. Parlatene. Proteggiamo i nostri anziani”.
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